Coppa Italia, Roma: “L’Olimpico giallorosso è tutto esaurito”

 Roma-Inter: si prevede il tutto esaurito. L’A.S. Roma, attraverso il proprio sito ufficiale, ha diramato tutte le informazioni sui biglietti redisui per la finale di coppa Italia di questa sera:

A.S. ROMA rende noto che i biglietti per la gara suddetta destinati ai propri tifosi in Curva Sud (Ingressi 15/21) e Distinti Sud (Ingressi 22/24) sono completamente esauriti. I tagliandi di Distinti Nord (Ingressi 43/45), Tribuna Tevere Centrale, Tribuna Tevere Laterale e Tribuna Monte Mario lato Sud sono in via di esaurimento.
Pertanto, in considerazione dell’alto numero di spettatori previsti e al fine di poter consentire l’espletamento di tutte le attività di controllo agli ingressi, così come previsto dalle normative vigenti e in base alle recenti Determinazioni adottate dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e dal Comitato di Analisi sulle Manifestazioni Sportive relativamente al rafforzamento delle misure tese a garantire la sicurezza negli impianti sportivi, si raccomanda e consiglia a tutti gli spettatori di presentarsi allo Stadio Olimpico con sufficiente anticipo rispetto all’orario di inizio della gara.

Coppa Italia 2010, il cammino della Roma: dalla Triestina alla finale dell’Olimpico

 Quella che si giocherà stasera alla stadio Olimpico, non sarà una finale come tutte le altre per la Roma di Claudio Ranieri. E non solo perché i giallorossi contenderanno, per la quinta volta in sei anni, la Coppa Italia all’Inter di José Mourinho. In ballo ci sono diversi motivi per centrare la vittoria di fronte al proprio pubblico. I più importanti sono di carattere profondamente diverso.
PRIMO. Il primo è puramente sportivo: difficilmente i giallorossi riusciranno a strappare il tricolore ai nerazzurri; dunque batterli domani sera significherebbe in un certo senso, dimostrare di non essere mai stati inferiori nell’arco dell’intera stagione, alla corazzata di Mourinho. Dopo aver colto 4 punti nei due scontri in campionato, i giallorossi puntano a strappare il trofeo nazionale alla squadra che tenterà invece di centrare, per la prima volta nella storia di un club italiano, il trouble: scudetto, Coppa Italia e Champions League.
SECONDO. Il secondo motivo invece, è puramente campanilistico: lo scorso anno infatti, il trofeo finì nella bacheca dei cugini della Lazio. Vincere domani sera, vorrebbe dunque dire fare l’ennesimo sgarbo ai rivali cittadini, che dopo il derby perso due settimane fa, si sono “vendicati” perdendo domenica sera in casa contro l’Inter.
LA FORMULA DELLA
COPPA ITALIA – La formula della manifestazione, la 62/a della storia, è stata la stessa che venne introdotta nella precedente edizione. Come avviene anche in Spagna, Francia o Inghilterra, vi hanno partecipato complessivamente 78 squadre partecipanti. Partecipano tutte le 42 società della Lega Nazionale Professionisti (le 20 di Serie A e le 22 di Serie B). Ad esse poi si sono aggiungte 27 società selezionate dalla Lega Pro e 9 selezionate dal Comitato Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti.

Roma-Inter, la statistiche: Pizarro è Re della Coppa Italia

 Da Il Romanista:

Per il geometra cileno non è solo una questione di compassi, goniometri e lanci  calibrati. No, per l’idealista David Pizarro la partita con l’Inter è una questione di principio, una battaglia  morale, una vendetta da consumare sul rettangolo di gioco. Dicono a Trigoria che il giorno dopo la farsa di  Lazio- Inter Pizarro si sentisse un animale in gabbia. Aveva voglia di spaccare il mondo. “Noi siamo soli, contro tutto e tutti”, si sarebbe lasciato sfuggire. Voleva l’Inter. La voleva subito. Gli hanno spiegato che doveva aspettare due giorni. I due giorni sono passati. Inter-Roma è la sua partita.
A Parma non stava al meglio. Accusava un risentimento muscolare, Ranieri ha preferito preservarlo.

Burdisso, fagli vedere dove vuoi restare

 Roma-Inter, finale di Coppa Italia ma anche dell’altro. Per Nicolas Burdisso, in particolar modo. Perchè – volenti o no – è l’ultima sfida tra nerazzurri e giallorossi con l’argentino parcheggiato da una parte e di proprietà di un altro. A fine stagione, si decide il futuro del difensore centrale. Lui vuole la Roma, l’Inter pare disposta a lasciarlo partire ma le condizioni economiche, inevitabile, le detterà il club di via Durini. Che ha pure la convinzione del fatto che il cartellino di Burdisso – dopo un’annata splendida – ha quantomeno accresciuto il suo valore. Lo potrebbero vendere a diversi altri club di prestigio: lo sa Massimo Moratti, lo sa Rosella Sensi. Che – nonostante tutto – vivono entrambe nella convinzione di aver costruito – tra le due società – un rapporto buono. Potrebbe risolvers in un accordo neppure troppo arzigogolato. Ma anche no. La dirigenza interista non ha accantonato l’idea di riportarlo in casa e tenerlo con sè ma, all’eventualità di vestire il nerazzurro, di tornare alle dipendenze di chi (Josè Mourinho) lo utilizzava col contagocce e solo in occasioni meno importanti pare che Burdisso non si voglia piegare. Non solo per orgoglio, certo. Pure perchè, a Roma, l’eclettico uomo di retroguardia ha saputo trovcare un contesto congeniale nel quale esprimersi al meglio, mettere in risalto le potenzialità. Ha ricevuto un affetto impressionante, l’ha ricambiato con tutto se stesso: nel campo, fuori dal rettangolo di gioco. Burdisso non ha voglia di lasciare Roma.

