Livorno-Roma: Alessio Cerci, quasi un derby per l’ex pisano

 Alessio Cerci si sta giocando le ultime chance per indossare una maglia da titolare contro il Livorno: il giallorosso, con trascorsi nel Pisa, potrebbe quindi rivivere le emozioni delle stracittadine tra neroblu e labronici che vivono una rivalità acerrima. Da Il Romanista:

C’è anche Cerci tra i candidati per un posto da titolare nella trasferta di domani a Livorno. Nelle ultime settimane, oltre a lavorare quotidianamente con grande impegno, il Thierry Henry di Valmontone (lo soprannominarono così ai tempi della Primavera romanista) si è fatto sempre trovare pronto nelle occasioni in cui Ranieri ha deciso di chiamarlo in causa. Ieri il mister giallorosso ha provato l’attaccante nato il 23 luglio dell’87 in quello che potrebbe essere, salvo ripensamenti, l’assetto offensivo  l’inizio gara all’Armando Picchi. Un 4-2-3-1 con Alessio nella posizione di esterno alto a destra, Vucinic sulla sinistra e Perrotta alle spalle del rientrante Luca Toni.

Roma, ladro vestito da Totti rimane nudo sotto l’acqua

 Da Il Messaggero:

Un uomo nudo, o quasi, in fuga da un centro commerciale. Veloce come una saetta e, mentre nella corsa si perde palloni da calcio, una maglietta della Roma, calzettoni, sfreccia per un settore della vendita. A razzo guadagna l’uscita. Un uomo solo e con indosso solo i calzoncini con il numero “10” di Totti, sotto la pioggia battente e il freddo del pomeriggio. Poi, si volatilizza dentro alcuni rovi che non solo lo graffiano ma gli strappano anche l’unico indumento che aveva: i calzoncini sportivi. Questa la cronaca di un tentativo di furto, molto maldestro, avvenuto in un centro commerciale di via di Salone, periferia Est. I dipendenti e i tanti clienti sono rimasti di sasso nel vedere la fuga del ladro, un giovane di colore che s’è messo a correre quasi come fosse uno “sprinter”. E in molti non si sono resi conto del motivo della corsa, si sono anche preoccupati per il ragazzo in fuga.

Bruno Conti, l’idolo del popolo che disse no a Maradona

 Da Il Romanista:

Il suo numero sette è stato e rimane un marchio di fantasia, di fedeltà, di passione. Bruno Conti giocherà per sempre al calcio e per sempre giocherà nella Roma. A provare a portarlo via hanno provato in tanti, anche Diego Armando Maradona. Maradona, lo sappiamo, è l’uomo degli eccessi e quando si mette una cosa nel cabezon, in genere riesce ad ottenerla. Aveva giurato, ad esempio, che avrebbe vinto un mondiale fin da quando il Flaco Menotti gli aveva comunicato che non lo avrebbe convocato per il torneo iridato del 1978. I mondiali aveva dovuto vederli dagli spalti e poi andare in giro a festeggiare per Buenos Aires a bordo del furgone del suocero. Ebbene El Diego a novembre del 1978 era già in nazionale e Beckenbauer a Tucuman chiedeva di scambiare con lui la maglia. L’argentino nel 1985 si era messo in testa di portare Bruno Conti a Napoli. La gente partenopea si era convinta lui fosse “una macchina per regalare felicità” e aveva paura di non riuscire ad accontentarli.

Conti, Nela e De Sisti: nati il 13 marzo

 Da Il Romanista:

