Una notte da lupi

di Redazione Commenta


Dal Corriere dello Sport:

Francescoooo, Tottiii. Francescoooo, Tottiii. Francescoooo, Tottiii. Tre volte, tre urli, tre gol, lo speaker infiam ma l’Olimpico, l’Olimpico grida più forte di quanto un tifoso tedesco abbia mai visto in vita sua, la Roma mette la mandibola avanti. E’ fatta, è andata, è vinta. E improvvisa­mente quello che sem brava minaccioso e terribile diventa soave e liberatorio come solo certi arcobaleni che arrivano dopo un nubifragio. Chissà cosa può succedere in uno spogliatoio dopo che il Bayern Monaco, che è una squadra formidabile, ti ha preso a pallonate per un tempo. Qualcosa di importante, sicuro. Sembrava una catastrofe: due pugni in faccia di un attaccante micidiale come Gomez, 14 gol nelle ulti me 10 partite, con Menez, Vucinic, Borriello, De Rossi che non sapevano dove andare per trovare un po’ di verve. C’era la sensazione, insomma, che si stesse ripetendo la storia di 25 anni fa, con il Bayern padrone di Roma e i romanisti costretti a consolarsi con il «Che sarà sarà»delle sconfitte nobili. Invece dopo l’in tervallo, grazie anche agli aggiustamenti tattici di Ranieri che ha spostato Menez sulla destra e Vucinic sulla sinistra co prendo meglio le fasce, è avvenuta una rimonta da segnare sull’almanacco: mai la Roma aveva battu to il Bayern. Che era già qualificato ma di sicuro non ha regalato niente, come Van Gaal aveva promesso.


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