Infortunio Pjanic, il bosniaco dovrà star fermo tre settimane

 Piove sul bagnato in casa Roma. Dopo la cocente sconfitta nel derby, il lungo stop per Juan, oggi è arrivato anche l’esito degli esami effettuati da Miralem Pjanic, che dovrà star fermo per le prossime tre settimane.

Il centrocampista bosniaco, che ha riportato una lesione di primo grado al bicipite femorale sinistro, è uscito dal campo al 15’ della ripresa nella partita contro la Lazio.

Un altro guaio per Luis Enrique che dopo Juan, perde un altro titolare in vista della trasferta di Palermo (e non solo).

Palermo-Roma, Kjaer torna titolare

 L’infortunio di Juan, che dovrà star fermo per quasi due mesi, apre le porte a Simon Kjaer, che domenica in casa del Palermo (e per il resto della stagione) sarà il titolare.

Per il difensore danese sarà un finale di campionato in cui dovrà dimostrare se vale la pena riscattarlo o rimandarlo al mittente. A questo punto Luis Enrique ha a disposizione come centrali difensivi solo Heinze e Kjaer più i fuori ruolo De Rossi e Cassetti.

Ma ormai alla fine di questa tormentata stagione mancano dodici partite, in cui ormai la Roma non ha nulla da giocarsi.

Ricorso Osvaldo, qualcosa sta cambiando nella Roma

 Che qualcosa fosse cambiato nella Roma lo si era capito dalle parole di Luis Enrique al termine del derby.

Per la prima volta nella sua esperienza nella Capitale, il tecnico asturiano aveva dichiarato di voler giocare una stracittadina in 11, accusando di fatto l’operato dell’arbitro.

Operato che non era mai stato messo in discussione né dalla dirigenza né dall’allenatore, che anzi sono stati i primi a “squalificare” i propri giocatori.

Palermo-Roma, Pjanic e Juan in forte dubbio

 Le tossine fisiche e soprattutto mentali del derby non sono state ancora assorbite. E come se non bastasse ci sono due tegole in casa Roma: Miralem Pjanic e Silvera Juan salteranno la trasferta di Palermo.

Il centrocampista bosniaco ha chiesto il cambio al 15’ della ripresa nella partita contro la Lazio, rimediando un infortunio che lo costringerà ad alzare bandiera bianca in vista dell’anticipo del prossimo turno al Renzo Barbera.

L’ex Lione, in realtà, era già un po’ di tempo che giocava in non buone condizioni fisiche, in più gli 82′ disputati con la sua Nazionale nella scorsa settimana hanno peggiorato la situazione.

Roma-Lazio 1-2, Baldini e Luis Enrique: le vostre idee vanno riviste

 Il diverso metro di giudizio dell’arbitro Bergonzi non può coprire le magagne di una squadra che fa sempre gli stessi errori. Anche nel derby di ieri si sono riviste le solite dinamiche tattiche.

E non è solo un discorso relativo alla difesa, perché anche in attacco si fa fatica a tirare in porta.

Andiamo con ordine. Nella fase d’impostazione perdere palla significa mandare un avversario a tu per tu con il portiere e questo per la Roma, ma per tutti le formazioni di calcio, non è una cosa ammissibile.

Derby, Simplicio: “Paura? Mai, non c’è nel nostro vocabolario”

 Due giorni al derby. Due giorni in cui Luis Enrique dovrà scogliere i dubbi per la formazione anti-Lazio.

La squalifica di Gago obbliga il tecnico a ridisegnare il centrocampo. In lizza per sostituire l’argentino ci sono Greco, Marquinho e Simplicio, che sembra aver recuperato dal problema fisico che ieri l’aveva costretto ad abbandonare la seduta.

A margine dell’iniziativa “Roma e Lazio unite contro il razzismo e l’antisemitismo“, il brasiliano ha parlato delle sue condizioni fisiche: “Ho solo una distorsione alla caviglia, ho già recuperato, oggi penso di poter fare l’allenamento“.

Stekelenburg: “Il derby? Vogliamo la rivincita”

 In molte occasioni ha salvato la Roma, ma in pochi se ne sono accorti. Spesso perché poi la squadra di Luis Enrique segnava molti gol o vinceva e la sua parata veniva messa in secondo ordine.

Quella parata unica, è tipica di un grande portiere, che non è impegnato per gran parte della gara e poi si oppone agli attaccanti avverarsi a freddo.

È il caso di Marteen Stekelenburg, che incontro dopo incontro sta convincendo sempre di più, anche se, come è normale, ogni tanto incappa in qualche errore.

Roma-Lazio, Luis Enrique ha il dubbio centrocampo

 Buone notizie per la Roma. La contusione all’alluce sinistro rimediata ieri da Totti in allenamento è meno grave del previsto, tanto che poche ore dopo il colpo di Cicinho, il capitano camminava senza difficoltà.

A meno di clamorose ricadute (ma non sembra questo il caso) il numero dieci guiderà la squadra nel derby di domenica.

Per la gara interna con la Lazio, Luis Enrique ha il dubbio su come sostituire lo squalificato Gago a centrocampo, dove tornerà De Rossi dopo i noti fatti di Bergamo e Pjanic (ieri 81’ giocati con la sua Bosnia) appare recuperato. 

Juan: “Il derby è una partita speciale”

 Il suo rendimento spesso coincide con quello della Roma. Quando Juan gioca ai suoi livelli, la squadra giallorossa fa spesso grandi prestazioni. Quando Juan non gioca ai suoi livelli, la squadra giallorossa fa spesso brutte prestazioni.

Con l’infortunio di Burdisso, le responsabilità della difesa sono andate tutte a lui e a Gabriel Heinze.

Questo ne ha pregiudicato un po’ le prove, ma solo perché il brasiliano avrebbe bisogno di riposo, visti i suoi continui infortuni muscolari.

In questo senso anche il mancato inserimento di Kjaer nel progetto tattico di Luis Enrique non gli ha facilitato il compito.

Borini: “In Nazionale grazie a Luis Enrique”

 In questa altalenante stagione della Roma, una delle poche costanti è il rendimento di Fabio Borini, che, segnando contro l’Atalanta, è diventato il capocannoniere giallorosso con 8 gol.

Rendimento che ha portato in Nazionale l’attaccante in comproprietà con il Parma, la cui presenza in campo nell’amichevole di questa sera contro gli Stati Uniti è tutt’altro che da escludere.

Le sue qualità e il suo spirito di sacrificio hanno subito conquistato il ct Cesare Prandelli.

Roma-Lazio, Pjanic è a rischio

 La pesante sconfitta contro l’Atalanta, il caso De Rossi e il problema con Kjaer non sono gli unici grattacapi per Luis Enrique in vista del derby di domenica.

Derby in cui il tecnico asturiano dovrà fare a meno degli squalificati Osvaldo (due giornate), Cassetti e Gago e probabilmente di Pjanic, che ieri ha detto:

“Ho dei problemi muscolari devo vedere come starò prima della gara. Non so se giocherò, forse neanche mi allenerò. A Bergamo ho cercato di farmi sostituire nel finale, ma Luis Enrique aveva già effettuato tre cambi e non ha potuto accontentarmi”.

Se per Cassetti il problema è relativo (visto che il giocatore prima di domenica non giocava da novembre), così non si può dire per Osvaldo, Gago e Pjanic.

Atalanta-Roma, De Rossi: “Ieri sono stato disattento. Continuo a fidarmi di Luis Enrique”

 Dal ritiro della Nazionale, Daniele De Rossi è intervenuto sul caso che ieri l’ha visto protagonista. Ecco le parole del centrocampista della Roma:

“Io non ho problemi a parlare. Non ho nulla da nascondere. Domenica abbiamo una partita importantissima e dobbiamo pensare a quella. Scuse? Tengo a precisare che non ho problemi con l’allenatore e ne ho sempre parlato in maniera positiva e continuerò a farlo. Diciamo che è stata una giornata non positiva per me perché non ho giocato. La società ha parlato e ha detto quello che è successo. Non ci sono state risse e non ho offeso nessuno. Ieri sono stato un po’ disattento. Delle cose dello spogliatoio, come ha detto Luis Enrique, non se ne parla ma non è successo nulla di che. Se mi sarei solamente multato? Ma, non lo so. E’ stata una decisione presa dall’allenatore e continuo a fidarmi di lui come fa il gruppo. Spero lo faccia anche la tifoseria.

Il numero 16 giallorosso è entrato nel merito anche del gol di Muntari non concesso in Milan-Juve.

Sabatini: “De Rossi? Luis Enrique l’ha considerata una grave superficialità”

 Se non fosse bastata la pessima prestazione di Bergamo, fotocopia delle partite con Fiorentina, Siena, Juve in Coppa Italia e parte con il Cagliari, in casa Roma c’è anche il caso De Rossi, escluso ieri per i 4 minuti di ritardo con cui si è presentato alla riunione tecnica prima della gara con l’Atalanta.

Se fosse così, e pare proprio di sì, viene da sorridere, soprattutto dopo le parole di questa mattina di Buffon e Thiago Silva che, riferendosi al gol non assegnato a Muntari in Milan-Juventus, hanno detto che non aiuterebbero l’arbitro se questi si sbagliasse in loro favore.

E viene da sorridere ancora di più, se pensiamo che De Rossi in una Roma-Messina della stagione 2005-6 disse all’arbitro di aver segnato con la mano.

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