Da La Gazzetta dello Sport:
C’era una volta in Norvegia. Un giorno, forse, quando si parlerà dei grandi difensori della Roma si guarderà lassù, il paese dei fiordi, dove il 24 settembre 1980— anche lo scrittore Antonio Tabucchi, il politico Claudio Martelli, l’ex calciatore Marco Tardelli e il laziale Cristian Ledesma sono venuti al mondo il 24 settembre — è nato e cresciuto John Arne Riise. Una stagione e mezza con la maglia giallorossa e già mezzo piede nella storia del club. Ha segnato 9 gol, finora, entrando nella top four dei difensori bomber. Nela, a quota 19, comanda la classifica. Poi Candela con 15 e Aldair con 14. Poi, lui. Riise. «Non mollo mai» Thunderbolt, «folgore», come è soprannominato, si presentò così il giorno dello sbarco a Roma, il 19 giugno 2008: «Sono uno che non molla mai. Mi piace il gioco maschio, corro molto e faccio tutto per la squadra». Quattro frasi per farsi volere subito bene ed entrare nel solco tracciato dal terzino sinistro— allora si diceva così — forse più amato della storia romanista: Sebino Nela. Un altro come lui, soprannominato « Hulk » , uno che non mollava mai e giocava bene spesso, costretto a fermarsi solo quando in un Roma-Sampdoria si ruppe un ginocchio. Quell’infortunio costrinse Nela a restare fuori un anno. Antonello Venditti gli dedicò la canzone Correndo correndo. Riise è su quella strada. È un combattente. È potente.


Le tifoserie di Napoli e Roma, un tempo gemellate, stanno vivendo questi ultimi anni all’insegna di una rivalità sempre più crescente e fatta di gesti d’una violenza inaudita. A sancire la fine dell’amicizia sugli spalti, una data che i tifosi più adulti non hanno certo scordato: il 25 ottobre 1987. Ne riprende l’argomento La Gazzetta dello Sport in edicola stamane:
Napoli-Roma. “La mentalità di una squadra è vincente quando vince e perdente quando perde“. E’ un Ranieri lineare, quello che chiede alla sua squadra di uscire dalla sfida del San Paolo con la testa della grande. Di fronte all’emergenza infortuni (Totti, Toni e Pizarro out, Julio Sergio ancora in dubbio) il tecnico non si scompone. E lancia un segnale importante: “Dire adesso che lo scudetto della Roma sarebbe il secondo posto è sbagliato, il consuntivo lo faccio alla fine“, il grido di battaglia di Claudio da San Saba. Che di fronte a due impegni delicati, come quelli con il Napoli (domani) e con il Milan (tra sette giorni), non vuol sentir parlare di “calcoli”: “Noi dobbiamo continuare, abbiamo davanti una squadra ad un punto e vogliamo riprenderla. Dobbiamo tenere lontane le squadre che ci stanno dietro. Non firmo per nulla, non firmo per due pareggi: io gioco per vincere, me la gioco, poi vediamo come si mettono le cose“.
Claudio Ranieri parla da Trigoria nel corso della consueta conferenza stampa della vigilia di campionato: domani al San Paolo c’è Napoli-Roma, ovvero una gara talmente delicata da prenderla con molle e pinze. Ripartire dopo l’eliminazione di Europa League per mano del Panathinaikos in seguito a 180′ nel corso dei quali la Roma ne ha disputati 170′ da grande squadra e 10′ da dimenticare in fretta. Proprio quello scampolo di tempo, tuttavia, ha decretato l’interruzione anzitempo dell’avventuar europea dei giallorossi e messo un freno alla striscia di risultati utili consecutivi inanellati dal testaccino. La carne al fuoco è tanta, Ranieri dà risposte inequivocabili.
Da Il Romanista:
Da Il Corriere dello Sport:
Da Il Corriere della Sera: