New York è tutta giallorossa

 «Ora la As Roma potrà diventare un brand famoso in tutto il mondo, come il Manchester United, il Real Madrid e il Barcellona». Cerca di trattenere l’entusiasmo, ma ci riesce a stento, Giorgio Caruso, 42 anni, nato e cresciuto a Ponte Milvio, da 15 anni trasferito nella ‘Grande Mela, dove insieme ad altri giallorossi doc ha fondato il Roma Club New York. «Gli americani – sottolinea Giorgio – sono i maestri del marketing e del merchandising applicati allo sport professionistico. Questa cordata è formata da diverse persone che da anni lavorano assieme proprio in questo settore.

Candela: “I francesi hanno un progetto fantastico e sono ancora in Italia..”

 Vincent Candela parla dell’offerta francese per l’acquisto dell’As Roma ai microfoni ci CentroSuonoSport:

Vincent, parlaci dell’offerta del gruppo che ti vedeva coinvolto Il gruppo francese ha fatto l’offerta.
Il progetto era molto interessante, trattava di tutto. A me hanno proposto di fare il direttore sportivo. Sono sicuro che gli americani faranno bene. Io ho a cuore la Roma.
Tu avevi parlato con qualche giocatore o allenatore che il gruppo ti aveva detto quali comprare?
L’allenatore che loro volevano era Ancelotti un ex della Roma, un grande allenatore francese che ha vinto il campionato in Francia l’hanno scorso. Giocatori, si parla di un giocatore di Ancelotti che è un grande… Drogba… Ho visto sui giornali che gli americani sono un passo avanti.

Americani a Roma…

 Da la Gazzetta dello Sport:

Volevano comprare il Colosseo, per ora si sono accontentati della Roma. Alberto Sordi aveva previsto tutto: Un americano a Roma è un film cult del 1954 e gli «yankees» erano raffigurati con una mazza da baseball. Oggi, negli Stati Uniti hanno scoperto il soccer e si sa come sono fatti gli americani: amano le cose in grande. Vanno alla conquista del mondo e il Far West, nel calcio, è la vecchia Europa, dove il football fu inventato dai loro antenati: gli inglesi. Nella Premier League, hanno già messo le mani sui club più importanti: Manchester United, Liverpool, Arsenal, Aston Villa. In Francia, sono calati a Parigi, controllando il Psg: operazione molto più facile dello sbarco in Normandia.

Statunitensi ad un passo dalla Roma

 Da Il Tempo:

Ieri doveva essere una giornata di transizione e invece il processo ha subìto un’accelerazione inattesa. Alle 21.09 il comunicato congiunto Unicredit-Italpetroli ha scacciato ogni dubbio. Compare per la prima volta il nome di Thomas DiBenedetto (che da Boston ha dato la sua autorizzazione a diffonderlo ufficialmente: sarà lui il nuovo presidente del club) e si annuncia la richiesta «di fornire alcune ulteriori informazioni e integrazioni alla propria offerta formulata dalla società statunitense DiBenedetto AS Roma LLC per l’acquisto di As Roma». La proposta targata Usa è definita «la più competitiva». «Sono molto eccitato – ha detto dagli States Julian Movsesian, uno dei componenti della cordata – possiamo diventare proprietari del club nel giro di due settimane. Sarà un orgoglio, adesso andiamo a lavorare sui dettagli».

DiBenedetto e l’asse Boston-Roma

 Dal Messaggero:

E’ introvabile Thomas DiBenedetto, l’imprenditore 61enne del Massachusetts che guida la cordata americana alla scalata della Roma. Nella sua dimora di Boston una donna che risponde al telefono dice che è occupato in una riunione e non può rintracciarlo. I suoi soci di lavoro invece lo danno in viaggio, e a questo punto l’orizzonte si allarga verso confini assolutamente improbabili? Sarà a New York, dove i legali del gruppo hanno negoziato la scorsa settimana? O piuttosto a Miami, dove vivono alcuni dei compagni di avventura nella scalata alla Roma Calcio? Certo è che l’ondata di curiosità che si leva dall’Italia e dall’Europa presto finirà per investire il gruppo dei cinque partner, titolari dell’offerta che viene data per vincente. Presto sapremo di più di ognuno di loro, a cominciare proprio dalla figura al momento elusiva di DiBenedetto, origini abruzzesi-molisane e una solida catena di affari per tutta la costa atlantica del continente americano.

Cessione Roma. Nel pomeriggio incontro per valutare le 5 offerte vincolanti. Rosella Sensi: “La Roma è una cosa seria”. Zimatore: “Attendiamo il comunicato alla chiusura della Borsa”

 Ore 14.00: Prende il via il pomeriggio decisivo della Roma. Presso gli uffici di Unicredit in via Minghetti verranno valutate le 5 offerte vincolanti per l’acquisizione della società giallorossa. Presenti all’incontro i rappresentanti dell’advisor Rothschild, i vertici di Unicredit ed il cda di Roma 2000 del quale fa parte anche Rosella Sensi che, giungendo all’incontro intorno alle 14.00 ha dichiarato: “La Roma è una cosa seria“. Presenti all’incontro anche Attilio Zimatore e Antonio Muto.

Cessione Roma fra smentite e imbarazzi

 Dalla Gazzetta dello Sport:

Smentite, imbarazzi, strane coincidenze, possibili conflitti d’interesse, le solite pressioni politiche. E il faro della Consob, pure questo un classico.  Ecco, si ha la sgradevole sensazione di assistere a un film già visto, tanto che ormai i colpi di scena si possono prevedere. L’ultimo ieri mattina, il comunicato – sollecitato dalla Consob – con cui Aabar si è chiamato fuori dalla partita. «Mai presentata un’offerta di acquisto per la Roma né intendiamo farlo in futuro».