Roma-settore giovanile: Primavera, Allievi e Giovanissimi, scatta l’ora dei Play-Off Scudetto

 Le squadre del settore giovanile della Roma si preparano ai play-off. Lunedì nella sede della Lega sono stati effettuati i sorteggi della fase finale del campionato Primavera e dei Giovanissimi. La squadra di De Rossi incontrerà il Chievo, mentre i ragazzi di Montella se la vedranno con il Perugia. Gli Allievi, invece, conoscevano già il loro avversario dalla settimana scorsa: la Ternana di mister Cavalli. Sulla carta l’impegno più difficile sembra quello della Primavera. Il Chievo è un avversario non facile come ammesso dallo stesso De Rossi  dopo il sorteggio: “Sarà una partita difficilissima  ma noi siamo tranquilli e pronti per giocarci le nostre carte”. L’ultimo precedente tra le due squadre riguarda la stagione 2007/08, quando furono proprio i veneti ad eliminare la squadra giallorossa agli ottavi di finale pareggiando 2-2 a Trigoria e vincendo la gara di ritorno con un secco 5-0. Ma quella era una Roma diversa da quella che scenderà in campo sabato. I ragazzi di De Rossi arrivano a questa sfida  con la migliore condizione possibile e da vincitori del girone di appartenenza con venti vittorie su ventisei partite giocate. Sono numeri che pongono la Roma tra le squadre favorite per la vittoria del titolo nazionale che manca dalla bacheca di Trigoria ormai da cinque anni.
I Giovanissimi di Montella, invece, saranno impegnati domenica sul campo del Perugia. Nella doppia sfida la Roma parte con i favori del pronostico visti anche i i diversi risultati nella regular-season delle due squadre. I giallorossi si sono qualificati alla fase finale da primi classificati del girone F conquistando 79 punti sugli 84 disponibili realizzando 113 gol e subendone soltanto 12. 

Ranieri – Mourinho, Testaccio sovrasta Setubal. Dicono i numeri

 Il profeta di Setubal e quello del Testaccio. La sfida tra Josè Mourinho e Claudio Ranieri, quella tra due filosofie opposte, tra due modelli opposti, tra due mondi opposti, arriva all’ennesimo appuntamento. E la cornice è sempre quella canonica della finale di Coppa Italia, ormai un affare per due negli ultimi cinque anni se si esclude la parentesi della scorsa stagione.
Se si escludono le prime due giornate di campionato, quelle in cui Ranieri non sedeva ancora sulla panchina della Roma, il giallorosso ha fatto più punti del portoghese mettendo così seri dubbi sul predominio dei nerazzurri in Serie A. Anche gli scontri diretti sono a suo favore, con un pareggio a San Siro ed una vittoria all’Olimpico che per qualche domenica ha fatto vacillare il trono di Mou.
Ma lo scontro tra i due non si esaurisce nelle sfide Roma-Inter. Già con il romano in bianconero zebrato gli incontri ravvicinati dentro e fuori dal campo non mancarono e furono condite anche da dichiarazioni che hanno fatto la storia recente delle conferenze stampa (e la ricchezza di tanti giornali) tra cui gli Zeru Tituli, la Prostituzione Intellettuale e i Good Afternoon e Good Morning.

Finale Roma-Inter: Toni suona la carica

 Da Il Romanista

«Non mancate». Con queste parole si conclude il messaggio che Luca Toni, alla vigilia di Roma-Inter, scrive sul suo sito. Poche parole, ma rivolte a tutti i tifosi romanisti, che stasera all’Olimpico dovranno essere l’arma in più contro l’Inter. Il bomber giallorosso, probabilmente, partirà dalla panchina, ma il suo contributo, specie nel secondo tempo, potrebbe rivelarsi decisivo.

De Rossi: sei gol all’Inter

 Da La Gazzetta dello Sport

Difficile trovare una spiegazione, decisamente più facile fare la conta e scoprire che Daniele De Rossi in carriera ha segnato sei gol all’Inter. Non è poca cosa: su un totale di trentasei, tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa, significa un sesto del totale. La finale di oggi cade in un periodo particolare: è finito nel pentolone di Lazio-Inter con un paio di dichiarazioni. La risposta migliore è quella di giocare bene, provare a firmare la settima rete e magari vincere: sarebbe, per lui, il quarto trofeo con la maglia giallorossa. L’amarcord Il primo gol di De Rossi all’Inter meritò una maglia stracciata: 3 ottobre 2004, il guizzo di Daniele permise alla Roma di pareggiare 3-3 con i nerazzurri e consentì a Delneri di salvare la pelle nell’esordio sulla panchina giallorossa.

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