Prandelli – Italia: prime reazioni. Sacchi, Donadoni

 Arrivano le prime reazioni illustri all’uffcialità data dalla Federcalcio, che ha scelto in Cesare Prandelli il prossimo allenatore della Nazionale italiana. Quattro anni di contratto a partire dal prossimo luglio. I primi a pronunciarsi sono Arrigo Sacchi e Roberto Donadoni, ovvero due che hanno già avuto l’onore di sedere sulla panchina Azzurra. Per il vicecampione del Mondo del 1994, intervenuto ai microfoni di SkySport24 “Cesare ha dimostrato diverse volte, prima con il Parma e poi con la Fiorentina, di essere un grande allenatore e un grande personaggio. Lo stimo molto e gli auguro le migliori fortune. Il lavoro nell’ambiente azzurro è diverso, non sei prevalentemente un allenatore, ma un selezionatore e nel poco tempo che hai a disposizione devi fare molto. Dovrà sperare che l’Italia calcistica lavori bene, che le squadre utilizzino i giovani più di quanto stiano facendo adesso, poi toccherà a lui trovare il tocco di classe per continuare l’opera“. Per Roberto Donadoni, invece, anch’egli intervenuto a SkySport24, è una scelta altrettanto felice.

Presidenti: Igino Betti, un “amante della Roma”

 UN CONTE A TESTACCIO – In una giornata dell’autunno del 1935 a Roma soffiò un’aria di cambiamento. Anzi, di stabilità. Perché dopo la presidenza Sacerdoti e il breve interregno di Scialoja l’A.S. Roma si compattò al timone. Nel novembre del 1935 non essendoci più nessuno alla presidenza della società, Igino Betti prese le redini della Roma come quarto presidente della breve storia del club giallo oro e rosso porpora. Dopo i colpi ad effetto dell’era Sacerdoti e dopo la breve apparizione di Scialoja il periodo di Betti (6 anni al comando, dal 1935 al 1941) fu caratterizzato da grandi speranze e progetti che andarono lentamente sfumando. Il Conte aveva avvertito pesanti disagi di pianificazione, ma nonostante questo non aveva abbandonato le sorti della Roma; lui di sangue nobile in quell’ambiente molto disordinato non depose la corona. Giorno dopo giorno si appassionò ai colori della squadra e con determinazione e rigorosità rinnovò le energie del club, d’animo e di risorse economiche. Senza raccogliere tanti successi nei suoi prima anni di presidenza, la sua Roma colse nel 1938/39 un quinto posto, ma seppe mettere le mani sul tricolore. Fu, infatti, lui ad avere la grande intuizione di portare nella Capitale Alfred Schaffer, un allenatore sconosciuto nell’ambiente italiano che guidò la squadra capitolina al suo primo storico trionfo nel 1942.

Sorrentino: “La Roma? La priorità è giocare ma sarei pronto a giocarmi il posto con Julio Sergio”

 Stefano SorrentinoRoma: il portiere del Chievo, accostato ai colori giallorossi ha commentato le voci di un suo possibile passaggio a Trigoria a Teleradiostereo:

L’anno scorso sembravi ad un passo dalla Roma, poi non se ne fece più nulla. Perché?
“Sono due anni che andiamo avanti così. In parte sono romano e so delle varie notizie che giungono dalla Capitale. Non se ne fece più nulla perchè la Roma chiese il trasferimento con la formula del prestito secco, come con Lobont, ma il Chievo giustamente non accettò. Per ora una trattativa vera e propria non c’è, vedremo in seguito”.

Ranieri: “Difficile fare meglio di 80 punti, ma ci proveremo. Adriano? Mi piacciono le scommesse”

 Claudio Ranieri, nella Top 11 del Corriere dello Sport, è stato indicato il miglior allenatore dell’anno. Ecco l’intervista rilasciata dal tecnico romano nell’edizione odierna del giornale:

“E’ l’ultima intervista di questa stagione. da oggi sono in vacanza e stacco per un pò. Mi ha fatto tantissimo piacere, ma come sempre viene premiato il gioco di squadra. Se sono arrivato a fare una buona stagione è grazie ai miei collaboratori ed ai calciatori che oltre ad essere bravi sono anche bravi ragazzi. Poi per vincere serve il coktail giusto e anche un pizzico di fortuna. Ma siamo arrivati fino in fondo. E la Roma moralmente ha vinto, per quello che ha fatto sul campo. I giocatori hanno saputo reagire, hanno voluto dire no ad un’annata anonima.”

