«Là dietro ho tre titolari», dice spesso Ranieri. E lo dice non senza un pizzico di vanto. Perché tre titolari, tre così forti soprattutto, là dietro in questo nostro benedetto Belpaese non ce li ha nessuno. Mexes, Juan e Burdisso. Il bello, il brutto (è una forzatura, ovvio: Juan è il sosia magro di Denzel Washington) e il cattivo, il “Bandito” Burdisso.
Redazione
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As Roma: futuro incerto
«A me non risulta, ma tutto è possibile. I giochi sono ancora aperti». Non è esattamente un’affermazione «forte», ma a Roma ha fatto lo stesso molto rumore. Soggetto: il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. Oggetto: la possibilità, ventilata da un sito Internet, che ci sia una cordata guidata da Rosella Sensi per l’acquisto della As Roma. O meglio, per riprendersi la società da UniCredit. L’ipotesi è quanto meno improbabile, ma indicativa di una situazione di assoluto caos.
Roma, mercato gennaio: un risparmio di 10 milioni?
Dieci milioni di euro lordi. Euro più, euro meno. Sono quelli che la Roma potrebbe risparmiare se nel mercato di gennaio le cose dovessero andare come sperano in società. Se cioè i tanti giocatori in esubero dovessero fare le valigie e lasciare Trigoria. E stiamo parlando soltanto di operazioni da zeroazero, senza cioè nessun introito per il costo dei cartellini, perché se si riuscisse anche nell’impresa di “piazzarne” qualcuno a titolo definitivo, allora salterebbero i tappi delle bottiglie di champagne.
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Scambio Baptista-Sculli?
Qualcosa si muove. Non c’è il cash, ma a Trigoria ci sono diversi giocatori che potrebbero fare al caso di io do un giocatore a te, tu dai un giocatore a me. La notizia, in questo senso, arriva da Genova, precisamente dall’ambiente Genoa e racconta che Giuseppe Sculli è pronto a dire sì alla Roma. Notizia, peraltro, che non è neppure un inedito assoluto, visto che l’estate scorsa il nome dell’esterno in più di un’occasione, a ragione, fu fatto come possibile obiettivo della società giallorossa. Ora pare proprio che ci risiamo.
Ranieri “chiama” Behrami
«Proveremo a fare quello che non ci è riuscito in estate». Più chiaro di così, lunedì, Ranieri non poteva essere: la campagna di rafforzamento invernale della Roma passerà dalle cessioni. Sembra un paradosso ma in realtà non lo è. Il tecnico ha a disposizione una rosa extralarge composta da 29 elementi: 4 portieri, 11 difensori, 7 centrocampisti e 7 attaccanti. Questo vuol dire che ogni gara una squadra intera finisce in tribuna. Anche così si spiega il turnover esasperato che ha portato il tecnico a schierare 24 formazioni diverse in altrettanti gare ufficiali dall’inizio della stagione.
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Addio Bearzot: con quella pipa fumavi saggezza…
Da un poderetto al podio più alto di un Mondiale servito a fare gli italiani ancor più di quanto siano stati capaci politica e tivvù. Emblema di un’esistenza vissuta in costante crescendo, la carta di identità: nascere ad Aiello del Friuli, spegnersi a Milano. Enzo Bearzot lo hanno raccontato, lo raccontano e lo racconteranno ancora pozzi di conoscenze specifiche che hanno avuto piacere e fortuna di condividere, col grande vecio, se non aneddoti e circostanze, quantomeno contesto e generazione. Passato a miglior vita da poche ore, per Bearzot si sono già spesi migliaia di grazie. Prima di notte saranno milioni. Per i modi, per la classe, per lo stile e l’eleganza di chi non ha mai sbagliato tempistiche e modalità. Fugge via la vita di chi ha potuto vivere a lungo e con pienezza: si è spento alla dignitosa età di 83 primavere accumulate. Ferro e temperanza, si dice del Friuli: sta per concretezza, sta per pragmatismo. Terra di confine in cui si impara a crescere con ordine e rispetto: quello di un’umanità con caratteri distinti ma pure – aiuta, aiuta – quella di una delimitazione geografica che suggerisce di assimilare il messaggio. Stare al proprio posto, un piede a oriente sta la Slovenia, un piede più in alto e finisci in Austria. Dall’alto a destra, poi, guardi di sotto: visuale di tutto privilegio per decidere in fretta. Restare, partire. Temprati e fieri, per molti restare è un dovere. Qualcuno, in verità, partì. Ma partì col Friuli nell’epidermide.
Alemanno: “Una cordata Sensi? Tutto è possibile”
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