Roma-Inter, finale di Coppa Italia ma anche dell’altro. Per Nicolas Burdisso, in particolar modo. Perchè – volenti o no – è l’ultima sfida tra nerazzurri e giallorossi con l’argentino parcheggiato da una parte e di proprietà di un altro. A fine stagione, si decide il futuro del difensore centrale. Lui vuole la Roma, l’Inter pare disposta a lasciarlo partire ma le condizioni economiche, inevitabile, le detterà il club di via Durini. Che ha pure la convinzione del fatto che il cartellino di Burdisso – dopo un’annata splendida – ha quantomeno accresciuto il suo valore. Lo potrebbero vendere a diversi altri club di prestigio: lo sa Massimo Moratti, lo sa Rosella Sensi. Che – nonostante tutto – vivono entrambe nella convinzione di aver costruito – tra le due società – un rapporto buono. Potrebbe risolvers in un accordo neppure troppo arzigogolato. Ma anche no. La dirigenza interista non ha accantonato l’idea di riportarlo in casa e tenerlo con sè ma, all’eventualità di vestire il nerazzurro, di tornare alle dipendenze di chi (Josè Mourinho) lo utilizzava col contagocce e solo in occasioni meno importanti pare che Burdisso non si voglia piegare. Non solo per orgoglio, certo. Pure perchè, a Roma, l’eclettico uomo di retroguardia ha saputo trovcare un contesto congeniale nel quale esprimersi al meglio, mettere in risalto le potenzialità. Ha ricevuto un affetto impressionante, l’ha ricambiato con tutto se stesso: nel campo, fuori dal rettangolo di gioco. Burdisso non ha voglia di lasciare Roma.