Del Piero scrive a Totti: “Sarò felice di stringerti la mano”

 La lettera di Alessandro Del Piero a Francesco Totti:

DUE CAPITANI – C’è un gesto che ormai da anni, da quando indosso la fascia di capitano, ripeto ogni volta prima di cominciare una partita. Fa parte del “protocollo”, di quei riti che accompagnano gli ultimi istanti in attesa del calcio d’inizio. Il saluto all’arbitro, lo scambio dei gagliardetti, la stretta di mano al capitano della squadra avversaria. Gesti che diventano automatici, ripetitivi, per alcuni anche scaramantici, con la testa rivolta a quello che poco dopo accadrà in campo. Se mi fermo però a pensare al valore di quei momenti, mi accorgo che non sono affatto banali. Soprattutto alla vigilia di partite come questa, quando dall’altra parte, con la fascia di capitano, c’è un giocatore come Francesco Totti.

Rezart Taci: chi è

Il quotidiano spagnolo AS ha parlato di un presunto interessamento di Rezart Taçi (per’altro prontamente smentito) nei confronti della A.S. Roma. La cornice dell’indiscrezione è stata quella della gara amichevole tra F.C. Gramozi e Real Madrid disputata lo scorso 20 gennaio allo stadio Qemal Stafa per il terzo Trofeo “Trophy Taci Oil“. Dopo l’americano Casey Wasserman, dunque, altro imprenditore straniero associato al club capitolino. Resta solo da svelarne, per quel che si sa, la biografia. Ecco chi è Rezart Taçi. Il cui nome, da solo, è una veggenza: Rezart, infatti, significa raggio di sole.
CHI E’ REZART TACI.
Imprenditore albanese, classe 1971 (un gemelli, nasce il 6 giugno), nel campo petrolifero: sua, infatti, la compagnia Taçi Oil di cui è SEO dal 2002. L’azienda opera nel mercato locale da oltre sette anni, si sviluppa su un’area di 37 mila metri cubi complessivi dislocati in due aree strategiche e differenti (lungo la costa adriatica) e ha iniziato a guardare con enorme interesse al commercio oltre confine. Anche in tale ottica vanno lette le recenti mire calcistiche che hanno avvicinato l’albanese (nativo di Erseke) a più di una società italiana (prima il Bologna, poi il Milan, a ruota – prestando fede alle dichiarazioni di AS – la Roma). Taci ha alle spalle studi in giurisprudenza portati avanti proprio in Italia (tra Alessandria e Torino) a cavallo tra il 1991 e il 1997. Sposato e padre di un bambino, nel corso dei mesi recenti Taci si è fatto conoscere dalla stampa italiana per gli interessi professionali e le passioni personali.
PASSIONE E AFFARI. Tra un’intervista e l’altra, si è scoperto un personaggio ottimista, amante della bella musica (soprattutto se popolare napoletana o se cantata da Nino D’Angelo), poco propenso al contesto automobilistico e appassionato di calcio e scacchi. Proprio le ultime due passioni hanno spinto Taci a spendersi quale imprenditore in entrambi i contesti: in un colpo e a distanza di un periodo di tempo breve, è diventato Presidente della società calcistica albanese KS Gramozi Ersekë (prelevata congiuntamente con il padre, la squadra milita attualmente nella massima serie nazionale) e della Lega Scacchi d’Albania.

L’avversaria: Juventus post Calciopoli, nè scudetto nè Champions. Obiettivi di stagione: Coppa Italia, Europa League (!)

L’enigma Juventus imperversa in questo 2010 appena abbozzato. Lontano anni luce dalle favole a lieto fine che ne hanno costruito la storia sportiva – a suon di vittorie e trofei alzati al cielo, cuciti sul petto – il presente del club più glorioso d’Italia è più nero che bianco, quasi a prolungare il purgatorio di una società a cui mancano come il pane successi e traguardi raggiunti. Il dopo Calciopoli della squadra di proprietà della famiglia Agnelli, che ha avuto nel compianto Gianni il massimo esponente dirigenziale, ha offerto ai tifosi della Vecchia Signora una sola gioia – simbolicamente importante ma da cui trarre scarso giovamento – legata all’immediata promozione in serie A (ottenuta sul campo nel 2006/07) dopo la retrocessione in B decretata a tavolino (a seguito di sentenza della Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello scandalo del calcio italiano del 2006 che declassò la Juventus dal 1º al 20º posto del campionato 2005-06 mandandola in serie B per la prima volta nella storia del club).

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