Alemanno: “Gli americani? Non mi risulta siano scappati”

 Dal Corriere dello Sport:

«Tenderei ad escludere questo rischio, da quello che la banca mi ha detto, la procedura era que­sta e quindi non ci sono mo­dalità che possano spaventa­re tizio o caio, al punto da ab­bandonare il tutto. Gli ameri­cani non mi risulta siano scappati, se poi lo faranno magari sarà per motivi di­versi da questo». Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rispondendo ad una precisa domanda in pro­posito («sembrerebbe che gli esponenti del fondo Usa, do­po la questione delle smenti­ta del fondo Aabar, vorrebbe­ro rinunciare: che ne pensa?»), in un intervento a TeleRadioStereo. Al sindaco è stato poi chiesto se davvero sembri esserci poca traspa­renza dietro al processo di vendita.

Cessione Roma, gli arabi non sono Aabar. Rothschild, Unicredit, Roma 2000: comincia il vaglio delle offerte

 L’ARABO NON C’E’ PIU? Tutti a immaginare un futuro arabo graffiato su milionate di dollari made in Aabar, mentre questi – notizia freschissima – più che all’investimento per diventare proprietari unici della Roma pensano alla Formula 1: Mercedes acquisirà il totale controllo della scuderia di Ross Brawn rilevandone, con il partner arabo Aabar, il restante 24,9 per cento (già in loro possesso la quota eccedente pari al 75,1%). L’operazione dovrebbe essere chiusa entro il 13 marzo, giorno del primo Gp del 2011 in programma in Bahrain. Il popolo sognava, e stava cominciando a farlo col turbante sul cuscino. Poi, la sveglia ha sentenziato da sè: appunto, sognava. Ha sviato il legame esistente tra Unicredit (che è al contempo proprietaria della Roma) e il fondo di Abu Dhabi, il quale detiene quasi il 5% del capitale dell’istituto di credito congiuntamente all’altro dato, secondo cui la società Claraz SA, con sede a Lussemburgo, avvalendosi dell’assistenza dello studio legale Dla Piper, avesse fatto da intermediario con la banca nella formulazione di una offerta vincolante per l’acquisto della Roma.

TASSELLI. E’ bastato affidarsi alla certezza che Claraz SA abbia in corso affari nel contesto arabo e l’altrettanto evidenza – scusate se è poco – che uno dei soci della Lomeny Strategies SA (divenuta Claraz SA nel settembre 2010) fosse parte dell’organico della Banque Privèe Edmond de Rothschild Europa per chiudere con linearità il teorema. Perchè Rothschild è l’advisor indivisuato da Unicredit per trattare la cessione del club. Andando a spulciare negli archivi alla voce “Rothschild” si scopre che i tentacoli economici del gruppo sono sempiterni e ovunque. Per citare qualche legame tricolore: Tiscali, Seat Pagine Gialle, Eni, Rai, Banca di Roma, Banco di Napoli, BNL Banca Nazionale del Lavoro, Banca Intesa, Bipop-Carire, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca 1473, Finmeccanica. Rothschild, Arabia, Aabar: coincidenze che portano dritte lì. Aabar ha  presentato un’offerta per acquisire la Roma, s’è detto: è corsa a due, col povero yankee  DiBenedetto destinato in apparenza – ogni secondo di più – a fare la fine che fece, nel 2008, George Soros (con il socio di avventura, Joseph Tacopina). Accadde allora che il magnate di origine ungherese si avvicinò al club giallorosso: la Inner Circle Sports, merchant bank Usa specializzata, e la famiglia Sensi, attraverso il suo rappresentante legale Gianroberto De Giovanni, intavolarono una trattativa condotta dagli americani attraverso l’ausilio di Banca Rothschild e degli studi legali Tonucci e Cleary Gottlieb. Ogni conciliabolo si arenò a sorpresa il 18 aprile di quell’anno, quando agli emissari americani, pronti a firmare l’impegno vincolante all’acquisto, venne presentata l’offerta alternativa di una non meglio identificata cordata araba. Il club, stando alla valutazione dell’entourage di Soros, valeva allora tra i 270 e i 283 milioni di euro. Non se ne fece nulla. Sparì Soros e sparirono – in realtà non comparvero mai – anche gli arabi.

Cessione Roma: domani prima verifica delle offerte. Giallo su Claraz Sa

 Da MF-DJ:

Tra misteri, smentite, offerte vere e presunte. Tra ricordi del passato e speranze per il futuro, domani con la prima analisi delle offerte vincolanti ricevute dall’advisor Rothschild per la As Roma, il quadro potrebbe essere leggermente più chiaro. A Villa Pacelli si metteranno attorno ad un tavolo e in collegamento via conference call, Piergiorgio Peluso di Unicredit, Alessandro Daffina di Rothschild e i tre componenti del Cda di Roma2000, Attilio Zimatore, Rosella Sensi e Antonio Muto.

Cessione Roma, Alemanno: “Ci metto la faccia, non ci saranno ingerenze politiche. Fuga americana? La escluderei”

 Cessione Roma: Gianni Alemanno, sindaco di Roma, è intervenuto ai microfoni di TeleRadioStereo per commentare le ultime indiscrezioni sul processo di vendita della società giallorossa.

Avrà letto dell’evolversi della trattativa nelle ultime ore, sembrerebbe esserci poca trasparenza dietro questo processo di vendita?
Non sta accadendo nulla di particolare, UC dopo aver fatto tutti i giri di “promozione”, ultimo quello degli Usa, ha dato una “data” di scadenza del 31 Gennaio per fare le offerte, che in base a quanto stabilito sono arrivate e ora, come previsto, dovranno valutare e ci diranno quella che è la scelta finale.

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