Mascara e Totti, stessa scuola: classe e follia

Il cucchiaio di Giuseppe Mascara ai danni di Julio Cesar non poteva non richiamare alla memoria quello di Francesco Totti a Van der Saar nel corso degli Europei 2000. Da Il Corriere dello Sport:

Un cucchiaio per un sogno. Il marchio di fabbrica di Francesco Totti, per guardare alle prossime undici partite con un occhio diverso. Che è poi soprattutto quello dei tifosi giallorossi. Ieri sera, quando Giuseppe Mascara ha mandato in paradiso Catania (prima ancora che Martinez con uno straordinario assolo completasse l’opera), forse sapeva di fare lo stesso effetto anche da qualche parte. A cominciare dalla capitale dove, non può offendersi nessuno, alla rete del capitano catanese si è sentito più di un urlo di gioia, come se in campo fosse la magica. Maxi Lopez aveva dato i primi contorni al sogno. Che è sempre un regalo gradito, soprattutto dopo che Milito sembrava aver messo le cose a posto, almeno dal punto di vista di Mourinho e dei suoi discepoli. Poi quel cucchiaio, infine la perla di Martinez hanno riaperto i giochi in testa al campionato, domani la Roma quando scenderà in campo a Livorno saprà che vincere vorrà dire arrivare a quattro punti dai nerazzurri.

Roma, ladro vestito da Totti rimane nudo sotto l’acqua

 Da Il Messaggero:

Un uomo nudo, o quasi, in fuga da un centro commerciale. Veloce come una saetta e, mentre nella corsa si perde palloni da calcio, una maglietta della Roma, calzettoni, sfreccia per un settore della vendita. A razzo guadagna l’uscita. Un uomo solo e con indosso solo i calzoncini con il numero “10” di Totti, sotto la pioggia battente e il freddo del pomeriggio. Poi, si volatilizza dentro alcuni rovi che non solo lo graffiano ma gli strappano anche l’unico indumento che aveva: i calzoncini sportivi. Questa la cronaca di un tentativo di furto, molto maldestro, avvenuto in un centro commerciale di via di Salone, periferia Est. I dipendenti e i tanti clienti sono rimasti di sasso nel vedere la fuga del ladro, un giovane di colore che s’è messo a correre quasi come fosse uno “sprinter”. E in molti non si sono resi conto del motivo della corsa, si sono anche preoccupati per il ragazzo in fuga.

Mexes al Man Utd: un po’ più che voci di mercato

Ancora notizie di mercato che interessano Philippe Mexes: oramai sono in pochi quelli che credono nella permanenza del francese nella Capitale, anche per il fatto che il campione transalpino sembra godere di estimatori internazionali di tutto rispetto. Non solo i grandi club italiani – dal Milan alla Juventus – ma anche le società europee più blasonate. Ultima in ordine di tempo, il Manchester United che pare davvero interessato al centrale capitolino. A riportare la notizia, Il Romanista:

Il Manchester United potrebbe seriamente pensare a Mexes per la prossima stagione. Così scrivono in Inghilterra, dove ricordano come un interesse dei Red Devils fosse vivo già nel 2003, quando Phil vestiva ancora la maglia dell’Auxerre. Quanto c’è di vero nei rumors d’Oltremanica? Abbastanza. Il fatto di essere nel mirino dello United non può non far piacere a Mexes, che alla Roma e ai romanisti è legatissimo. Ma che in questa Roma, la Roma di Ranieri, sembra non trovare più spazio. Anche domani, a Livorno, rischia di finire in panchina. Particolare da non trascurare, Phil ha una clausola rescissoria   di 16 milioni, ma solo per l’estero. Significa che se Ferguson vuole davvero il nostro centrale, e si presenta  a Trigoria con quella cifra, Mexes è suo. Il Manchester non è il solo club interessato a Rugantino. In Italia,  Juventus e Milan sono pronte ad ingaggiare un’asta milionaria.

Bruno Conti, l’idolo del popolo che disse no a Maradona

 Da Il Romanista:

Il suo numero sette è stato e rimane un marchio di fantasia, di fedeltà, di passione. Bruno Conti giocherà per sempre al calcio e per sempre giocherà nella Roma. A provare a portarlo via hanno provato in tanti, anche Diego Armando Maradona. Maradona, lo sappiamo, è l’uomo degli eccessi e quando si mette una cosa nel cabezon, in genere riesce ad ottenerla. Aveva giurato, ad esempio, che avrebbe vinto un mondiale fin da quando il Flaco Menotti gli aveva comunicato che non lo avrebbe convocato per il torneo iridato del 1978. I mondiali aveva dovuto vederli dagli spalti e poi andare in giro a festeggiare per Buenos Aires a bordo del furgone del suocero. Ebbene El Diego a novembre del 1978 era già in nazionale e Beckenbauer a Tucuman chiedeva di scambiare con lui la maglia. L’argentino nel 1985 si era messo in testa di portare Bruno Conti a Napoli. La gente partenopea si era convinta lui fosse “una macchina per regalare felicità” e aveva paura di non riuscire ad accontentarli.

