Roma, Vucinic: impossible is nothing

 I gol di Mirko Vucinic? Roba da “niente è impossibile”. L’ultima rete del montenegrino in occasione della sfida Roma-Inter è la conferma di quanto sostenuto. Da Il Corriere della Sera:

I tifosi della Roma, ormai, si sono abituati: sbaglia i gol facili e segna quelli che sembrano impossibili. Questo è Mirko Vucinic, prendere o lasciare. E a 27 anni da compiere il prossimo primo ottobre è difficile che in futuro possa cambiare. Tra le particolarità dell’attaccante montenegrino ce n’è anche un’altra, molto importante: gli piace fare gol alle milanesi. Su 37 gol in serie A con la maglia giallorossa, infatti, ne ha segnati 4 al Milan e 2 all’Inter. Quello di sabato sera, di testa in tuffo, con la Roma che non aveva ancora vinto una sola partita in stagione, è comunque uno dei più «pesanti» della sua carriera giallorossa.

“Sei e resti il numero uno”

 Da Il Romanista:
FRANCESCO TOTTI il suo compleanno lo festeggerà in famiglia, e poi in ritiro a Trigoria. Che poi è più o meno la stessa cosa per uno che da sempre vive dentro al Fulvio Bernardini e che considera una famiglia  tutti gli “abitanti” di Trigoria. Il capitano andrà a pranzo con sua moglie Ilary e con i figli dopo l´allenamento e poi  tornerà in ritiro per la partita col Cluj. Lì troverà tutte le persone che in tanti anni lo hanno visto crescere, e che  hanno voluto fargli gli auguri per i suoi 34 anni. A partire dal direttore tecnico, BRUNO CONTI che comincia con una  battuta.

Tanti auguri a Francesco Totti

 Dal Romanista:

Esistono giocatori più o meno bravi, campioni fortissimi, fuoriclasse ineguagliabili. Esistono oggi, ne sono esistiti nella storia del calcio, ne esisteranno domani. Francesco è al di là di questi paradigmi. Francesco è in una dimensione tutta sua. Francesco è la Roma (e Roma) come nessun altro mai. «Io vivo per la Roma», ha scritto ieri sul suo sito. Di una squadra, di una città, rappresenta l’anima profonda. Certo, è prima di tutto un giocatore sublime, perché interpreta il calcio nella sua essenziale semplicità, ciò che ne fa uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Ripercorrendo il film della sua straordinaria carriera si vede nitidamente come egli abbia nei piedi la luce divina dei Grandi.

Vucinic è fatto così: prendere o lasciare

 Dal Messaggero:

Prendere o lasciare, perchè lui è (ancora) fatto così. Genio e sregolatezza; capace di farti venir voglia di prenderlo a calci oppure di baciare dove cammina. Dipende da come si sveglia, dicono. Dipende da come gli va, maligniamo noi. Perché uno come lui potrebbe spaccare in due qualsiasi partita, portandola sempre dalla propria parte. Invece, lui ancora troppo spesso stenta a diventare eroe, anche se solo per una notte. Ci riesce a intermittenza, soprattutto quando lo assiste più l´ispirazione che la gamba. Un artista? Forse. Del resto, non è un´opera d´arte quel volo sotto la Sud per andare a colpire il pallone, appoggiando la testa sullo scarpino di Lucio pur di vedere Julio Cesar in lacrime e la propria gente in festa? Un gol bello, bellissimo. Indimenticabile.

Di Canio: “Totti? Un leader non si comporta così”

 Dal Corriere dello Sport:

Duro attacco di Paolo Di Canio a Francesco Totti. L’ex capitano della Lazio ha commentato a Serie A Live, su Mediaset Premium, l’episodio della sostituzione di sabato sera: «Quello che è successo lo trovo incredibile – ha detto Di Canio – anche a me è capitato di arrabbiarmi per una sostituzione ma non ho mai lasciato il campo: fare una cosa del genere vuol dire fregarsene dei compagni e sentirsi in qualche modo protetti. Totti da due anni lavora due-tre giorni a settimana a parte con Vito Scala, se la cosa viene accettata non c’è problema…

Roma-Cluj: chance per Mexes?

 Dal Corriere dello Sport:

Ora la Champions. Dopo la pri­ma vittoria in campionato, e che vitto­ria, l’obiettivo è l’immediato bis in Euro­pa, domani sera, allo stadio Olimpico, contro quel Cluj che da queste parti non ha lasciato un bel ricordo, un motivo in più per i giallorossi per mettere le cose a posto e rilanciarsi in un girone ini­ziato con il piede sbagliato a Monaco di Baviera. Nel valzer di moduli che ab­biamo visto in queste pri­me partite della stagione della Roma, quello favori­to rimane il quattro-quat­tro-due, ma non è da escludere che Ra­nieri decida per un ritorno all’antico, cioè al quattro-due-tre-uno. Se non altro perché, Taddei a parte visto che pure ie­ri ha continuato a svolgere lavoro diffe­renziato, ha quasi tutti i giocatori a di­sposizione. Ma questo non vuole dire che le scelte siano state già fatte, anzi, ci so­no almeno tre-quattro ballottaggi perché il turnover non è aria fritta, e un dubbio che vale tantissimo: Totti titolare o in panchina?

