E’ proprio vero: quando ci si diverte, il tempo vola. Anzi, per essere ancor più esatti, viaggia oltre la velocità del suono. Sembra ieri quando la Roma ha sbancato Milano e riaperto un campionato che sembrava essere finito nella soffitta di Arcore. E, invece, sono trascorsi otto giorni, il Natale è finito in archivio e le vacanze, ormai, appartengono alla categoria dei sogni.
Roma-Catania: Riise non vuole mancare
L’aveva detto, John Arne Riise, che queste per lui non sarebbero state vacanze di solo relax: la Roma aveva appena sbancato San Siro, eppure dalla zona mista del Meazza, il norevegese non aveva perso l’occasione per ribadire la sua voglia di giocare e tornare a essere protagonista: «Adesso me ne vado a Dubai, ma mi allenerò per recuperare da tutti i problemi fisici».
Baptista dice sì al Malaga, manca l’ok di Unicredit
Dal Tempo: C’è l’accordo sull’ingaggio (più o meno 2,5 milioni
Genoa-choc: Pizarro per lasciar partire Sculli
Dalla Gazzetta dello Sport: Controproposta choc. Il Genoa è pronto
Menez: “Il PSG? Sto bene a Roma”
Jeremy Menez, in una intervista a Le Parisien, ha parlato
Conti: “Totti merita grande ammirazione”
Bruno Conti, dirigente giallorosso, in un’intervista a Sky Sport ha
9 luglio – 19 dicembre: l’incerta parabola di Adriano a Roma
Adriano e la Roma, si torna a volare. Sembra essere terminato il periodo nero del brasiliano nella Capitale dopo la buona e vincente prova di Milano. Il prologo di questa tormentata storia si svolge a Rio, durante la scorsa primavera. Adriano gioca al Flamengo, segna, si diverte e porta la squadra rubronegra ad una storica vittoria nel brasilerao 2010. Al Maracanà viene invocato il suo nome come quello di un dio, ma non basta; all'”Imperatore” manca il palcoscenico europeo, le sfide che contano, il calcio che lo ha reso grande. Iniziano i contatti con la Roma, le voci di mercato, i rumors sulle discutibili conoscenze del giocatore, ed alla fine lo sbarco a Fiumicino, il 5 luglio 2010 (con un giorno di ritardo sulla tabella di marcia).
L’avversario di Champions: lo Shaktar Donetsk
Dal sito LaSignoraInGiallorosso.it:
Si sono sentite urla di gioia e tappi di bottiglie che volavano dalle finestre in tutta Roma nella mattinata del 17 dicembre scorso dopo il sorteggio della Champions League. Dall’urna di Nyon è uscito lo Shakhtar Donetsk prossimo avversario dei capitolini negli ottavi di finale (16 febbraio in casa e 8 marzo in trasferta). La compagine ucraina evidentemente non ha la caratura tecnica o il blasone di un Barcellona stellare o di un granitico Chelsea, ma sarebbe deleterio pensare di affrontarla come se si trattasse di una squadra materasso. Per questo appaiono esagerati certi commenti entusiastici sull’esito del sorteggio. La squadra della città di Donetsk infatti negli ultimi anni ha letteralmente dominato il campionato dell’ex repubblica sovietica.
Mexes e Vucinic: due giocatori da ri-acquistare a gennaio
Dal sito LaSignoraInGiallorosso.it:
Philppe Mexes e Mirko Vucinic. Due giocatori importanti che la Roma non dovrà farsi sfuggire. Entrambi probabilmente saranno protagonisti delle numerosi voci di mercato che circoleranno nei prossimi giorni vista l’imminente apertura del mercato invernale. Accomunati dalla possibilità di lasciare la capitale, i due però vivono situazioni differenti a livello personale e contrattuale.