Totti alla 13a assenza in campionato

Da Il Tempo:

Totti è rimasto da solo in infermeria. Ranieri ormai ci ha fatto l’abitudine. Con la partita di Livorno saliranno a 13 le assenze del capitano in campionato. E se dovesse saltare anche l’Udinese sabato prossimo la percentuale sarebbe vicina al 50%: 15 presenze su 29 gare. Praticamente la metà, considerate anche le sostituzioni nell’intervallo a Firenze e con il Palermo. Mai come quest’anno la Roma ha dovuto rinunciare al suo giocatore più importante, capace di segnare 10 gol (21 compresa l’Europa League) anche in una stagione così nera. A Trigoria nessuno intende ancora sbilanciarsi sulla data del rientro. La nuova strategia di recupero è basata sulla massima cautela: basta corse contro il tempo, il giocatore rientrerà solo quando il ginocchio sarà tornato veramente a posto.

Conti, Nela e De Sisti: nati il 13 marzo

 Da Il Romanista:

Ma cosa avrà di così speciale questo 13 marzo per aver dato i natali a così tanti grandi romanisti della storia? Oltre all’immenso Bruno Conti, infatti, in questo giorno sono nati anche Sebastiano “Sebino” Nela (a Rapallo, in provincia di Genova, nel 1961) e Giancarlo “Picchio” De Sisti (Roma, 1943). Due miti della storia giallorossa, di quelli che solo quando ne senti pronunciare il nome devi alzarti in piedi ed applaudire. Ad entrambi facciamo i nostri migliori auguri. Nela aveva i quadricipiti come Hulk e correva sulla fascia che era un piacere vederlo. In giallorosso giocò tutti gli Anni 80 e l’inizio dei 90, vincendo molto ed entrando per sempre nel cuore dei tifosi. A volerlo nella Capitale fu Liedholm, che una volta ci disse: «Di Nela mi accorsi perché ogni volta che tornavo a casa, in Piemonte, l’aereo faceva scalo a Genova e lì tutti mi raccontavano di lui. Così decisi di andarlo a vedere dal vivo e in quell’occasione, nonostante giocasse stopper, segnò anche un bel gol di testa su azione d’angolo. Mi convinse e dissi a Viola di prenderlo anche perché poteva essere impiegato in tutti i ruoli della difesa. A Roma lo feci lavorare molto sui fondamentali e poi lo misi a destra, sia perché dall’altra parte avevo Maldera, sia perché in quel modo Nela poteva sfruttare il dribbling a rientrare per portarsi la palla sul suo piede preferito, il sinistro, per fare quei cross che spesso disorientavano la difesa avversaria».

Livorno-Roma: Vucinic titolare per tutti i giornali

Ha destato qualche allarme alla fine della penultima seduta di allenamento in vista della sfida tra Livorno-Roma: il ginocchio sinistro di Mirko Vucinic, lo stesso operato in artroscopia l’estate scorsa, ha cominciato a fare male. Una fitta di dolore, al punto che vucinic s’è dovuto accasciare al suolo per qualche minuto. L’allarme pare ora rientrato, al punto che i giornali in edicola stamane parlano all’unanimità di un Vucinic titolare fisso.
IL ROMANISTA.Il dott. Luca Pengue, intervenuto immediatamente, ha provveduto a fargli piegare più volte la gamba al fine di verificare lo stato dell’articolazione del gi- nocchio. Per poi consigliargli di lasciare il campo. Tuttavia già nel primo pomeriggio l’allarme è rientrato, tanto da non richiedere la necessità di esami strumentali presso Villa Stuart o il Policlinico Gemelli. Le due strutture mediche di riferimento di Piazzale Dino Viola. Questa mattina, al momento di effettuare la seduta di rifinitura, il Principe di Niksic sarà sottoposto ad un nuovo controllo. Però non dovrebbero esserci problemi a vederlo in campo domani a Livorno, dove dal 1’ sarà schierato insieme a Toni“.

Roma, Ranieri ora punta sul turn over

Da Il Corriere della Sera:

Dopo l’uscita di scena in Europa League, la Roma ha gestito il gestibile. Nel doppio confronto con Napoli e Milan Claudio Ranieri ha limitato i danni, provando a mantenere gli equilibri, salvaguardando le energie residue del gruppo e centrando due pareggi. Conservativi o strategici che fossero, gli ultimi due risultati, domani a Livorno ci sarà poco da calcolare: ora servono quei tre punti che i giallorossi non colgono dal 21 febbraio col Catania per riprendere il cammino e consolidare almeno il terzo posto in classifica. L’allenatore ha accolto con un certo disappunto le critiche sull’atteggiamento difensivista mostrato negli ultimi 180 minuti e ora aspetta dai suoi un segnale forte che inverta la tendenza e prescinda dall’utilizzo dell’assetto tattico, che potrebbe contemplare il ricorso a quegli uomini che hanno giocato meno rispetto ai compagni. Nessuno provi preventivamente a parlare a Ranieri di «filotto», ma ottenere il bottino pieno nelle prossime tre sfide contro le pericolanti sarebbe uno splendido viatico prima della sfida del 28 marzo con l’Inter.