Ma cosa avrà di così speciale questo 13 marzo per aver dato i natali a così tanti grandi romanisti della storia? Oltre all’immenso Bruno Conti, infatti, in questo giorno sono nati anche Sebastiano “Sebino” Nela (a Rapallo, in provincia di Genova, nel 1961) e Giancarlo “Picchio” De Sisti (Roma, 1943). Due miti della storia giallorossa, di quelli che solo quando ne senti pronunciare il nome devi alzarti in piedi ed applaudire. Ad entrambi facciamo i nostri migliori auguri. Nela aveva i quadricipiti come Hulk e correva sulla fascia che era un piacere vederlo. In giallorosso giocò tutti gli Anni 80 e l’inizio dei 90, vincendo molto ed entrando per sempre nel cuore dei tifosi. A volerlo nella Capitale fu Liedholm, che una volta ci disse: «Di Nela mi accorsi perché ogni volta che tornavo a casa, in Piemonte, l’aereo faceva scalo a Genova e lì tutti mi raccontavano di lui. Così decisi di andarlo a vedere dal vivo e in quell’occasione, nonostante giocasse stopper, segnò anche un bel gol di testa su azione d’angolo. Mi convinse e dissi a Viola di prenderlo anche perché poteva essere impiegato in tutti i ruoli della difesa. A Roma lo feci lavorare molto sui fondamentali e poi lo misi a destra, sia perché dall’altra parte avevo Maldera, sia perché in quel modo Nela poteva sfruttare il dribbling a rientrare per portarsi la palla sul suo piede preferito, il sinistro, per fare quei cross che spesso disorientavano la difesa avversaria».

Livorno-Roma: Vucinic titolare per tutti i giornali

Ha destato qualche allarme alla fine della penultima seduta di allenamento in vista della sfida tra Livorno-Roma: il ginocchio sinistro di Mirko Vucinic, lo stesso operato in artroscopia l’estate scorsa, ha cominciato a fare male. Una fitta di dolore, al punto che vucinic s’è dovuto accasciare al suolo per qualche minuto. L’allarme pare ora rientrato, al punto che i giornali in edicola stamane parlano all’unanimità di un Vucinic titolare fisso.
IL ROMANISTA.Il dott. Luca Pengue, intervenuto immediatamente, ha provveduto a fargli piegare più volte la gamba al fine di verificare lo stato dell’articolazione del gi- nocchio. Per poi consigliargli di lasciare il campo. Tuttavia già nel primo pomeriggio l’allarme è rientrato, tanto da non richiedere la necessità di esami strumentali presso Villa Stuart o il Policlinico Gemelli. Le due strutture mediche di riferimento di Piazzale Dino Viola. Questa mattina, al momento di effettuare la seduta di rifinitura, il Principe di Niksic sarà sottoposto ad un nuovo controllo. Però non dovrebbero esserci problemi a vederlo in campo domani a Livorno, dove dal 1’ sarà schierato insieme a Toni“.

Roma, Ranieri ora punta sul turn over

Da Il Corriere della Sera:

Dopo l’uscita di scena in Europa League, la Roma ha gestito il gestibile. Nel doppio confronto con Napoli e Milan Claudio Ranieri ha limitato i danni, provando a mantenere gli equilibri, salvaguardando le energie residue del gruppo e centrando due pareggi. Conservativi o strategici che fossero, gli ultimi due risultati, domani a Livorno ci sarà poco da calcolare: ora servono quei tre punti che i giallorossi non colgono dal 21 febbraio col Catania per riprendere il cammino e consolidare almeno il terzo posto in classifica. L’allenatore ha accolto con un certo disappunto le critiche sull’atteggiamento difensivista mostrato negli ultimi 180 minuti e ora aspetta dai suoi un segnale forte che inverta la tendenza e prescinda dall’utilizzo dell’assetto tattico, che potrebbe contemplare il ricorso a quegli uomini che hanno giocato meno rispetto ai compagni. Nessuno provi preventivamente a parlare a Ranieri di «filotto», ma ottenere il bottino pieno nelle prossime tre sfide contro le pericolanti sarebbe uno splendido viatico prima della sfida del 28 marzo con l’Inter.

Bruno Conti, 55 volte auguri dagli amici di sempre

 Da Il Romanista:

