A.S. Roma, nessuna nuova sul fronte bilancio: ancora segno meno

 Da Il Sole 24 Ore:

La maglia della As Roma ognuno la vive a modo suo. Luca Toni, nel giorno del suo addio, ha spiegato che «l’Olimpico è una cosa che mette i brividi e giocarci indossando questa maglia è indescrivibile: non potrò mai dimenticare quella mia corsa sotto la curva Sud dopo il gol con l’Inter, e quella marea umana che sembrava venirmi incontro». Per Fabio Simplicio, che come Toni ha avuto un passato nel Palermo, «indossare la maglia della Roma è un onore», «un’occasione importantissima». Insomma, sia che siano in partenza sia che siano in arrivo, i giocatori hanno sempre un bel pensiero per i colori giallorossi.

Sacchi: “Adriano e Simplicio? Mie scoperte”

 Da Il Romanista:

«Li ho voluti tutti e due io» grida al telefono, il respiro affannoso, non appena gli si fanno i nomi di Fabio Simplicio e Adriano. «Sto correndo» dice, quasi scusandosi. Arrigo Sacchi è così. Non è sempre facile rintracciarlo o averlo disponibile al microfono, ma sentir nominare i due giocatori, che lui, in qualità di osservatore del Parma, aveva segnalato alla società gialloblù, lo rende – sia pure per poco – aperto a scambiare due parole su di loro. «Simplicio lo feci arrivare dal San Paulo – racconta – dopo aver passato una notte intera a visionare delle sue cassette nel campionato brasiliano». Volò addirittura in Brasile, l’ex ct azzurro, per vederlo giocare di persona e, fatalmente, innamorarsene. Per le qualità tecniche, ma anche per la grande versatilità sotto il profilo tattico. Un giocatore dagli ottimi piedi e, al tempo stesso, la capacità di macinare chilometri come pochi altri.

Mondiali 2010 – GRUPPO H: la Svizzera vuol farsi notare

 La Nazionale di calcio svizzera (Schweizer Fussballnationalmannschaft in tedesco, Équipe de Suisse de football in francese e Squadra naziunala svizra da Ballape in romancio) è controllata dalla ASF-SFV. Gli elvetici rappresentano una delle nazionali di calcio minori del panorama calcistico europeo. I migliori risultati nel Campionato mondiale di calcio, risalgono all’approdo ai quarti di finale nei tornei 1934, 1938 e nel nel 1954 quando la selezione elvetica giocò il torneo in casa. La Svizzera ha in bacheca anche una medaglia d’argento, conquistata alle Olimpiadi del 1924.
Mondiali ’34 e ’38 – La nazionale Svizzera esordì il 12 febbraio 1905 contro la Francia a Parigi, perdendo 1-0. La prima apparizione ai Mondiali arrivò nel 1934, quando giunse ai quarti di finale guidata dal bomber Kielholz, che segnò una doppietta sulla vittoria per 3-2 sull’Olanda e che segnò anche nella sconfitta per 3-2 con la Cecoslovacchia. Stessa sorte quattro anni dopo, quando la Svizzera dovette affrontare la Germania nazista. Dopo il pareggio di Abegglen al 43′, la partita terminò 1-1 anche ai supplementari: non essendo previsti i rigori, al tempo, il match fu rigiocato (vedi replay) e la Svizzera si impose per 4-2 con reti di Walaschek, Bickel e doppietta di Abegglen. Toccò all’Ungheria regolare la selezione elvetica, vincendo 2-0 ai quarti.
Mondiali 1950, il pareggio col Brasile – Finita la Seconda Guerra Mondiale, nel Mondiale 1950 la Svizzera non superò il primo turno. Capitata in girone col Brasile padrone di casa, la Jugoslavia e Messico, prese una sonora mazzata dai balcanici che si imposero 3-0. Nonostante poi la squadra svizzera riuscisse ad impattare 2-2 col Brasile e a vincere 2-1 col Messico, furono i sudamericani a passare il girone.
Mondiali 1954, l’incredibile 7-5 con l’Austria – I Mondiali del 1954 furono giocati proprio in Svizzera, perciò la squadra fu qualificata d’ufficio come da regolamento. Nel girone con Inghilterra, Belgio e Italia, gli elvetici persero con i britannici, ma si imposero per ben due volte sulla formazione azzurra, una in una gara normale (2-1) e un’altra nello spareggio per il passaggio del turno (con un secco 4-1). Ai quarti di finale però, incontrò la vicina Austria in una incredibile partita che diede ragione agli ospiti, finita con un roboante risultato di 7-5.