Amelia: “A Roma anche da secondo. L’importante sarebbe esserci e coronare un sogno”

 Marco Amelia, portiere del Genoa, in una intervista a Centro Suono Sport ha commentato le voci che lo vorrebbero vicino ad un trasferimento alla  Roma:

“Diciamo che negli ultimi giorni sto pensando a tutto meno che al lavoro, però potrebbe essere una soluzione fattibile. Se la Roma dovesse cedere Doni sicuramente cercherà un altro portiere. Vista la mia romanità ed il mio desiderio di rientrare a Roma l’accostamento viene facile. Di concreto però non c’è nulla. In passato ci sono state dell chiacchiere in amicizia, dove si parlava di un giorno in cui sarei rientrato. Vista la mia storia sarebbe un coronamento di un sogno. Anche a 40 anni, sarebbe realizzare un sogno che ho da bambino…Ora sono in vacanza, rientro a Roma oggi. Ho disputato la partita del cuore, una bella manifestazione in cui ho cercato di fare gol, per far divertire la gente….Quando c’è di mezzo la beneficienza gli italiani sono i primi a contribuire.”

Nazionale, Figc: “Nessuna richiesta da parte del Capo della Polizia di escludere De Rossi dal Mondiale”

 Antonello Valentini, Direttore generale della Figc, smentisce all’Ansa di aver ricevuto la richiesta di escludere De Rossi dalla Nazionale:

«Non c’è mai stata alcuna richiesta da parte del Capo della Polizia di un provvedimento della Figc che escludesse De Rossi dalla Nazionale: le voci e le notizie diffuse in queste ore non corrispondono al vero. Nella telefonata dell’altra sera – precisa Valentini in una nota, ricostruendo quanto è accaduto – il prefetto Manganelli mi ha comunicato le decisioni prese dal Viminale e ha voluto anticiparmi il senso di una sua dichiarazione, appena trasmessa alle agenzie di stampa, nella quale esprimeva sconcerto e indignazione per le valutazioni e le frasi pronunciate qualche ora prima dal giocatore nel ritiro del Sestriere».

Brighi come Adriano: “Alla Roma al 90%”

 Fabio Simplicio in giallorosso sembra allontanare – almeno un po’ – Matteo Brighi da Roma. Il centrocampista centrale è uno dei pezzi pregiati del mercato capitolino in una estate che si preannuncia in tal senso caldissima. Terminato il valzer degli allenatori, si saprà sicuramente di più anche sugli obiettivi di quelle squadre che aspettano ancora di assegnare le proprie panchine dopo il cambio al timone. Prima tra tutte l’Inter che, orfana di Mourinho, ha tra i principali obiettivi il centrocampista della Roma, in virtù soprattutto della volontà del club di Rosella Sensi di riscattare definitivamente Nicolas Burdisso: Matteo potrebbe essere la contropartita da inserire nella trattativa e soddisfare la volontà di entrambe le parti. Altro nodo cruciale della posizione dell’ex juventino è rappresentato dall’affaire De Rossi. Se Capitan Futuro venisse sacrificato sull’altare del bilancio, allora per Brighi potrebbero addirittura spalancarsi le porte di una maglia da titolare nella prossima stagione al fianco di David Pizarro. In caso contrario, sarebbe proprio lui il sacrificato, e le pretendenti – in questo momento – sono tantissime. Ne avrebbero forte bisogno il Milan (squadra da svecchiare), la Samp (in ottica Champions League), il Napoli e la Fiorentina (ambizioni di rilancio). In questi giorni se ne saprà di più, quello che è certo è che il futuro rimane ancora nebuloso nell’orizzonte del mediano di Rimini.

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