DiBenedetto-As Roma, c’è l’accordo ma slitta la firma

 Da La Gazzetta dello Sport:

C’è l’accordo, ma non c’è ancora la firma. «E non arriverà in questa settimana» , annuncia il vicedirettore generale di UniCredit Paolo Fiorentino alle 22.15, uscito dallo studio legale Grimaldi. In estrema sintesi, è il risultato di un’altra giornata di trattative con Thomas DiBenedetto: le parti hanno trovato l’accordo su tutto, ma hanno bisogno di un ulteriore tempo supplementare. «Non stiamo trattando sul prezzo. L’accordo sulla parte economica c’è ed è ben saldo» , specifica ancora Fiorentino. DiBenedetto esce e fa l’ «ok» con la mano.

Cessione As Roma (FOTO), c’è l’accordo. Attesa per il comunicato. Fiorentino: “Si firma la prossima settimana”. DiBenedetto fa il segno dell’OK

 La Roma a Thomas DiBenedetto: a questo punto diventa solo questione di attesa, perchè tra dichiarazioni e fatti, tra rendiconti e garanzie, pare chiaro che tra lo yankee e Unicredit vi siano punti di convergenza tali da giustificare la scelta di concedere agli americani la facoltà di trattare in esclusiva. Le trattative tra la cordata rappresentata da DiBenedetto e Unicredit proseguono nella giornata odierna dopo che ieri si era andati avanti a oltranza senza riuscire a limare le differenze. Stamane si riparte da lì: i dettagli da affinare.

Allenamenti Roma, seduta pomeridiana per preparare la sfida con la Juventus, assenti i nazionali

 Trigoria – Dopo due giorni di riposo la squadra giallorossa si ritrova al centro tecnico Fulvio Bernardini in vista del prossimo incontro di campionato, che vedrà di fronte la Roma e la Juventus nel posticipo serale di domenica prossima. Ancora assenti i nazionali Mexes, Menez e N. Burdisso. Molti i giovani del vivaio aggregati alla prima squadra per la sessione odierna. Anche oggi assente Marco Cassetti, ma sembra che il terzino giallorosso possa essere pronto per la partita di domenica sera. Julio Sergio sta svolgendo il lavoro in palestra.

Cavani e Sanchez: due sogni per la Roma che verrà

 Da Il Corriere dello Sport.

«Qualche giocatore sarà venduto, cinque- sei nuovi arrive­ranno ». Così ieri, mattina, in un’in­tervista rilasciata allaGazzetta del­lo Sport,mister Tom DiBenedetto ha dato la prima indicazione sulle future operazioni di mercato, aven­do come obiettivo quello di costrui­re« una Roma in grado di lottare ogni anno per lo scudetto». In atte­sa di sapere chi farà il mercato del­la Roma, se l’attuale dirigenza (Montali e Pradè) o un organigram­ma del tutto nuovo (Franco Baldini e Walter Sabatini), qualche indica­zione su quello che potrebbe succe­dere nel mercato d’entrata. Indi­cando in un portiere, un difensore centrale (per il probabile addio di Mexes), due esterni, un centrocam­pista e un attaccante gli obiettivi prioritari della Roma che verrà. Per quasi tutti i ruoli c’è un sogno.

Di Benedetto is almost mister President

 Da La Gazzetta dello Sport:

Ha capito a cosa andava incontro mentre sorvolava l’Atlantico. Il primo romanista che ha incontrato era il suo vicino di posto in aereo. «Ma lei è Thomas DiBenedetto!» . A terra, alle 7.45 del mattino, ha trovato una trentina di operatori dell’aeroporto, che lo aspettavano sotto la scaletta con videofonini e cappellini della Roma. All’uscita, un mare di telecamere, cronisti, fotografi, più bravi dei depistaggi, da queste parti sono parecchio scafati. Un bagno di folla, la solita ressa, qualche capitombolo, servizio d’ordine spietato. E le prime immagini: la faccia stravolta dal lungo viaggio (costretto in Economy dopo il cambio di volo all’ultimo momento), l’abbigliamento informale non a caso (il maglione color salmone era una felpa dei Red Sox), un paio di frasi di rito: «Forza Roma, sono felice di essere qui. Vado a incontrare UniCredit» . Fatti, non parole Resteranno le uniche parole di una giornata lunghissima, intensa, assai proficua. «Chiuderemo presto con la banca» , aveva detto qualche ora prima nell’intervista alla Gazzetta dello Sport. Ce la sta mettendo tutta, gli va riconosciuto.