Livorno-Roma: il Picchi, mezzo tabù giallorosso

 Da La Repubblica:

Sei anni in attesa di una vittoria. Non si può certo considerare esaltante il trascorso della Roma a Livorno, trasferta negli ultimi anni più che mai complicata. L’ultima vittoria risale quindi al 16 ottobre 2004, bello 0-2 di Totti e Montella, trasferta passata alla storia (e chi c’era non può dimenticarlo) per una violenta burrasca che ha costretto l’arbitro a interrompere la gara. Da allora tanti pareggi, anzi, solo pareggi all’Armando Picchi (lo scorso anno il Livorno era in B), per un tabù che Ranieri vuole provare a sfatare subito domani pomeriggio. Cerca il successo, la Roma, dopo i due pareggi con Napoli e Milan, per ritrovare i tre punti e l’entusiasmo. Ma per movimentare la vigilia, senza farsi mancare niente, nella mattinata di ieri ha fatto prendere un bello spavento a tutti Mirko Vucinic.

Bruno Conti, 55 volte auguri dagli amici di sempre

 Da Il Romanista:

Compito difficile, quello di trovare le parole giuste per fare gli auguri a una bandiera. Soprattutto se quella bandiera si chiama Bruno Conti. Ma anche se le candeline sulla torta sono arrivate a 55, Marazico è sempre lo stesso: caschetto nero, sorriso sulle labbra e tanta grinta dentro e fuori dal campo. Proprio come in quell’immagine di lui col sigaro in bocca e lo spumante in mano mentre festeggia il secondo scudetto. Così, a 19 anni dal suo addio al calcio giocato, i suoi ex compagni, ma prima ancora amici, provano a scrivergli un biglietto tutto speciale. Ed il primo ad arrivare è quello firmato da Franco Tancredi, con lui dal 1975. «Io e Bruno abbiamo fatto tutta la trafila insieme – spiega l’ex numero uno romanista – abbiamo giocato insieme anche nella nazionale militare. Abbiamo due caratteri molto diversi, io sono più orso, lui, invece, sempre con il sorriso. Dentro lo spogliatoio aveva sempre voglia di scherzare e riusciva a mantenere alto il morale della squadra». Impossibile, però, non ricordare quella finta che tanti grattacapi ha creato ai difensori avversari. «Tutti ricordano la sua giocata classica – continua – fintava con la suola e andava sull’esterno, faceva sempre la stessa cosa ma riusciva comunque a saltare l’uomo e a mettere la palla in testa a Pruzzo. Gli auguro di continuare la sua splendida carriera da dirigente». Ma c’è anche chi, di Bruno, preferisce ricordare un’altra sfida. Quella a carte, che li teneva in piedi tutta la notte durante i ritiri. «Le nostre erano partite all’ultimo sangue – ride Ciccio Graziani – e mi ricordo che una volta, verso l’una di notte, stavamo facendo talmente tanto chiasso che ci hanno bussato alla porta. Quando ho aperto ho trovato il Barone che ci ha detto di continuare a giocare, ma più piano perché non riusciva a dormire. Con quella semplice frase ci ha ammazzato. Anche per questo – conclude – gli auguro altri 100 anni di grandi soddisfazioni». Quella per la briscola e per il tresette, però, è esattamente la stessa passione che lo accomunava a Dodo Chierico.

La Roma a Livorno: Toni e quelli che si giocano il futuro

Comincia ad avvicinarsi la fase finale del campionato di serie A e, se da un lato la Roma è chiamata a difendere strenuamente quanto meno un posto Champions, dall’altro vi sono calciatori in scadenza di contratto o in necessità di riscatto a cui tocca utilizzare al meglio queste ultime partite per convincere la società a tenerli. Pensiamo a Luca Toni, ma non solo. Da Il Messaggero:

È il momento della verità per tanti titolari. Compreso Toni, finalmente in campo dal primo minuto dopo cinquanta giorni e intenzionato a lasciare il segno da qui alla fine del campionato per rimanere a Trigoria anche l’anno prossimo. Avrebbe voluto far coppia con Totti, ma insieme sono stati vicini solo in palestra e nella sala della fisioterapia. Il partner del centravanti è adesso Vucinic che, sul finire dell’allenamento di ieri, si è fermato per un dolore al ginocchio. Precauzione, la parola usata subito per far cessare l’allarme. Un banale affaticamento, fanno sapere i medici. Vedremo oggi. Ma Ranieri punta forte sui due. Mirko sa fare la prima punta, ma è in grado di diventare anche uomo assist.

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