Aquilani: “Se segno non esulto”

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Dal Romanista:

«Non ho dormito per tre notti», confessò, spiegando però che il fatto di giocare a Torino, e non nella Capitale, lo aveva aiutato. Almeno un po’. Tra meno di una settimana, quando invece tornerà nello stadio dove ha esordito (10 maggio 2003, Roma-Torino) e dove ha concluso la sua carriera in giallorosso (11 marzo 2009, Roma-Arsenal) il cuore batterà un po’ più forte. Anche per questo, dal ritiro di Coverciano dove si trova con la Nazionale, ammette: «Se dovessi segnare, non esulterò, perché per me sarà una partita delicata». Parole chiare, già dette e ribadite agli amici nei giorni scorsi. Ceduto al Liverpool nell’estate di due anni fa per 20 milioni, dopo 12 mesi ha lasciato Anfield per andare (in prestito) alla Juventus, che a fine stagione dovrà decidere se riscattarlo o meno. In questo quadro, qualcuno dice che potrebbe tornare addirittura a Trigoria: «Credo che sia difficile tornare, magari in futuro. Se mi dovessero chiamare? Vi pare poco… Io mi aspetto affetto, poi vedremo che succederà», chiosa sorridendo, prima di soffermarsi sull’ex compagno Montella: «Vederlo allenatore è una bella sensazione – spiega – nello spogliatoio era mio vicino di posto e già in quei momenti si capiva che aveva doti anche per allenare. DiBenedetto? Sicuramente c’è grande curiosità, in particolare per me che sono sempre stato tifoso giallorosso». Circola il nome di Gigi Buffon accostato alla nuova Roma: «Se lo prendono non è male, ma a me non ha detto niente». Poi, sulle voci che vedono Daniele De Rossi nel mirino del Real Madrid dice: «Rispondere no non è semplice. Ma lui è il cuore di Roma, il futuro capitano e deve valutare bene». A Roma Aquilani torna appena può: qui, tra qualche settimana, nascerà sua figlia, Aurora, qui si sposerà con la compagna Michela. Doveva essere a giugno, probabilmente però il matrimonio verrà rimandato perché i futuri genitori vogliono godersi la bambina senza ulteriori impegni. Dove poi, dopo le vacanze estive, andranno a vivere è ancora tutto da stabilire: «Quando sono arrivato Con la Slovenia è stato uno dei migliori: «Mi sono trovato bene con gli altri compagni a centrocampo, poi è chiaro che Pirlo e De Rossi sono due grandi campioni che possono dare qualcosa in più a questa squadra. Ma ora ci siamo noi e cercheremo di dare il massimo per il bene dell’Italia. Io in un centrocampo con Pirlo e De Rossi? Mi ci vedo bene, bisogna vedere se mi ci vede bene anche l’allenatore». Per uno strano scherzo del destino, anche il milanista è stato accostato alla Roma. E un centrocampo del genere potrebbe, un giorno, ritrovarsi in giallorosso. Per dirla con le parole di Aquilani: «Mai dire mai…». in Italia sapevo che era solo un prestito e che a maggio si sarebbero tirate le somme. Ma non ho mai pensato all’eventuale riscatto come un’ossessione. In questo momento non so niente, ma sono tranquillo. Spero solo di continuare a star bene e di dare il meglio, poi non dipende tutto da me: quello che mi verrà proposto lo analizzerò in separata sede. Mi sono infortunato tre mesi poco dopo avere firmato – aggiunge, soffermandosi sulla sua esperienza al Liverppol – andare in una squadra e in un campionato nuovi stando fermo così tanto non è facile, ma la mia esperienza è stata positiva».


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