Di Benedetto is almost mister President

di A.B. Commenta

 Da La Gazzetta dello Sport:

Ha capito a cosa andava incontro mentre sorvolava l’Atlantico. Il primo romanista che ha incontrato era il suo vicino di posto in aereo. «Ma lei è Thomas DiBenedetto!» . A terra, alle 7.45 del mattino, ha trovato una trentina di operatori dell’aeroporto, che lo aspettavano sotto la scaletta con videofonini e cappellini della Roma. All’uscita, un mare di telecamere, cronisti, fotografi, più bravi dei depistaggi, da queste parti sono parecchio scafati. Un bagno di folla, la solita ressa, qualche capitombolo, servizio d’ordine spietato. E le prime immagini: la faccia stravolta dal lungo viaggio (costretto in Economy dopo il cambio di volo all’ultimo momento), l’abbigliamento informale non a caso (il maglione color salmone era una felpa dei Red Sox), un paio di frasi di rito: «Forza Roma, sono felice di essere qui. Vado a incontrare UniCredit» . Fatti, non parole Resteranno le uniche parole di una giornata lunghissima, intensa, assai proficua. «Chiuderemo presto con la banca» , aveva detto qualche ora prima nell’intervista alla Gazzetta dello Sport. Ce la sta mettendo tutta, gli va riconosciuto.

Dieci ore di incontro, da mezzogiorno alle dieci, due pause pasto (lo hanno rimpinzato di trofie fatte in casa), trattativa a oltranza su contratti, garanzie, finanziamenti. A tarda sera, DiBenedetto se ne va senza dire una parola, sfinito da volo, fuso e trattativa. Roberto Cappelli, l’avvocato dello studio Grimaldi (dove si è svolto il tutto) che assiste UniCredit, aggiorna i cronisti più resistenti sullo stato delle cose: «C’è ancora molto da lavorare, proseguiamo domani mattina» . Il secondo round inizia oggi alle nove. Poche chiacchiere, tanti fatti. DiBenedetto non perde tempo. Per dire, ha respinto al mittente offerte di interviste televisive e proposte di incontri istituzionali. La banca vorrebbe presentarlo al sindaco Gianni Alemanno e al sottosegretario Gianni Letta, lui ha chiesto di poterlo fare più in là, anche per una questione di opportunità. Per lo stesso motivo, non sarà all’Olimpico domenica sera per Roma-Juventus. Ha il volo di ritorno per gli Stati Uniti la mattina. Piuttosto, se gli avanzerà tempo, lo impiegherà per stabilire i primi contatti con la Roma e il suo management. La trattativa DiBenedetto eUni-Credit intendono chiudere il prima possibile: difficile prima di domani, però. C’è ancora da trattare, qualche distanza da colmare. Ma c’è, pure, grande ottimismo, ormai è questione di ore. L’incontro con la banca è iniziato a mezzogiorno, prima DiBenedetto aveva già riunito in albergo i suoi legali, l’italiano Mauro Baldissoni dello studio Tonucci e l’americano Lawrence Silverstein di Bingham. Al meeting UniCredit era rappresentata da Paolo Fiorentino e Piergiorgio Peluso, e dagli avvocati Cappelli e Carbonetti. Presente pure Attilio Zimatore, presidente del Cda di Roma 2000 che dovrà ratificare la vendita subito: sarà il momento in cui si consumerà, anche simbolicamente, il passaggio di consegne tra Rosella Sensi e Thomas DiBenedetto. Già passata in rassegna nel meeting di ieri la struttura dell’operazione, confermata la ripartizione del 67%del pacchetto azionario: il 60%sarà americano, il 40%resterà a UniCredit, che avrà la facoltà di cederne una parte (il 20%) ad un terzo soggetto, probabilmente italiano. È tornato in auge l’imprenditore farmaceutico Francesco Angelini, romano e romanista, mentre non convince l’ipotesi Tamraz, l’egiziano patron della Tamoil che in passato si propose per acquistare tutta la Italpetroli e ieri si è candidato come possibile partner di minoranza. Riviste e approvate pure tutte le garanzie, nell’ultima parte dell’incontro di ieri la trattativa è entrata nella fase più «hot» . Si discuterà anche oggi sul prezzo complessivo dell’operazione e il valore economico da assegnare ai singoli asset, club, marchio e Trigoria. «Nulla di insormontabile, anzi. Siamo in dirittura d’arrivo» , fanno sapere le parti. Quote I tifosi non vedono l’ora, i bookmaker vedono bene la Roma del presidente DiBenedetto, anzi benissimo. Da ieri uno scudetto romanista nel campionato 2011-12 è quotato quanto Milan e Inter. E non ha ancora firmato…

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