Superchi: “Totti faceva la differenza anche a 13 anni. Buffon è un grande“

 Da Il Romanista:

Franco Superchi: «Il merito del suo successo è della famiglia e di come l’ha seguito a quell’età». «Totti? Era esattamente come adesso: di un’altra categoria ».Oggi il capitano giallorosso festeggia i 18 anni dall’esordio in prima squadra. Il 28 marzo 1998 il mondo ha iniziato a scoprirlo, ma c’è chi lo conosceva bene già molto prima. Franco Superchi, allenatore dei portieri nelle giovanili della Roma, nonché secondo portiere giallorosso nell’anno del secondo scudetto è stato il primo allenatore a mettere nelle mani di Francesco una maglia della Roma. «A 13 anni appena entrava in campo faceva la differenza alla grande».

Già a quella età si vedeva che era di un’altra categoria? Certo. Tanto è vero che dopo pochi mesi, verso Natale, è passato a giocare con i Giovanissimi Nazionali.
Che ragazzino era Totti? Eccezionale. Non rompeva mai, faceva quello che gli si diceva, aveva un’educazione straordinaria.
Merito della famiglia. Sì. Mamma Fiorella lo accompagnava sempre agli allenamenti e lo riportava indietro. Stava lì, guardava e non ha mai detto una parola.
Una rarità a livello giovanile dove i genitori sono spesso invadenti. Vero. Francesco ha avuto la fortuna di avere una madre e dei genitori straordinari.
Ma è vero che in società volevano che lo facesse giocare più avanti? Sì. Ho rischiato di essere licenziato subito perché non lo schieravo prima punta. Ho avuto da ridire con qualcuno in società. Io lo vedevo trequartista, perché da lì lui segnava e faceva segnare.
A distanza di anni, secondo lei quale è il suo ruolo naturale? Per me è un trequartista anche se ora sta facendo cose straordinarie da prima punta.

I 18 anni di Totti con la Roma

 Da Il Romanista:

Il destino aveva già deciso. Quando Francesco Totti entrò in campo quel 28 marzo 1993 a Brescia, maglia numero 16 sulle spalle e un’emozione nel cuore che ancora adesso fa persino fatica a raccontarla, ad aspettarlo c’era l’unico calciatore che potrebbe essere quasi più romanista di lui: Paolo Negro. Entrato al posto di Hagi mezzora prima di Francesco perché così aveva deciso Mircea Lucescu, l’ultimo allenatore che – per ora – Totti ha incontrato in Coppa Campioni, l’unico grande trofeo che ancora gli manca. Cos’è questo se non destino? Chissà se chi c’era quel giorno a Brescia, dove dicono facesse molto freddo, si era reso giornali riportano, quasi freddamente, l’esordio del «ragazzino della Primavera che Boskov decide di buttare nella mischia a risultato già acquisito».

Alemanno: “Pronti a dare una mano, vogliamo entusiasmare i tifosi”

 «Siamo molto contenti che finalmente sia terminata questa vicenda. Il gruppo imprenditoriale ha una forte caratura internazionale e sarà in grado di trainare la Roma in una dimensione non solo nazionale, ma in tutto il mondo. Entro domani dovremo incontrarli». È quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito della cessione della squadra della Roma dopo essere intervenuto, oggi in Campidoglio, alla consegna dei premi ‘Cavalieri del commercio 2001’.

Le otto finali di Montella

 Dal Tempo:

Gli esami non finiscono mai. Il titolo della commedia di Eduardo De Filippo è perfetto per farsi un’idea dei prossimi due mesi di Vincenzo Montella.

L’Aeroplanino è atteso da dieci esami, meglio ancora se saranno undici, per convincere chi di dovere di poter essere l’uomo giusto al posto giusto sulla panchina della Roma che verrà.

DiBenedetto Day

 Dal Messaggero:

Quella che s’inizia oggi è una settimana storica per la As Roma che si concluderà, a meno di clamorosi colpi di scena, non preventivabili al momento, con la firma dell’accordo che sancirà il passaggio del club al consorzio Usa, composto da Thomas DiBenedetto, Michael Ruane, Richard D’Amore e James Pallotta. In mattinata è atteso a Fiumicino l’arrivo di DiBenedetto. Che poi l’indiscrezione si riveli il classico escamotage per distogliere l’attenzione e far atterrare l’imprenditore statunitense con un altro volo e in un’altra sede, a questo punto poco importa. Da oggi, infatti, mancano due giorni al termine dell’esclusiva, già prorogata, concessa da Roma 2000 agli americani: entro mercoledì, quindi, dovrebbe arrivare la fatidica firma.

Aquilani: “Se segno non esulto”

 Dal Romanista:

«Non ho dormito per tre notti», confessò, spiegando però che il fatto di giocare a Torino, e non nella Capitale, lo aveva aiutato. Almeno un po’. Tra meno di una settimana, quando invece tornerà nello stadio dove ha esordito (10 maggio 2003, Roma-Torino) e dove ha concluso la sua carriera in giallorosso (11 marzo 2009, Roma-Arsenal) il cuore batterà un po’ più forte.

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