Due filiali del calcio carioca: Roma e Milan, almeno nella decisione di puntare forte su una fitta schiera di brasiliani, si somigliano parecchio. A far la conta, undici calciatori e un allenatore con nascita nello stato sudamericano. Da La Gazzetta dello Sport:
Bianchi e neri. Carioca, paulisti, gaùchos. Poveri o benestanti, prima di arricchirsi col calcio. Cresciuti nelle favelas o in quartieri borghesi. Più o meno religiosi, più o meno intelligenti, più o meno colti. Ragazzi di buona famiglia, tutti casa e campo, oppure viveur. Di sinistra e di destra, progressisti e conservatori. Romanisti e milanisti, ovvio. Comunque, tutti brasiliani, anche se non tutti da Seleçao (incredibilmente, qui Roma batte Milan 3-2). Sono dodici, undici calciatori e un allenatore. Non saranno tutti visibili stasera. Di Pato e dei suoi dolori si sa. Mancini — l’ultimo transitato sulla Roma-Milano, prima di lui il grandissimo Cafu— già pregustava il grande ritorno all’Olimpico, addirittura da titolare, con la speranza di ritrovare l’ispirazione là dove l’aveva persa. Niente, Leonardo gli ha negato la trasferta e il Mancio ha disfatto il trolley. Triste.

Da Il Tempo:
Claudio Ranieri l’ha detto a pieni polmoni: “Sono orgoglioso dei miei ragazzi“. Nella conferenza della vigilia di Roma-Milan, il testaccino è stato prodigo di complimenti nei confronti dei calciatori giallorossi e ha cercato di spronarli attraverso un pubblico elogio. L’articolo de Il Romanista, in edicola oggi, riprende e sviluppa il concetto:
ROMA – La Roma farà il pieno. Domani sera (ore 20.45), la squadra giallorossa affronterà il Milan, allo stadio Olimpico. E «i biglietti per la gara sono esauriti in ogni ordine di posto», ha spiegato la società in un comunicato. Ranieri deve fare i conti con l’assenza di Totti. Anche se Toni, Pizarro e Julio Sergio sono stati convocati, avendo tutti smaltito i rispettivi infortuni. «Vogliamo riprenderci i punti che ci hanno tolto nell’andata», ha detto l’allenatore in conferenza-stampa.
Il volo diretto Roma-Manchester costa a Leonardo l’intera stagione: contro i giallorossi servono punti vitali per difendere secondo posto e non perdere di vista l’Inter (4 lunghezze avanti) mentre la sfida di Champions in casa dello United chiede un miracolo evidente. Leggasi, prestazione dell’anno. Contasse il morale del pre-partita, la Roma avrebbe già stravinto: per l’entusiasmo di una piazza che torna a vestire l’Olimpico della sua presenza (stadio tutto esaurito con due guiorni di anticipo) e per l’effetto assolutamente positivo – diremmo devastante – che hanno prodotto i ritorni inattesi di David Pizarro e Luca Toni. Oltre a Julio Sergio, certo, cui il tifo capitolino ha affidato senza neppure pensarci sopra una titolarità perenne: vuoi per l’incerto Doni del periodo, vuoi per lo straordinario Bertagnoli del momento. Il morale, tuttavia, non dispendia punti in maniera preventiva. Ovvio, aiuta.