Il Bologna è avversario rispettabile, ma in questo momento alla Roma poteva andare peggio. I rossoblu, infatti, continuano a stazionare nei bassifondi della classifica (terzultimi a 9 punti in condivisione con Livorno e Atalanta dopo un avvio di stagione nel quale hanno pagato – e lo sa bene Giuseppe Papadopulo che ne ha fatto le spese per tutti con l’esonero di tre turni or sono – la scarsa vena dell’attacco (solo 9 reti all’attivo, con Marco Di Vaio non certo nello stesso stato di forma dello scorso anno) e le troppe disattenzioni in retroguardia (15 gol subiti, peggio hanno fatto solo Napoli, Genoa e giallorossi). Dopo aver prolungato il contratto al vice cannoniere dello scorso anno, il club ha impostato la campagna acquisti su rinforzi a basso costo e esperienza garantita. Una sorta di usato sicuro che ha permesso agli emiliani di annoverare nelle proprie fila calciatori del calibro di Cristian Zenoni, Salvatore Lanna, Daniele Portanova, Giacomo Tedesco e Marcelo Zalayeta. Ai quali va aggiunta la bravura del giovanissimo estremo difensore Emiliano Viviano e la permanenza di riferimenti di reparto quali sono Davide Bombardini, Massimo Mutarelli, Gaby Mudingayi, Francesco Valiani.

A una manciata di ore dalla sfida contro il Bologna – undicesimo turno di serie A – le indiscerzioni relative alla formazione che Claudio Ranieri schiererà in campo contro paiono trovare conferma anche sugli organi di stampa. Per Il Tempo, edizione odierna, vige la regola del “tutto ruota attorno a Mirko Vucinic“.
Il frastuono delle bombe carta lanciate all’interno di Trigoria nella notte. Quello delle tre sconfitte consecutive, da Milano ad Udine. Quello di una frase di Ranieri, “questa non è la mia squadra“, di qualche giorno fa. Quanto rumore inaspettato riecheggerà su Roma-Bologna. Novanta minuti per disintossicarsi: dall’aria tesa del Fulvio Bernardini, dalla classifica che ha invogliato i bookmakers a quotare la retrocessione dei giallorossi, dall’uscita infelice dell’allenatore. Il clima sarà incandescente anche domani, allo Stadio Olimpico: “Fossi un tifoso sarei incazzato – ha ammesso Ranieri -. I tifosi però hanno sotto gli occhi che produciamo molto. Non dico che ci devono applaudire, ma almeno ci diano una mano a stare meglio. Ecco, da tifoso incazzato farei così“.
“Le porte del San Paolo sono sempre aperte per Cicinho“. Il direttore sportivo del club brasiliano, Giovanni Paolo de Jesus Lopes, rinnova l’ammirazione nei confronti del terzino della Roma. L’operazione, secondo quanto spiegato a Globoesporte.com, potrebbe andare in porto, ma non nell’immediato: “Dipende dalla sua volontà, noi vorremmo sempre averlo con noi – ha affermato il dirigente -. Al momento si tratta di un desiderio, di un sogno. Non credo che voglia tornare adesso in Brasile. Noi non abbiamo parlato con nessuno“. Il club verdeoro punta sulla saudade del giocatore. E sull’attaccamento ai colori del San Paolo. Stesso amore di Luis Fabiano e Lugano: “Giocatori che si identificano con la società. Qui saranno sempre i benvenuti. Speriamo di averli un giorno con noi“.
La Roma vince la prima gara di campionato casalinga e lo fa a spese del Brescia.
Enrico Preziosi e Dante Lopez. Il presidente del Genoa e il centravanti paraguaiano che nel 2006 segnò la rete della promozione dei Grifoni dalla C alla B. Chissà se il patron rossoblù continuerà a benedire Lopez o a maledirlo per gli strascichi giudiziari lasciati dalla compravendita dalla squadra del Tacuary. Perchè proprio il club del Paraguay ha attivato un procedimento culminato in un mandato di cattura internazionale nei confronti di Preziosi.
La sterzata serve, eccome. Soprattutto dopo le tre sconfitte consecutive che hanno intoppato il percorso di rimonta della Roma, finita sotto contro Milan, Livorno e Udinese. La sa bene Claudio Ranieri che, nel corso della conferenza stampa della vigilia (a Trigoria, non ha dovuto fare molta strada per presentarsi davanti ai giornalisti perchè i giallorossi sono in ritiro proprio qui) di Roma-Bologna, ha espresso più di un concetto significativo con la solita chiarezza. Primo appello, obbligato, allo spirito di gruppo: