Ranieri si dimette e inizia la contestazione con uova e sassi a Trigoria

 Contestazione Roma: Trigoria è di nuovo blindata.

Il giorno dopo la grande contestazione fuori il centro sportivo Fulvio Bernardini, un’altra manifestazione dei supporters giallorossi, va in scena a Trigoria al rientro della Roma dalla disastrosa trasferta di Genova. Tre camionette della polizia si sono posizionate nel piazzale del centro sportivo giallorosso proprio davanti agli ingressi per tutelare i giocatori. Al momento la situazione è tranquilla e sono presenti una cinquantina di tifosi. La squadra dovrebbe atterrare verso le 20,30 a Fiumicino.

La Roma nel caos, Ranieri si dimette?

 Da Repubblica.it:

Da 0-3 a 4-3. La Roma è in caduta libera, frantumata a Genova dopo aver essere andata in vantaggio di tre reti. Facendo esplodere ufficialmente la crisi già respirata, assorbita nelle ultime settimane. Squadra in silenzio stampa imposto dai dirigenti. La posizione dell’allenatore sub judice. Ma l’addio è sempre più vicino.
Il coordinatore generale Gian Paolo Montali, unico autorizzato a parlare, entra nel dettaglio delle spiegazioni: “Non andiamo in ritiro, ci prendiamo tempo per ragionare e prendere la decisione migliore. Facciamo tutto nella nottata e nella giornata di domani. Vogliamo cercare di intervenire in modo chirurgico e prendere una decisione di testa, non di pancia. Ora non contano le colpe, ma capire quale sia il problema e agire per risolverlo”. Parole che, tutti, hanno immediatamente letto come la conferma di un probabile addio al tecnico: “Il linguaggio del calcio lo conoscete meglio di me –  ha confermato Montali –  e avete capito perfettamente la situazione. Siamo indifendibili dal punto di vista dei risultati. Sugli atteggiamenti però non abbiamo nulla da rimproverare alla squadra”. Fin tropo facile trarre le conclusioni: Ranieri è più che in bilico.

Genoa-Roma, parla solo Montali: “Ranieri? Ci prendiamo una pausa di riflessione. Entro domani la decisione”

Genoa-Roma: tutte le interviste dei protagonisti.
La squadra, dopo la clamorosa sconfitta per 4-3 è in silenzio stampa. Anche Ranieri non parlerà. Solo Montali andrà davanti ai microfoni.
La squadra non andrà in ritiro.

 Montali ai microfoni di Sky Sport, Rai Sport, e Mediaset Premium:
Non andiamo in ritiro ma siamo in silenzio stampa. E’ un momento delicato, ci prendiamo un po’ di tempo per riflettere, non vogliamo siano dette cose a caldo…Noi abbiamo preso questa pausa proprio per essere lucidi, capiteci. Non cerchiamo colpevoli, ma vogliamo capire quali sono i problemi. Facciamo tutto nella nottata e nella giornata di domani. Non c’è più tempo. Prendiamo tempo per essere lucidi. Non è solo colpa del tecnico? Ma chi dice che non sono stati puniti i giocatori per i loro comportamenti? Noi le abbiamo preso le misure, senza troppe pubblicità, non ne abbiamo bisogno. Siamo molto precisi e ferrei, stasera la squadra è andata in campo con l’atteggiamento giusto, lo avete visto. Cambio in panchina? La Roma ha già il suo allenatore, ed è Ranieri. Vediamo cosa succede dopo questa pausa. Siamo persone intelligenti e quindi avete capito com’è la situazione. Cerchiamo di capire cosa è meglio per noi. La parte economica è un problema che non esiste. Montella sostituto di Ranieri? Non commento i se e i ma.”

Le pagelle di Genoa-Roma: Ranieri sbaglia i cambi, Riise ancora tra i peggiori

 Julio Sergio 5,5: Prende quatto gol, senza avere colpe specifiche. I giocatori del Genoa nella ripresa gli sbucano da tutte le parti. Si oppone bene in almeno tre circostanze a Floro Flores.

Castellini 5,5: Dirottato sulla destra visto il forfait dell’ultimo minuto di Juan, gioca un buon primo tempo, ma si perde, come tutta la squadra, nel secondo.

Burdisso 5,5: Realizza il gol del momentaneo due a zero con un bel colpo di testa sfruttando al meglio la punizione di Totti. In fase difensiva è uno degli ultimi ad arrendersi, anche se soffre più del dovuto Floro Flores.

Genoa – Roma. Risultato finale 4 – 3. Incubo giallorosso

 Genoa – Roma, risultato finale 4 – 3

Genoa: Eduardo, Rafinha, Kaladze, Dainelli, Criscito, Kucka, Rossi, Milanetto (Veloso 61′), Mesto, Palacio, Floro Flores (Moretti 80′). A disp: Scarpi, Chico, Moretti, Konko, Veloso, Jankovic, Paloschi. All. Ballardini. 

Genoa – Roma. Le probabili formazioni

 Ranieri alla vigilia di questo movimentatissimo Genoa – Roma deve fare i conti con l’assenza di Vucinic e De Rossi con un Borriello non ancora al meglio. Si profila perciò un prudente e semplice 4-4-2, con l’inserimento a centrocampo (forse nella ripresa) del redivivo Pizarro, che probabilmente partirà dalla panchina.

Genoa-Roma: serve la vittoria

 Da Il Tempo:

Genova come Lourdes. Può sembrare un po’ eccessivo, ma l’appuntamento con il Genoa, per la Roma malata di questi ultimi tempi, ha quasi le sembianze di un viaggio della speranza. «Non siamo diventati dei brocchi – assicura Ranieri – ci tireremo fuori da questa situazione. Lo spogliatoio è forte e determinato, sono convinto che faremo cambiare il corso delle cose». Un cambiamento significherebbe anche non sentire, almeno per un po’, la parola esonero: «Io non me ne vado e di certo non abbandono la nave». Poi, su quello che potrebbe accadere a giugno, Ranieri rilancia: «Cosa succederà? Ora c’è un proprietario che vende, una banca che media e un compratore che si deve insediare. Qualcuno mi ha lanciato dei messaggi più che positivi».

Trigoria, un sabato di follia

 Da Il Messaggero:

Bombe carta e lacrimogeni: le immagini di Sky arrivano da Trigoria, non dalla Libia. Mattinata ad altissima tensione nel piazzale Dino Viola, davanti al centro sportivo giallorosso sotto assedio per la violenta contestazione dei tifosi alla Roma di Ranieri. Otto agenti refertati, quattro ultrà fermati, il derby Primavera a porte chiuse: è il benvenuto al gruppo DiBenedetto. Nel pomeriggio, squadra scortata dalla Polizia sino in pista a Fiumicino, per salire al sicuro sull’aereo per Genova. Mai successo, prima di una partita da giocare. Perché a Marassi, alle ore 15 contro il Genoa rivitalizzato dal successo nel derby, la Roma a digiuno di risultati, 1 punto in 4 gare, e ripudiata dal suo popolo si gioca la faccia e, per il momento, non altro. Fuori dalla realtà si colloca invece Ranieri, vantandosi di essere in trattativa per il rinnovo del contratto (la Banca, in attesa dell’insediamento degli statunitensi, deve far chiarezza sulla questione, come maggiore indiziata alla sorprendente iniziativa). Il tecnico va oltre: assetto meno offensivo, massimo due punte. Bocciato il tridente o i due attaccanti più il trequartista.

Roma, per gli scontenti quella è la porta

Da Il Romanista:

Oggi ci aspetta un’altra partita difficile, a Marassi con il Genoa. D’altra parte, nelle condizioni in cui si trova oggi la Roma, ogni partita diventa complicata, ogni avversario fa una paura terribile. La squadra arriva infatti a questo appuntamento dopo la pesantissima sconfitta di mercoledì con lo Shakhtar, una partita buttata al vento nel giro di un quarto d’ora, in cui abbiamo subito tre gol. Nel secondo tempo c’è stata una certa reazione, i ragazzi ci hanno messo buona volontà, ma questa, da sola, non è sufficiente a camuffare i problemi che ha oggi la Roma. Problemi che ci sono, evidenti, perché si può certamente perdere, ma non si può farlo come lo ha fatto la Roma mercoledì con gli ucraini o sabato scorso col Napoli. A me sembra che i giocatori vadano in campo senza più la giusta convinzione, distratti, come se avessero la testa da un’altra parte.

Roma, Pizarro torna da titolare?

Da Il Tempo:

Non era una sorpresa, ma è stata comunque una gran bella notizia. Ranieri lo ha convocato per il Genoa. Forza Pek, oggi potrebbe toccare a te. Di nuovo. Dopo tre mesi. Anzi, qualcosina in meno: dopo 83 giorni. Tanto è passato dall’ultima volta che avevamo visto David Pizarro prendere seriamente a calci un pallone. Era il 28 novembre, era domenica, era una notte di inizio inverno a Palermo. Era una Roma maledettamente brutta, quasi la fotocopia di quella che è scesa in campo con il Brescia un pomeriggio di inverno inoltrato. Fu 3-1 e fu anche una delle peggiori partite di Pizarro da quando veste questi colori, resi sbiaditi da una squadra incolore. Senza fame, voglia, con la grinta di undici gattini invece di undici lupi. Fu un giorno maledetto, ma si trattò pur sempre solamente di un giorno.

Ancelotti: “Non alleno una squadra che non gioca in Champions League”

 Carlo Ancellotti ha espresso le sue incertezze circa la permanenza  al Chelsea, sostenendo che non vorrebbe allenare una squadra che non partecipa alla Champions League”. Il club inglese riprende il cammino nella massima competizione martedì prossimo contro l’FC Copenaghen, ma, a meno di una vittoria nella finaledia maggio, il Chelsea rischia di essere fuori dalla lotta per assicurarsi un posto Champions in Premier League.

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