Roma-Inter: si prevede il tutto esaurito. L’A.S. Roma, attraverso il proprio sito ufficiale, ha diramato tutte le informazioni sui biglietti redisui per la finale di coppa Italia di questa sera:
A.S. ROMA rende noto che i biglietti per la gara suddetta destinati ai propri tifosi in Curva Sud (Ingressi 15/21) e Distinti Sud (Ingressi 22/24) sono completamente esauriti. I tagliandi di Distinti Nord (Ingressi 43/45), Tribuna Tevere Centrale, Tribuna Tevere Laterale e Tribuna Monte Mario lato Sud sono in via di esaurimento.
Pertanto, in considerazione dell’alto numero di spettatori previsti e al fine di poter consentire l’espletamento di tutte le attività di controllo agli ingressi, così come previsto dalle normative vigenti e in base alle recenti Determinazioni adottate dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e dal Comitato di Analisi sulle Manifestazioni Sportive relativamente al rafforzamento delle misure tese a garantire la sicurezza negli impianti sportivi, si raccomanda e consiglia a tutti gli spettatori di presentarsi allo Stadio Olimpico con sufficiente anticipo rispetto all’orario di inizio della gara.
Quella che si giocherà stasera alla stadio Olimpico, non sarà una finale come tutte le altre per la Roma di Claudio Ranieri. E non solo perché i giallorossi contenderanno, per la quinta volta in sei anni, la Coppa Italia all’Inter di José Mourinho. In ballo ci sono diversi motivi per centrare la vittoria di fronte al proprio pubblico. I più importanti sono di carattere profondamente diverso.
Da Il Romanista:
Roma-Inter, finale di Coppa Italia ma anche dell’altro. Per Nicolas Burdisso, in particolar modo. Perchè – volenti o no – è l’ultima sfida tra nerazzurri e giallorossi con l’argentino parcheggiato da una parte e di proprietà di un altro. A fine stagione, si decide il futuro del difensore centrale. Lui vuole la Roma, l’Inter pare disposta a lasciarlo partire ma le condizioni economiche, inevitabile, le detterà il club di via Durini. Che ha pure la convinzione del fatto che il cartellino di Burdisso – dopo un’annata splendida – ha quantomeno accresciuto il suo valore. Lo potrebbero vendere a diversi altri club di prestigio: lo sa Massimo Moratti, lo sa Rosella Sensi. Che – nonostante tutto – vivono entrambe nella convinzione di aver costruito – tra le due società – un rapporto buono. Potrebbe risolvers in un accordo neppure troppo arzigogolato. Ma anche no. La dirigenza interista non ha accantonato l’idea di riportarlo in casa e tenerlo con sè ma, all’eventualità di vestire il nerazzurro, di tornare alle dipendenze di chi (Josè Mourinho) lo utilizzava col contagocce e solo in occasioni meno importanti pare che Burdisso non si voglia piegare. Non solo per orgoglio, certo. Pure perchè, a Roma, l’eclettico uomo di retroguardia ha saputo trovcare un contesto congeniale nel quale esprimersi al meglio, mettere in risalto le potenzialità. Ha ricevuto un affetto impressionante, l’ha ricambiato con tutto se stesso: nel campo, fuori dal rettangolo di gioco. Burdisso non ha voglia di lasciare Roma.
Le squadre del settore giovanile della Roma si preparano ai play-off. Lunedì nella sede della Lega sono stati effettuati i sorteggi della fase finale del campionato Primavera e dei Giovanissimi. La squadra di De Rossi incontrerà il Chievo, mentre i ragazzi di Montella se la vedranno con il Perugia. Gli Allievi, invece, conoscevano già il loro avversario dalla settimana scorsa: la Ternana di mister Cavalli. Sulla carta l’impegno più difficile sembra quello della Primavera. Il Chievo è un avversario non facile come ammesso dallo stesso De Rossi dopo il sorteggio: “Sarà una partita difficilissima ma noi siamo tranquilli e pronti per giocarci le nostre carte”. L’ultimo precedente tra le due squadre riguarda la stagione 2007/08, quando furono proprio i veneti ad eliminare la squadra giallorossa agli ottavi di finale pareggiando 2-2 a Trigoria e vincendo la gara di ritorno con un secco 5-0. Ma quella era una Roma diversa da quella che scenderà in campo sabato. I ragazzi di De Rossi arrivano a questa sfida con la migliore condizione possibile e da vincitori del girone di appartenenza con venti vittorie su ventisei partite giocate. Sono numeri che pongono la Roma tra le squadre favorite per la vittoria del titolo nazionale che manca dalla bacheca di Trigoria ormai da cinque anni.
Il profeta di Setubal e quello del Testaccio. La sfida tra Josè Mourinho e Claudio Ranieri, quella tra due filosofie opposte, tra due modelli opposti, tra due mondi opposti, arriva all’ennesimo appuntamento. E la cornice è sempre quella canonica della finale di Coppa Italia, ormai un affare per due negli ultimi cinque anni se si esclude la parentesi della scorsa stagione.
Da Il Romanista:
Da La Gazzetta dello Sport: