Flora Viola, il cordoglio del mondo della politica

 Le reazioni del mondo della politica alla notizia della morte di Flora Viola:
Nicola Zingaretti (presidente Provincia di Roma): “Con la scomparsa di Flora Viola se ne va un pezzo di storia dell’As Roma. La signora Flora, moglie dell’indimenticato presidente Dino Viola, al fianco del marito ha vissuto alcuni dei momenti più esaltanti del recente passato della società giallorossa, regalandosi e regalandoci nei mesi in cui ha rivestito la carica di presidente anche un trofeo prestigioso come la Coppa Italia. Voglio fare le condoglianze ai suoi familiari con la certezza che la signora Flora resterà nei cuori di tutti i tifosi romanisti“.
Enrico Gasbarra (Pd): “La signora Flora Viola era uno dei simboli della Roma calcistica, e rappresentava lo spirito sportivo fatto di passione, etica, serietà, divertimento e questo in tanti anni di impegno, sia insieme al presidente Dino, che negli anni successivi ha trasmesso a tutti, ai tifosi, alla città. Era senza dubbio una donna straordinaria e un esempio. Ai familiari invio le mie più sentite condoglianze“.

Julio Sergio, rinnovo in vista

 L’articolo della Gazzetta dello Sport:

Contatti e contratti. Una lettera in più, in questo caso la R di Roma, fa la differenza. E che differenza: i contatti sono quelli per ora fer­mi tra Roma e Brasile sulla questione delle con­vocazioni di Doni e Juan. I contratti, anzi il con­tratto, riguarda invece Julio Sergio. Il cosiddet­to «terzo miglior portiere del mondo» — defini­zione storica di Spalletti — ha dimostrato di sapersela cavare bene come titolare: le 7 parti­te giocate dopo tre anni vissuti ai margini certi­ficano che questo calciatore è affidabile. La Ro­ma vuole prolungargli il contratto, in scadenza nel 2010. Julio Sergio guadagna poco rispetto agli standard della Roma: non sarà difficile tro­vare un accordo.
Doni e Juan La federazione brasiliana non ha ancora risposto al fax inviato domenica dalla Roma, in cui si dichiara che i due giocatori non stanno bene e devono essere curati a Trigoria. Il silenzio della Seleçao fa pensare male. I due giocatori, Doni in particolare, vogliono rispon­dere alla convocazione: secondo il program­ma, devono presentarsi domani a Doha, nel Qa­tar (il Brasile giocherà contro l’Oman).

Dunga: “Datemi Doni e Juan”

 L’intervista del ct del Brasile Carlos Dunga al Corriere dello Sport:

Dunga, ma lei vuole Doni e Juan con sè e a tutti i costi, anche se sono in­fortunati?
«Non c’è nulla di strano. Affrontiamo queste due amichevoli ( Inghilterra e Oman, ndr) in altrettante date Fifa e, quindi, ci atteniamo al protocollo uffi­ciale».
Ma i due giallorossi non hanno gioca­to l’ultima partita di campionato e sono infortunati da tempo.
«Nessuno lo nega. Nulla di più facile che, come è accaduto in altre occasioni, i giocatori vengano visitati dal nostro staff medico e poi vengano rispediti a casa».
Quindi si tratta di una prassi abituale.
«Certo, è stato convocato anche Ro­binho nonostante abbia dei problemi».
Diego vuole fare bene, benissimo con la Juventus per convincere Dunga.
«Vedremo, per le prossime sfide del­la Selecao le convocazioni sono già sta­te fatte. Ce ne saranno altre».

Juan in bilico: scambio con Van Nistelrooy

 Dalle colonne di Leggo viene rilanciata l’ipotesi dello scambio tra Roma e Real Madrid: Juan alle merengues, Van Nistelrooy in giallorosso. L’articolo:

Sedici milioni di euro, grosso modo. Era il prezzo pattuito tra Roma e Real per il trasferimento di Juan in Spagna quest’estate. Nelle strategie di rafforzamento il pezzo grosso da cedere dalla società era stato individuato nel centrale brasiliano, che aveva lasciato anche la procura di Alessandro Lucci, manager di casa a Trigoria. Inizialmente, come riporta oggi Il Romanista, a partire sarebbe dovuto essere Philippe Mexes, ma la popolarità del francese ha presto fatto cambiare idea a Rosella che infatti pubblicamente dichiarò «Phil incedibile».

Sensi-Unicredit, primo round. Il futuro però rimane buio

 L’articolo del Romanista:

Il primo round, s’è consumato ieri. Primo faccia a faccia tra Unicredit e Italpetroli, che sono tornati a parlarsi dopo tanto tempo. L’ultimo contatto diretto risaliva a qualche mese fa, quando nacquero gli attriti tra il vice di Profumo, Paolo Fiorentino e Rosella Sensi. La banca e la holding di cui la stessa banca è sia socia al 49% sia creditrice per più di 300 milioni di euro, sono tornati a parlarsi tramite avvocati. Massimo riserbo fino a ieri sera
sull’esito dell’incontro, che ha visto da una parte, Unicredit, gli avvocati Francesco Carbonetti e Valerio Di Gravio (socio dell’avvocato Cappelli nello studio Grimaldi), dall’altra Agostino Gambino e Romano Vaccarella. I primi due, per conto di Unicredit, hanno fatto sapere che non intendono prendere in considerazione l’ipotesi di un arbitrato per risolvere la situazione debitoria di Italpetroli.

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