
Valerio Frasca e Giovanni Cristofari lontani dalla Roma. Nonostante l’ottima prestazione della Primavera calcistica guidata da Alberto De Rossi, con tanto di primato e imbattibilità difensiva, il settore giovanile capitolino perde pedine importanti. Per un prestito e una rescissione. Due casi tra loro differenti ma capaci di stimolare critiche e reazioni di tifosi e addetti ai lavori. Il primo riguarda il portiere Valerio Frasca, colui che nel Primavera detiene il record di imbattibilità con 938′ trascorsi senza incassare una sola rete: prestito all’Arezzo, con l’intenzione di fargli fare esperienza in un campionato (Lega Pro) che consente un percorso di crescita professionale. Quindi, una cessione che non è volontà di privazione quanto piuttosto un investimento. Il secondo dei due casi è relativo a Giovanni Cristofari, centrocampista degli Allievi Nazionali e giovane promessa del calcio italiano con alle spalle convocazioni in Nazionale Under 17. Il sedicenne ha chiesto la rescissione del contratto, la Roma ha accettato. I rumors lo vorrebbero già accasato all’estero o nelle fila di Fiorentina/Palermo. Ne parla la Gazzetta dello Sport:







Francesco Totti corre. Corre verso il recupero. Anche oggi il capitano ha fatto passi in avanti verso il suo rientro in campo, che non avverrà, probabilmente, contro il Siena, ma che potrebbe verificarsi il 4 febbraio prossimo, ossia il giorno della sfida d’andata di Coppa Italia contro l’Udinese. Nella seduta mattutina di allenamento al centro tecnico Fulvio Bernardini di Trigoria, Totti è sceso sul terreno per effettuare un allenamento diverso, differenziato dai suoi compagni di squadra. Da diverse giornate, ormai, non si allena con il gruppo, colpa dei novanta minuti fuori programma disputati contro la Juventus nella ghiacciaia di Torino. Da sei giorni sta procedendo con la fisioterapia e il lavoro differenziato in palestra, arricchito con un ritorno all’attività aerobica, per spegnere il riacutizzarsi del fastidio al tendine del quadricipite destro. Dopo la corsa sul tapis roulant è uscito sul campo “B” del centro di Trigoria per effettuare una corsetta leggera sul terreno di gioco, accompagnato dal suo preparatore Vito Scala. Totti corre verso i bianconeri di Udine. Almeno questo è l’obiettivo.
“Voglio entrare nei vostri cuori”. Si era presentato così Jeremy Menez il 29 agosto 2008, giorno della conferenza stampa di presentazione a Trigoria. Il francesino si era appena trasferito nella Capitale da Monaco con sogni e aspettative per il suo futuro, tutto colorato di giallorosso. “Mi piacerebbe emulare un campione come Marco Delvecchio che ha giocato tanti anni in questo club” aveva dichiarato. Per cominciare prese il suo numero di maglia, il 24, poi prontamente cambiato in questa stagione (ora sfoggia il 93), perché Delvecchio, con quella maglia, segnò 62 reti in 231 partite, ma soprattutto fece vedere “le orecchie” per 9 volte ai tifosi biancocelesti nei derby. Menez nella stracittadina non ha mai esultato, anche se ci è andato vicino la stagione scorsa quando si fece parare un tiro a tu per tu con Carrizo. E soprattutto in campionato ha siglato 5 reti in 40 incontri, troppo pochi per i circa 10,5 milioni di euro usciti dalle casse giallorosse per assicurarsi le sue prestazioni. Prestazioni che si sono dimostrate alterne: dalle perle contro Chievo (lo scorso anno) e Milan – tanto da essere soprannominato Fenomenez – è passato alla gara molle e irritante contro Cagliari, in campionato, e Catania, in Coppa Italia, sua ultima apparizione in maglia giallorossa. Il commento di Claudio Ranieri sul fantasista transalpino, nato il 7 maggio 1987 a Longjumeau, in quell’occasione fu: “Si era intestardito nei dribbling, si era intestardito nel cercare la giocata invece serviva serenità”. Serenità che è mancata in quasi tutta la stagione; durante i 636 minuti disputati, vale a dire 11 partite totali sulle 21 a disposizione, Menez ha lasciato il segno in una sola gara, quella di San Siro contro i rossoneri.
A seguito delle dichiarazioni del presidente del Palermo Maurizio Zamparini, sulle presunte irregolarità sull’accordo fra Fabio Simplicio e la Roma, la Procura Federale della Figc ha aperto un fasciolo d’inchiesta sulla trattativa. Nel mirino della procura anche il passaggio di Goran Pandev all’Inter. Ma Gilmar Rinaldi, manager che cura gli interessi di Fabio Simplicio, a Mediagol.it, ha parlato del futuro e della situazione del suo assistito: “Se con la Roma l’accordo è già concluso? No, ho parlato con il direttore Sabatini a Milano e gli ho comunicato che Simplicio rispetterà il contratto con il Palermo fino alla scadenza naturale di luglio. Dopo cambieremo squadra, ma ancora non sappiamo nulla, non abbiamo firmato alcun compromesso con nessuno. Alla fine del mese di gennaio valuteremo tutte le proposte che ci sono arrivate e vedremo. La verità è che c’è stato un problema di fiducia, nel momento in cui la trattativa era in corso. Io sono venuto cinque volte in Italia per parlare con la società. La proposta fatta al giocatore non è stata di un milione e due cento mila euro come qualcuno ha detto – ha dichiarato Rinaldi – La proposta ufficialmente fatta a me era di 700 mila all’anno, come avviene nell’attuale contratto, per un rinnovo di altri due anni.