Compito difficile, quello di trovare le parole giuste per fare gli auguri a una bandiera. Soprattutto se quella bandiera si chiama Bruno Conti. Ma anche se le candeline sulla torta sono arrivate a 55, Marazico è sempre lo stesso: caschetto nero, sorriso sulle labbra e tanta grinta dentro e fuori dal campo. Proprio come in quell’immagine di lui col sigaro in bocca e lo spumante in mano mentre festeggia il secondo scudetto. Così, a 19 anni dal suo addio al calcio giocato, i suoi ex compagni, ma prima ancora amici, provano a scrivergli un biglietto tutto speciale. Ed il primo ad arrivare è quello firmato da Franco Tancredi, con lui dal 1975. «Io e Bruno abbiamo fatto tutta la trafila insieme – spiega l’ex numero uno romanista – abbiamo giocato insieme anche nella nazionale militare. Abbiamo due caratteri molto diversi, io sono più orso, lui, invece, sempre con il sorriso. Dentro lo spogliatoio aveva sempre voglia di scherzare e riusciva a mantenere alto il morale della squadra». Impossibile, però, non ricordare quella finta che tanti grattacapi ha creato ai difensori avversari. «Tutti ricordano la sua giocata classica – continua – fintava con la suola e andava sull’esterno, faceva sempre la stessa cosa ma riusciva comunque a saltare l’uomo e a mettere la palla in testa a Pruzzo. Gli auguro di continuare la sua splendida carriera da dirigente». Ma c’è anche chi, di Bruno, preferisce ricordare un’altra sfida. Quella a carte, che li teneva in piedi tutta la notte durante i ritiri. «Le nostre erano partite all’ultimo sangue – ride Ciccio Graziani – e mi ricordo che una volta, verso l’una di notte, stavamo facendo talmente tanto chiasso che ci hanno bussato alla porta. Quando ho aperto ho trovato il Barone che ci ha detto di continuare a giocare, ma più piano perché non riusciva a dormire. Con quella semplice frase ci ha ammazzato. Anche per questo – conclude – gli auguro altri 100 anni di grandi soddisfazioni». Quella per la briscola e per il tresette, però, è esattamente la stessa passione che lo accomunava a Dodo Chierico.

Roma Primavera, banda De Rossi contro il Crotone

 Da Il Romanista

Sempre più indisturbata leader del girone C, sette i punti di vantaggio sul Palermo che insegue, la Primavera è ormai vicinissima alla matematica conquista di un posto nei play off per il titolo. Oggi pomeriggio, in occasione della settima giornata di ritorno, i baby di Alberto De Rossi saranno impegnati sul campo del Crotone. Altra avversaria, come il Gallipoli superato in scioltezza (7-0) sette giorni fa a Trigoria, di bassa classifica. Nei tre precedenti di questa stagione con i rossoblu calabresi, la Roma ha ottenuto due vittorie e un pari: prima 4-0 in casa e 1-1 fuori in Coppa Italia, poi il 3-0 esterno della sfida d’andata in campionato. Giovedì pomeriggio, Malomo e compagni hanno dato vita ad un buon test di metà settimana con la prima squadra, amichevole in cui De Rossi senior ha ruotato tutti i ragazzi a sua disposizione. In grande evidenza, oltre a Pettinari (impiegato alto a sinistra da Ranieri con i grandi), anche Scardina, Sciarra e Stoian.

Vucinic, allarme rientrato. Il montenegrino affiancherà Toni conro il Livorno

 Livorno-Roma: a poco più di 48 ore dal match dell’Armando Picchi, in programma domenica pomeriggio alle ore 15.00, i giallorossi si sono ritrovati questa mattina al centro tecnico Fulvio Bernardini di Trigoria.  A rendere preoccupanti le ore di attesa c’ha pensato Mirko Vucinic, uscito anzitempo dalla penultima seduta di allenamento prima della partenza in Toscana, colpa di un problema al ginocchio sinistro, lo stesso operato in artroscopia per la rimozione di un frammento osseo il 4 agosto scorso. Il numero 9 ha sentito l’arto leggermente girarsi nel calciare. Dopo un breve consulto con lo staff medico giallorosso, si è deciso di sospendere il suo lavoro. Allarme prontamente rientrato, però. Il montenegrino sta bene, non è stato neanche necessario sottoporlo ad accertamenti: la sua sosta è dovuta solo allo scopo precauzionale. Le condizioni di Mirko verranno valutate di nuovo nella giornata di domani, ma Ranieri può tirare un sospiro di sollievo, l’attaccante è a disposizione per la partita con il Livorno e dovrebbe partire, al fianco di Luca Toni, dal primo minuto, vista l’assenza forzata di Totti. Proprio il capitano, questa mattina, ha svolto un programma di lavoro differenziato con l’aumento progressivo dei carichi di peso per il potenziamento muscolare. Al termine ha eseguito una seduta di fisioterapia all’interno della struttura del Bernardini, sotto lo sguardo attento del preparatore Vito Scala. Il “dieci” continua ad aumentare i carichi di lavoro giorno dopo giorno.

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