Roma, l’Arbitrato sta per finire

 Salvo clamorose novità, oggi si firma. Unicredit e Italpetroli metteranno in cassaforte l’accordo raggiunto dopo mesi di trattative e all’Arbitrato tra le due società potrà essere apportata anche la data conclusiva. Cesare Ruperto attende le parti nel pomeriggio: gli è solo toccato di verificare che all’interno della penna che consegnerà ai referenti della holding petrolifera e dell’istituto di credito vi fosse l’inchiostro necessario per apporre due autografi. Pare ci sia. Da Mf Dow Jones:

Roma, Italpetroli – Unicredit: si chiude nel pomeriggio?

 La lunga fase di trattativa tra Italpetroli e Unicredit potrebbe chiudersi in maniera definitiva oggi pomeriggio, quando le parti si riuniranno presso gli uffici di Cesare Ruperto per depositare l’accordo con tanto di firma. Via Ferrero di Cambiano tornerà a essere strada parecchio battuta tra le 17.30 e le 18: a quel punto nulla impedirà a Rothschild Italia di dare il via alla seconda – ma ugualmente delicata – fase: individuare un acquirente per la Roma. da repubblica.it:

Roma, Behrami vale Doni oppure Okaka

 Stando alle iniscrezioni apparse sul Daily Mail, la Roma sarebbe sempre più vicina all’esterno elvetico Valon Behrami per il quale i giallorossi sono pronti a mettere sul piatto i cartellini di Alexander Doni e Stefano Okaka per evitare di spendere i 5, 6 milioni di euro richiesti dal West Ham. Testuale:

La Roma sta intensificando gli sforzi per potare a casa Valon Behrami, giocatore di fascia del West Ham, e sarebbe disposta a offrire il portiere Doni e l’attaccante Stefano Okaka in cambio. Il Club giallorosso è  a corto di liquidità, ma ha già avuto l’ok da parte del calciatore svizzero per il trasferimento a Roma.

Calciomercato estivo: c’erano una volta spese folli per le “pippe”

 In quest’estate, il calciomercato conferma il trend degli ultimi anni: pochi grandi colpi, in molti casi pochi colpi punto. Complici esigenze di bilancio che limitano il raggio di azione di molti club (ivi inclusi quelli di primissima fascia), non abbiamo ancora assistito ad acquisti eclatanti. Ed ecco che c’è chi rimpiange le spese folli – in molti casi veri e propri sperperi – di qualche anno fa. Da Il Foglio:

C’era una volta il calciomercato estivo. Che coi suoi bidoni, le sue promesse presto sfiorite, faceva sognare gli italiani. Li teneva incollati il 15 di agosto davanti a Juve A-Juve B, la classica di Villar Perosa, con Gianni Agnelli a bordo campo a gustare i primi (e unici) gol di Ian Rush, il gallese coi baffi. Britannico come Joseph (detto Joe) Jordan, “lo squalo” lo chiamavano i tifosi del Manchester United perché non aveva i due incisivi superiori. Arrivò al Milan nel 1981.

Roma, Scardina: al Livorno per maturare

 Filippo Scardina è sempre più vicino al Livorno. Il giovane attaccante che Claudio Ranieri ha voluto in ritiro a Riscone di Brunico, infatti, è pronto ad accumulare l’esperienza necessaria per maturare e ripresentarsi a Roma con un bagaglio – già notevole – ulteriormente accresciuto. Da Il Corriere dello Sport:

SCARDINA – Se per Pigliacelli la convocazione per Riscone di Brunico è stata una sorpresa assoluta non si può dire lo stesso per Filippo Scardina. Il centravanti classe ‘92 nella scorsa stagione era stato, insieme a Pettinari, tra i giovani più seguiti da Claudio Ranieri. L’aria della prima squadra per Scardina in effetti non è una novità, con l’esordio con tanto di gol arrivato lo scorso 16 dicembre in Europa League contro il CSKA Sofia.

Roma, Pigliacelli prenota la porta di domani

 Da poco diciassettenne, il giovane portiere della Roma, Mirko Pigliacelli, vive un sogno nel sogno: quello di aver firmato il primo contratto da professionista e di aver preso parte – è giunta inaspettata una chiamata di Claudio Ranieri – al ritiro giallorosso di Riscone di Brunico. Per adesso si impara l’arte, ma l’obiettivo è quello di diventare, un giorno, il numero 1 dei capitolini. Da Il Corriere dello Sport:

PIGLIACELLI – Mirko Pigliacelli, portiere classe ‘93 di Rignano Flaminio, con i suoi 17 anni compiuti il 30 giugno, è il più piccolo del gruppo allenato da Ranieri a Riscone di Brunico ed è anche il nome nuovo per quanto riguarda la scuola dei portieri giallorossi.

Tutta la Roma di Giorgio Rossi

 Chi segue la Roma in maniera quantomeno sporadica, non può non conoscere lo storico massaggiatore dei giallorossi: Giorgio Rossi, impossibilitato a recarsi a Riscone di Brunico per seguire la squadra in ritiro a causa di problemi di salute ma gli acciacchi fisici non impediscono alla memoria storica del club capitolino di mettersi in funzione anche agli sgoccioli di luglio. Da Il Tempo:

Dopo tantissimi anni la Roma si ritrova in ritiro senza una delle sue figure storiche, il massaggiatore Giorgio Rossi, solitamente sempre presente tra queste montagne. “Purtroppo ho avuto alcuni problemi di salute che mi hanno impedito di andare a Brunico con i ragazzi e Ranieri, del quale ho un bel ricordo già da quando era ancora un giovane giocatore che veniva in ritiro con la Roma.

Rai: calcio in tv, basta moviola

 Decisione storica che determinerà strascichi alla fine di ogni giornata di campionato: la Rai decide di mandare in pensione la moviola, come annunciato dal direttore di Rai Sport, Eugenio De Paoli, e utilizzerà il replay del post partita solo per avvallare eventuali spiegazioni del regolamento. Da repubblica.it:

Dopo 43 anni la Rai spegne la moviola: dal 29 agosto, quando avrà inizio il campionato di serie A, non ci sarà più il replay delle azioni incriminate, niente discussioni, chiacchiere da bar (sport). L’uso delle immagini sarà solo didattico: “è fuorigioco”, “non è rigore”. Stop.

Bandiere nel calcio: la soluzione o il problema?

 Dilemma vecchio e disquisito abbondantemente. Eppure, non ci si stanca mai di affrontarlo: quanto incidono le Bandiere delle sqadre di calcio ai fini del club? Sono solo un patrimonio inestimabile o rischiano di diventare zavorra nel corso della stagione, in fase di calciomercato, man mano che invecchiano? Per un Raul (Real Madrid) che saluta la Spagna dopo una carriera tra i Blancos, vi sono poi uomini simbolo (leggi Francesco Totti, Alessandro Del Piero) che finiranno la carriera nel club in cui hanno militato per una vita. Ma, a conti fatti, è un bene o rischia di trasformarsi in grosso limite. Ne parla La Stampa, edizione odierna:

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