De Rossi: “Tutta la felicità che conosco si chiama Roma”

 Daniele De Rossi mette a tacere una volta per sempre voci e illazioni che lo vedrebbero lontano da Roma. Fosse per lui, ripete il biondo ostiense, esiste solo la Capitale e i colori giallorossi che tanto bene la rappresentano. L’intervista al centrocampista della Nazionale – effettuata da fifa.com – dettaglia in maniera ancora più significativa la volontà dell’unico calciatore della Roma convocato da Marcello Lippi per i Mondiali del Sud Africa: la felicità – gli si sente dire – è solo Roma. Testuale:

Daniele, qual è la tua opinione sul cammino dell’Italia verso  Sud Africa 2010?
“Abbiamo avuto una grande girone di qualificazione e siamo  riusciti a concludere al primo posto con una giornata di anticipo. Abbiamo avuto alcune partite dure come la Bulgaria a Torino e quella contro il Montenegro, anche se le partite contro l’Irlanda sono state le più toste.  E’ difficile giudicare la prima partita a Bari, perché siamo andati subito in inferiorità numerica e  tutto è cambiato. Abbiamo segnato un gol e poi ci siamo chiusi in difesa. Abbiamo giocato meglio nella seconda partita contro di loro, riuscendo a ottenere il risultato che ci serviva”.
Quali sono state le ragioni di questo successo?

Roma – Arsenal: trattative per Doni

 Da La Gazzetta dello Sport:

C’è un’ipotesi concreta per il futuro di Doni: l’Arsenal. Il club inglese sta cercando un portiere e ha sondato l’agente del portiere brasiliano, Ovidio Colucci. L’Arsenal è uno dei pochi club che può sostenere il costo di uno stipendio importante come quello di Doni: 2,5 milioni netti a stagione. Doni non è più in sintonia con l’ambiente e vuole cambiare aria, ma non sarà facile dopo una stagione vissuta in panchina e con un ingaggio di quel livello. Artur potrebbe finire in Germania: dopo l’interessamento dell’Hertha Berlino, si è fatto vivo l’Hannover. Soluzioni alternative: Turchia e Brasile. Sul fronte-Baptista, si attende il mondiale in cui potrebbe giocare più del previsto. Baptista vuole la Premier League: il Tottenham potrebbe essere la migliore delle soluzioni.

Julio Sergio: “Roma ora si fida. Dell’uomo e del portiere”

 Da La Gazzetta dello Sport:

Alla ricerca del tempo perduto (Proust). I passi perduti (Carpentier). Chi si ferma è perduto (film con Totò). Letteratura e cinema hanno celebrato il tempo che scorre: la storia di Julio Sergio Bertagnoli, il portiere della Roma che ha prolungato il contratto fino al 2014, è un romanzo da grande schermo. Tre anni al buio, uno da protagonista.
Che cosa rappresenta questo contratto?
«È il riconoscimento al mio lavoro. Sono a Roma da quattro anni e per tre non ho giocato. Prima c’è stata la fiducia nell’uomo, ora c’è anche la fiducia nei confronti del portiere».
Ha mai pensato che la definizione di miglior terzo portiere del mondo coniata da Spalletti fosse una presa in giro?
«Non ho mai capito che cosa volesse dire. In quel momento ero il terzo e mi dicevo “mah, meglio il miglior terzo portiere del mondo che niente”».
Trascurato per tre anni, poi a sorpresa titolare in Roma-Juventus, l’ultima gara di Spalletti: che successe quel giorno?

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