MEXES. Scelto da Franco Baldini nel 2004 per sostituire Walter Samuel ceduto al Real Madrid, il difensore francese con l’avvento di Spalletti nel 2005 diventa titolare inamovibile della difesa giallorossa per quattro anni consecutivi.
Qualche prestazione non convincente e l’arrivo di Burdisso nell’estate dell’anno scorso portano Philippe a diventare il terzo centrale della Roma.
Roma, Ranieri e quattro mesi di fuoco: visto Moratti con Benitez?
PER CAPIRE. Si immagini uno come Mourinho presentarsi per mesi in conferenza stampa con un mazzo di fiori per ciascun giornalista. Spettatori sconvolti, ne morirebbero gli stessi giornalisti. Forse appassirebbero seduta stante pure i fiori. Per questo, volenti o nolenti, alcune constatazioni spiazzano proprio mentre irrompono con veemenza. D’improvviso, il vento è cambiato. Da alter ego di una mentalità diametralmente opposta – alla Mourinho, diremmo per intenderci – Claudio Ranieri si è di punto in bianco trasformato. Non più il volto della serenità, non più l’emblema di un modo pacato e signorile di intendere il calcio e affrontare ciò che gli gravita intorno ma la trasposizione di maniere “crude e gagliarde”. Nei confronti della squadra, nei confronti della stampa. Rispetto ad accuse e critiche, continua a esserci, da parte del testaccino, una necessità non sempre comprensibile di difendersi, fuori dal rettangolo di gioco, attaccando. Mentre in campo, la rosa sembra dover seguire alla lettera un dogma: quello di badare alla fase di retroguardia prima ancora che a quella offensiva. Ossimori. Solo nei confronti dei tifosi, per i quali le parole spese dal tecnico giallorosso non hanno mai peccato di mancanza d’affetto e riconoscenza, il romano ha saputo conservare coerenza rispetto alle vecchie maniere.
CONTESTO. Non è la cavalcata inattacabile sotto ogni punto di vista della passata stagione, semmai un periodo di complessità più o meno marcate ed evidenti: la Roma di inizio campionato sembrava un gruppo a pezzi e da ricostruire. Si è parlato, allorchè i risultati non arrivavano, della mancanza di motivazioni, di una preparazione atletica criticabile, di non-gioco: il campo mostrava calciatori fiacchi mentalmente e stanchi fisicamente. In quattr’e quattro otto, il clima da “famiglia allargata” di Riscone di Brunico – con una fetta cospicua di tifosi al seguito (quale altro tifo può vantare un credito simile nei confronti dei calciatori che ne rappresentano il club?) è parso sfaldarsi. Ha inciso la confusione di una società parsa tale, troppe volte, solo sulla carta: di fatto, il periodo lunghissimo del passaggio di consegne dalla famiglia Sensi al fantomatico prossimo presidente non è indolore e ha prodotto momenti di evidente confusione. Gli strascichi di un mercato nel complesso più che sufficiente ma sempre risicato e centellinato a causa di impedimenti oggettivi (no money, no fenomeni) si sono affievoliti solo quando Unicredit ha garantito il lasciapassare per mettere le mani sul cartellino di Marco Borriello. Neppure la banca, tuttavia, ha potuto risolvere le situazioni di criticità contrattuali di alcune pedine della squadra (Mexes su tutti) e dello stesso Ranieri. Il testaccino andrà in scadenza la prossima estate e, nonostante le migliaia di garanzie ricevute da Rosella Sensi in merito al rinnovo, non ha ancora prolungato. E non certo per volontà sua.
PRIME VOCI. Dati di fatto: Ranieri cambia modo di approcciarsi a situazione e persone in corso d’opera. Scelta ponderata? Cominciamo con la realtà oggettiva che aiuta ad avere il quadro: a montare malumore e preoccupazione nel testaccino, quindi, c’è evidentemente il continuo procrastinarsi dei termini di accordo con il club per rinsaldare patto e rapporto. “Basta una stretta di mano”; “ci si vede presto”; “nessun problema”; “mi basta la parola”. Che non sia proprio come la facciata lascerebbe intendere, tuttavia, lo si capisce con il passare dei giorni, la carenza di risultati, le prime voci a infiammare l’ambiente già tossico. Caratteri cubitali di una stampa che non fa nulla di più e nulla di meno rispetto al solito: raccoglie tasselli e li mette in fila. Ricostruzioni da ottobre 2010: “Lippi in arrivo”; “Sondaggio per Ancelotti”; “Ranieri rischia l’esonero”; “Domenica decisiva per il testaccino”. Soprattutto l’ultimo, è un titolo letto con cadenza frequente: più di un appello, per l’allenatore, che ha vissuto con l’ombra di un nuovo tecnico per un mese abbondante.
Mercato Roma. La caldissima sessione invernale. Via le riserve per rinforzarsi
La sessione estiva di mercato non ha portato alla Roma i frutti sperati con gli arrivi, a parametro zero, del jolly di centrocampo Fabio Simplicio e di Adriano, mentre è fallita l’operazione Behrami per la fascia destra. Ora a Trigoria è tempo di riflessioni e di trattative per chiudere, entro gennaio, qualche affare importante con l’obiettivo di portare nella Capitale qualche nome importante.
CESSIONI:
DONI – Rilanciato dalle due partite giocate fra i pali della Roma sembra essere rientrato nei piani di Claudio Ranieri che, deluso dalle bizzarrie di Lobont e scosso dagli infortuni di Julio Sergio, può di nuovo contare sul talento del portierone brasiliano. In ogni caso nelle ultime settimane ai cancelli di Trigoria aveva bussato insistentemente il Malaga, ma a quanto pare con scarsi risultati.
Ag. Behrami: “Per averlo bisogna parlare col West Ham”
A Tuttomercatoweb Alessandro Beltrami, agente tra gli altri di Valon Behrami e Radja Nainggolan, si pronuncia sul calciomercato che verrà. Inevitabile chiedere all’esperto procuratore che cura gli interessi di molti calciatori svizzeri, il futuro dell’ex Lazio in forza al West Ham, accostato a più riprese alla Roma. Non manca inoltre, da parte di Beltrami, una risposta al presidente del Palermo Maurizio Zamparini in merito alle dichiarazioni rilasciate giorni fa.
Roma, può essere l’anno giusto
Quel 25 aprile proprio non riesce a mandarlo giù. È per questo che quando dice «possiamo ancora vincere lo scudetto» gli occhi di David Pizarro si illuminano e, al tempo stesso, si fanno malinconici. E non solo per la brezza marina che a Valparaiso fa sembrare l’estate ancora lontana: «Ho portato il freddo dall’Europa, giro ancora col maglione di lana», commenta scrutando il mare. Sono giorni di relax, quelli che sta trascorrendo in patria il numero 7 giallorosso, ma la stampa locale non lo lascia in pace. Appena sbarcato in Cile gli è stato chiesto un parere sulla crisi della federcalcio e lui non si è tirato indietro:
Behrami – Roma, è il momento
Cedere Baptista e Cicinho per limare il monte ingaggi e arrivare a Behrami: il mercato invernale della Roma è tutto qui. O quasi. Oltre a Baptista e Cicinho infatti verranno ceduti anche Loria, Antunes, Rosi e, forse, Okaka. Operazioni minori rispetto alla cessione dei due brasiliani dal contratto pesante. In primis quello di Baptista (4,5 milioni lordi a stagione). La Bestia piace molto a Malaga e Aston Villa. A Trigoria preferiscono l’offerta spagnola (3 milioni) mentre il giocatore sarebbe più attratto dalla Premier League. L’addio è comunque vicino.


Qualche prestazione non convincente e l’arrivo di Burdisso nell’estate dell’anno scorso portano Philippe a diventare il terzo centrale della Roma. 

