Super Mario Balotelli non è mai stato banale e lo dimostra anche nell’intervista rilasciata a DeeJay Football Club. Parla di tutto, da José Mourinho all’Inter, passando per la sua fede rossonera e per Totti: «Il calcetto me lo ha rifilato perché durante la gara gli ho detto che stava facendo un po’ il bambino. Tutto risolto? È un grande campione e lo stimo, quella volta ha sbagliato, ma rimane il giocatore simbolo del calcio italiano».
Ma Balotelli parla anche di Inter: «Io ho grande rispetto per Moratti, ai nerazzurri devo quasi tutto, sono stati anni fantastici. Ho avuto qualche problema nell’ultimo periodo e allora ho deciso di andare via. Il rapporto con quasi tutti i miei compagni era buono. Se Mourinho mi ha chiamato? Sì, prima che io andassi al City. Se mi voleva a Madrid? Chiedetelo a lui. Un giorno mi ha detto che ero così forte che avrei dovuto giocare sempre negli ultimi 20’ per cambiare il corso della gara. Io gli chiedevo il perché non giocassi titolare se ero il più forte, ma lui mi rispondeva che gli altri lo meritavano di più. Mourinho come allenatore è il numero uno, lui e Mancini sono i migliori».
Rassegna stampa
L’attacco di Ranieri
Gli anni di scuola, le sere a teatro, la passione per i libri. Chissà. Fatto sta che in qualche parte del suo inconscio sarà rimasta sepolta la battuta cardine del finale dei «Sei personaggi in cerca d’autore» di Luigi Pirandello. «Questa non è finzione, è realtà», grida il Padre alla platea ammutolita, e questo ieri ha gridato Claudio Ranieri alla platea dei giornalisti (ammutoliti, perché privati della possibilità di far domande) in un crescendo di toni — per volare più basso — a metà fra il Mourinho italico e il Trapattoni tedesco. Il senso è chiaro: «Questa Roma ha le palle, ce la faremo anche quest’anno. Dopo Cagliari e Monaco ci avete buttato fango addosso. Non faccio l’elenco, ma dopo ricordatevelo e noi ci ricorderemo di voi».
Responsabilità Insomma, una specie di punto di svolta dello psicodramma della Roma che, se in campo per ora è in cerca d’autore, fuori ha sguazzato negli ultimi giorni sulla malinconia per la sconfitta in Champions e la presunta frattura fra Totti e Ranieri. Tutte chiacchiere che hanno reso Ranieri furibondo,
Ranieri deve vincere col Bologna
Ranieri non cambia. O meglio, avendo ancora diverse assenze, va sul sicuro per la gara di oggi pomeriggio, ore 15, contro il Bologna. La Roma cerca la prima vittoria stagionale, quinto tentativo e terzo in campionato, e l’allenatore si affida alla vecchia guardia, ai senatori che mai, nemmeno il più brutto, sporco e cattivo dei giornalisti si è permesso di ipotizzare, lo hanno scaricato (nemmeno pensato di farlo). In fin dei conti lo stesso Totti ha espresso solo un’opinione sulla tattica rinunciataria di mercoledì a Monaco. Ma la critica non è piaciuta al tecnico e anche ieri mattina lo ha ricordato.
In casa e contro un’avversaria che ancora deve conoscere Malesani,
Potrebbe scattare l’ora di Adriano
Basta parole. Alle 15 bisogna parlare sul campo: all´Olimpico arriva il BOLOGNA di Malesani e la ROMA non può permettersi altri passi falsi. Partita da vincere a tutti i costi dopo tre sconfitte un modesto pareggio in quattro partite ufficiali: servono i tre punti per rimettersi in marcia e allontanare lo spettro della crisi che aleggia su Trigoria. Lì dove la SENSI potrebbe «rinchiudere» i giocatori in caso di risultato negativo oggi. Prima dello sfogo in sala stampa, RANIERI aveva finalmente ricevute buone notizie dal campo: MEXES è recuperato e giocherà al posto dello squalificato Nicolas Burdisso, VUCINIC si è allenato e andrà in panchina.
In più c´è un ADRIANO che scalpita. Il tecnico lo ha provato tra i titolari nella partitella di ieri mattina, indice di una tentazione: il brasiliano al posto di BORRIELLO, reduce da due partite intere in quattro giorni. La logica porta a pensare che l´ex milanista sia comunque favorito nel ballottaggio,
Ranierinho
Il Mourinho de noantri. CLAUDIO RANIERI trae ispirazione dal suo eterno rivale per respingere le accuse ricevute dopo l´umiliazione di Cagliari e la deprimente sconfitta di Monaco. Un monologo di 6 minuti e 50 secondi in sala stampa, senza possibilità di replica per i giornalisti. La stessa tattica che lo «Special One» ha usato più volte a Milano: solo contro tutti, all´attacco per difendersi e proteggere la squadra. RANIERI fa una premessa, «questa volta inizio e concludo io», inizia piano, si carica mentre parla, urla, batte i pugni sul tavolo e diventa sempre più rosso: proprio come l´addetta stampa Elena Turra seduta accanto a lui e spiazzata – come molti all´interno della ROMA – dallo sfogo.
A Roma si attende l’Inter
Roma-Bologna per pochi intimi. I due pesanti rovesci di Cagliari e Monaco hanno notevolmente raffreddato gli entusiasmi d’inizio stagione dei tifosi. La prevendita per la sfida di domani pomeriggio allo stadio Olimpico procede a rilento: oltre i 18 mila abbonati, l’afflusso non dovrebbe superare i 10 mila spettatori paganti.
Borriello vuole il suo primo gol in giallorosso
Domani è il giorno del debutto all’Olimpico, per Marco Borriello, dopo le due presenze collezionate finora in trasferta. La prima a Cagliari, quando, all’esordio assoluto in maglia giallorossa è rimasto coinvolto suo malgrado nel marasma generale di cui è stata preda la squadra. Una prova incolore la sua, nonostante la voglia di fare, ma di cui non si può certo fargliene una colpa. Decisamente più brillante la prestazione offerta all’Allianz Arena, dove ancora grida vendetta quel gol mancato a pochi minuti dalla fine, prima del raddoppio del Bayern, che avrebbe potuto significare un pareggio, magari insperato ma non necessariamente solo temporaneo. Novanta minuti giocati con grande spirito di sacrificio, rientrando spesso a prendere palla e facendo valere sempre il peso del proprio fisico. La conferma di uno stato di forma ottimale, sicuramente migliore di quello di tanti suoi compagni di squadra, anche se il suo primo gol da romanista ancora manca all’appello.
Vietato giustificarsi con i problemi societari
Un anno fa Luciano Spalletti lasciava la Roma, sostenendo che alle sue spalle non aveva più una società responsabile. E’ passata molta acqua sotto i ponti, una rimonta entusiasmante della squadra e il passaggio di proprietà della Roma. Eppure, Ranieri oggi potrebbe dire la stessa cosa. Formalmente, dirigenza e quadri tecnici sono tutti al loro posto, eppure l’incertezza della società giallorossa è fortissima e certamente durerà per qualche mese, in attesa di una nuova proprietà. Questo è il problema essenziale e la soluzione è sempre la stessa: la squadra deve passare il guado da sola. Allenatore e giocatori debbono trovare al loro interno tutte le energie sufficienti a riprendere la corsa che si arrestata. I problemi tattici vengono dopo, sono un dibattito fasullo.
Il caso Simplicio
Le tentazioni possono attendere. E così se nel viaggio di ritorno da Monaco l’idea di presentare domani dall’inizio Simplicio era balenata nella mente di Ranieri, dopo l’allenamento di ieri le possibilità per il brasiliano di partire titolare contro il Bologna si sono ridotte (ma non azzerate). Cosa è accaduto? Nulla in particolare, se non che nelle ultime due sedute l’ex rosanero è apparso agli occhi dell’allenatore ancora in leggero ritardo di condizione rispetto al gruppo. Quella di domani è una gara assolutamente da vincere e servirà soprattutto gente se non fresca (visto l’impegno di Champions) almeno rodata. Per questo motivo sono in ascesa le quotazioni di Menez, anche se il cambio ritardato di Monaco ancora non è stato digerito completamente dallo staff tecnico.
Totti sta con Ranieri
Un passo indietro, per confermare comunque tutto. Per il bene della Roma. Dopo il colloquio di giovedì con Ranieri e quindi dopo le sue dichiarazioni nel post-partitaccia di Monaco di Baviera, ieri Francesco Totti ha deciso di spegnere ogni polemica, andando perfino oltre il silenzio stampa imposto dalla società. Un chiarimento al popolo, un modo per fare gruppo. Per andare oltre le incomprensioni dialettiche che fanno male, ma se si sanno leggere, possono anche dare quella sterzata che serve. Da capitano. E da tifoso della Roma.
La Roma e la cabala
Se Cagliari ha confermato per il terzo anno di fila la maledizione seconda giornata, la speranza romanista è che domenica possa essere confermata la «benedizione» della terza. Nelle ultime due stagioni sono sempre arrivati i tre punti: 3-0 alla Reggina nel 2008/2009 e 2-1 al Siena un anno fa. Il Bologna fa tornare in mente dolci ricordi: la vittora scacciacrisi che diede il via ai 24 risultati utili consecutivi del «miracolo».
Il momento dei chiarimenti
Siamo romani. E ci piace parlare papale papale. Senza tante smancerie. Lo aveva fatto Ranieri, alla vigilia della sconfitta di Cagliari. «Detto senza tanti giri di parole, non siamo da scudetto. Al massimo da Champions». Lo ha fatto Totti, dopo la prova deprimente di Monaco. «Abbiamo rispolverato il catenaccio…». Mettendoci pure la solita dose di sarcasmo. Perché «la battuta me piace», come al Finocchiaro di Compagni di scuola, il film cult di Verdone. E allora, ha aggiunto beffardo Totti, «sembravamo il Villa Gordiani (quartiere di Roma sulla Prenestina, ndr) ». Tra romani… Ecco. Questa per dirla tutta, ma soprattutto per spiegare come ci si intende tra romani. «Ci si capisce al volo, senza troppi preamboli, ha spiegato lo stesso Totti in un lungo comunicato pubblicato ieri sul suo sito per chiudere l’«incidente diplomatico» con Ranieri.
Totti: “Io e Ranieri, tifosi veri della Roma”

Chi, se non lui! Nel tentativo di ricompattare un ambiente in subbuglio e rimettere ordine tra le ante giallorosse, Francesco Totti sceglie di intervenire in prima persona al fine di smorzare critiche e accuse. Le parole del Capitano dal sito ufficiale:
Questo messaggio è indirizzato a tutti i tifosi della Roma, quelli veri che come me e il Mister amano la maglia giallorossa incondizionatamente. Negli ultimi giorni si è parlato molto e scritto di tutto.
Chi dice Lippi, chi dice Leonardo
Oltre a quello dell’ex Commissario tecnico della Nazionale italiana – Marcello Lippi – spunta anche il nome di Leonardo, ex Milan e attualmente in cerca di occupazione: il giochino del post Claudio Ranieri si intensifica. Da lastampa.it:
Nell’uscita a dir poco deflagrante di Francesco Totti da Monaco di Baviera si scomoda la parola «catenaccio» per raccontare la notte capovolta della Roma. «Catenaccio vecchia maniera perché non abbiamo mai tirato in porta: così le partite non si vincono…», è stata l’immediata (e sincera) analisi del capitano giallorosso prima di sgommare lontano dallo stadio che si illumina.




In più c´è un ADRIANO che scalpita. Il tecnico lo ha provato tra i titolari nella partitella di ieri mattina, indice di una tentazione: il brasiliano al posto di BORRIELLO, reduce da due partite intere in quattro giorni. La logica porta a pensare che l´ex milanista sia comunque favorito nel ballottaggio,