Roma-Cluj: Ranieri punta Totti, Vucinic e Menez

 Dal Corriere della Sera:

Altro giro, altra corsa. Dopo la vittoria contro l’Inter c’è già alle porte la sfida con il Cluj, una gara da vincere a tutti i costi per continuare la corsa in Champions League dopo la sconfitta di Monaco contro il Bayern. La Roma si è allenata anche ieri a Trigoria: defaticante per i giocatori scesi in campo contro i nerazzurri, lavoro normale per gli alrti. La sconfitta alla prima giornata obbliga De Rossi e compagni a fare bottino pieno nelle due prossime gare casalinghe: contro i romeni prima e contro il Basilea poi, da affrontare sempre allo stadio Olimpico il 19 ottobre. Proprio l’importanza della posta in palio, nell’economia di un girone reso più equilibrato dal pessimo periodo di forma dei tedeschi, esclude ogni tentazione di adottare un massiccio turn-over.

Totti: “Per me conta solo la Roma”

 Dalla Gazzetta dello Sport:

«Mister, ci sono rimasto male perché volevo giocare ancora». Ore 10.40, spogliatoi di Trigoria, facce sgualcite dal sonno, Claudio Ranieri e Francesco Totti. Allenatore e capitano della Roma sono sbarcati presto al «Fulvio Bernardini». Prima del faccia a faccia per chiarire le ragioni — prevedibili — e la portata — da quantificare — del dissenso di Francesco quando sabato, al 76’ di Roma-Inter, è stato sostituito da Vucinic, giocatore e tecnico hanno avuto colloqui preliminari con la triade romanista: Pradè, Montali e Conti. Lui e Ranieri «La notte porta consiglio». Ranieri aveva chiuso così la conferenza stampa dell’Olimpico.

Roma-Inter, Vucinic: il genio è tornato

 Dalla Gazzetta dello Sport:

Ha mollato il pigiama. Sotto lo smoking, stavolta portava il costume. Quell’erba era così invitante, bagnata di rugiada, sembrava quasi un mare. Un tuffo nel verde, di testa, a occhi chiusi, per paura dell’impatto, macon la voglia di scoprire cosa c’era sotto. Come un bambino alla prima prova di coraggio. Un altro gol, un’altra corsa, un’altra dedica. Finalmente il pancione, ormai manca meno di un mese. L’ultima volta, a maggio, si notava appena. E il sogno può ripartire, ancora insieme, lui e la Roma, mano nella mano. Segnare, sognare Come fa quella splendida canzone di Rino Gaetano? Ecco. Negli ultimi mesi, Mirko Vucinic ha fermato il tempo, vissuto di solo passato, bruciato sopra un fuoco i ricordi ormai svaniti, mischiato le stagioni, i fiumi, i giorni, le parole, e sabato sera è tornato, ancora… insieme.

Roma- Cluj, la Champions è gratis per gli abbonati

 Da Il Romanista:

Pronti, partenza e, si torna subito in Champions. Manca davvero poco all’esordio casalingo della Roma in Europa. Una manciata di ore e all’Olimpico si presenterà il Cluj, capolista insieme al Bayern Monaco, del girone E. I romeni, dopo la vittoria contro il Basilea nella prima giornata e con gli occhietti ancora lucidi per la storica vittoria di due anni fa colta proprio nella Capitale, sono una squadra piuttosto insidiosa e dotata di buone individualità. Fastidiosa ma non certo uno scoglio insormontabile. Servirà, comunque, l’aiuto dei tifosi.

Roma, guarda che Menez!

 Da La Gazzetta dello Sport:

Questione di talento. Se ce l’hai, e i due di cui parleremo ne hanno in abbondanza, puoi giocare in qualsiasi posizione: centravanti, ala destra o ala sinistra, faccia pure il mister, tanto io sono forte e tutti i ruoli mi stanno stretti.
Jeremy Menez e Samuel Eto’o, di professione attaccanti esterni (almeno nella partita di ieri sera all’Olimpico): quando partono con il pallone incollato al piede è uno spettacolo stare a guardarli. Menez, numeri alla mano, è stato più presente, più incisivo, più determinante del camerunese: insomma, più «dentro» la gara.

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