Totti: “La Supercoppa la nostra rivincita”

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 Dal Romanista:

«Gioco ancora 4 o 5 anni, così qualcuno si ammazza». Scherza Francesco Totti nel corso di una lunga intervista rilasciata a Roma Channel nel penultimo giorno di ritiro a Riscone. E’ pronto alla battuta il capitano, come sempre. Ma si fa anche serio quando si parla del deferimento ricevuto per le dichiarazioni sull’Inter in conferenza stampa e quando fissa gli obiettivi stagionali. Obiettivi raggiungibili soprattutto se la Roma avrà a disposizione il miglior Totti, come quello in gran forma che si è visto a Riscone.
Quali sono le tue condizioni fisiche?
Sto bene, durante la vacanze ho lavorato. L’importante era mantenere il peso, perché con il mio problema al ginocchio è fondamentale controllare il peso. E’ la cosa più importante. Ora sto quasi 2 chili sotto, perciò se sto bene fisicamente posso fare grandi cose.
Sempre più spesso la gente parla di Totti per farsi pubblicità. Sinceramente ci ho fatto caso, perché ogni volta che faccio una dichiarazione c’è sempre qualcuno che ci deve mettere bocca. Fino a un certo punto va bene, ma quando si va oltre dà fastidio.
E’ arrivato il deferimento. Sulle tue parole c’è voglia di cercare per forza la polemica? Io ripeto quello che ho detto: ho fatto i complimenti a una squadra che ha vinto tutto, penso che era giusto fargli i complimenti. Poi la battuta sugli scudetti… ho ripetuto la frase del frate. E poi è uscito questo deferimento in poco tempo. Anzi a tempo record. Non ho detto nulla di compromettente. Poi sappiamo la rivalità che c’è con l’Inter. Però ho un rapporto buonissimo con quasi tutti i giocatori nerazzurri. Loro hanno capito quello che ho detto e sicuramente non se la saranno presa.
Simplicio e Adriano possono colmare il gap con l’Inter?
Sì, sono due giocatori fondamentali. Due che farebbero bene a qualunque squadra. Ce li abbiamo noi, possono dare un grande contributo per arrivare fino in fondo. Adriano è un ragazzo timido, riservato, buonissimo. Uno veramente alla mano. E’ normale che ancora si debba inserire. Però piano piano cercheremo di farlo sentire a suo agio.
Le differenze tra il gruppo di quest’anno e quello dello scudetto del 2001.
Quelli di allora erano giocatori differenti, ma anche quello dello scudetto era un grandissimo gruppo. Anche perché quando si vince vedi tutto positivo. Quello di quest’anno può competere con quello dello scudetto: grandi giocatori, grandi persone che remano tutti dalla stessa parte, danno tutto per la maglia.
E’ il tuo 19esimo ritiro
. Sono tanti, speriamo di farne altri 4 o 5.
Quindi giocherai ancora per 4-5 anni?
Se sto bene fisicamente, si. Pure di più. Così qualcuno si ammazza.All’Inter è arrivato Benitez. Non cambia molto, perché è un grande allenatore. Ho parlato con Aquilani e mi ha detto che Benitez è una brava persona. Credo che riuscirà a compattare un gruppo fatto di grandi giocatori che vorrranno fare bene anche quest’anno.
Il tridente Totti-Adriano-Vucinic, più Menez. Potete giocare tutti insieme?
Menez ha delle doti che difficilmente trovi sui campi di gioco. Tutti e quattro insieme? E’ chiaro che per i centrocampisti è dura, devi correre il doppio. Però se ci ha giocato l’Inter possiamo farlo anche noi. Poi dipende anche dalla partita, dal momento. Da come stiamo fisicamente. E’ un modulo da valutare, poi deciderà il mister.
De Rossi lo hai sentito?
L’ho sentito prima del ritiro, era abbastanza stanco. Speriamo che ricarichi le pile nel migliore dei modi e che ci possa aiutare ad ottenere quello che vogliamo.
Cosa volete? Scudetto o Champions? La Champions è l’unico trofeo che mi è rimasto da conquistare. Quindi sinceramente tra i due scelgo la Champions. Però sappiamo pure che è molto più difficile del campionato. Ma se stiamo tutti bene sappiamo che possiamo giocarcela con chiunque.
Hai detto che con Ranieri avete un rapporto schietto. Lui nel derby ha dimostrato di avere gli attributi.
E’ stato fortunato… (ride, ndr). Però è stato pure bravo. Non penso che un altro allenatore avrebbe fatto quello che ha fatto lui. Il campo gli ha dato ragione e siamo riusciti a vincere. E quella era la cosa principale. Poi è successo quello che nessuno si aspettava.
Dei tuoi compagni su chi scommetteresti quest’anno?
Io punto su Mexes, perché lo scorso anno ha avuto tanti piccoli problemi e non è riuscito ad esprimersi come voleva. Quest’anno ha grande voglia di dimostrare quello che è lui: un grande giocatore, un grande professionista. Uno veramente attaccato alla maglia. Phil va appaludito per quello che ha fatto e per quello che farà. Oltre a lui ci sono alcuni giocatori come Perrotta, Pizarro e Taddei che sentono veramente questa maglia come una seconda pelle. E’ come se facessero parte della romanità, perché dopo tanti anni che stai a Roma ti abitui alla città, alla gente. Nel corso del tempo anche loro hanno avuto qui dei problemi calcistici. Ma con la forza di volontà ne sono usciti alla grande e hanno dimostrato di essere attaccati alla maglia.
Delle altre squadre, chi si è maggiormente rinforzato?
Mah, penso la Juve. Ha fatto 2 o 3 acquisti buoni. Ma l’anno è lungo e può succedere di tutto. L’importante è che noi partiamo col piede giusto.
In Champions squadre come il Barcellona sono inavvicinabili?
In questo momento sì, perché sono squadre fuori dal comune. Hanno un organico fortissimo. Barcellona, Chelsea, Real Madrid: sono squadre difficilmente battibili. Ma nel calcio tutto può succedere e questo è il bello.
Altri obiettivi? Oltre a quelli calcistici ci sono quelli della famiglia. Di allargarci…
Nello spogliatoio come vivete la vicenda societaria? La viviamo serenamente, perché prima di partire per il ritiro la presidente ci ha fatto un discorso molto chiaro e lei è sempre al timone della società. Noi cercheremo di sostenerla e di portare la Roma sempre più in alto possibile. In questo momento cerchiamo di lasciarla fuori questa situazione. Noi dobbiamo solo pensare a giocare. Solo giocando possiamo risolvere anche gli altri problemi.
Ranieri ha orari rigidi.
Sì, lui sotto certi aspetti è un tedesco. Ma è giusto, perché per un gruppo rispettare le regole è la cosa principale per ottenere grandi risultati.
Nel futuro cosa diventerai? Allenatore? Dirigente? Diventerò… avoja ancora. E’ il futuro. Ancora penso a divertirmi, a giocare. Perché sto bene e voglio divertirmi e far divertire la gente.
L’ultima sull’affetto dei tifosi. E’ difficile parlarne perché sembra quasi che voglia qualcosa in più da loro o che voglia farli contenti con quello che dico. La gente è sempre pronta, in qualsiasi momento. C’è gente che sta sotto l’albergo fino alle 11 di sera, che guarda quello che facciamo in stanza. E’ una cosa bella. Sappiamo di avere gente innamorata di questa squadra. Cercheremo in tutti i modi di onorarli sia in Italia sia in Europa.
A cominciare dalla Supercoppa.
Sì, ci prendiamo una piccola rivincita.


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