Mirko Vucinic: solo gol presanti

 Da Il Romanista:

Quando segna lui, la Roma vince. Con rarissime eccezioni. Quest’anno è successo in dieci delle tredici gare in cui Mirko Vucinic ha iscritto il suo nome nel tabellino dei marcatori; due volte (al Meazza con l’Inter e al San Paolo col Napoli) è finita in parità e solo una volta, ad Atene col Panathinaikos (ma quando è uscito lui il punteggio era in parità), la Roma è uscita sconfitta dal campo.
E’ un bel portafortuna MirkoVucinic, oltrecheuncavallodirazza, e segna gol pesantissimi. Quello di Bari è stato il suo quindicesimo stagione, comprese le coppe: gol che sono valsi alla Roma 32 punti totali, 20 solo in campionato.

Biglietti Lazio-Roma: oggi inizia la prelazione

 Da Il Romanista:

I primi biglietti del derby saranno stampati alle 10 nei Roma Store e nelle ricevitorie Lottomatica. Parte oggi, con la prelazione per la Curva Sud, il conto alla rovescia per Lazio-Roma del 18 aprile. A differenza degli anni passati, chi ha la tessera in Curva e Distinti Nord stavolta non potrà comprare i tagliandi delle due tribune. Ma solo quelli, rispettivamente, di Curva e Distinti Sud.

Pizarro che mi ricordi Bitossi, tu il Pek e lui Cuore Matto

 PIZARRO E BITOSSI. David Pizarro mi ha sempre ricordato Franco Bitossi. Indimenticato ciclista degli anni a cavallo tra il ’60 e il ’70. Mentre vedo volteggiare quello in mezzo a un rettangolo verde, mi torna alla memoria la pedalata di Cuore Matto. Lo chiamavano così, il toscanaccio. Per quella fastidiosa e sempiterna aritmia che ne ha condizionato il rendimento per tutta la carriera. Si dice che derivasse da un problema di natura psicosomatica. A Bitossi gli cominciavano le palpitazioni a palla proprio quando stava per giocarsi la vittoria: più gli altri rimanevano dietro, più le gambe lo spingevano avanti agli altri e più Cuore matto cadeva vittima di crisi cardiache dovute all’avvicinarsi del traguardo. Me lo richiama alla memoria, tutte le sacrosante volte, proprio il Pek. Centrocampista di classe sopraffina a cui la genetica ha dato in dote mezze qualità fisiche.  Pare un piccolo uomo se messo a confronto con i vatussi che popolano il contesto calcistico. Prima ancora dell’impulso di gridarne il nome a squarciagola, ti viene quasi di prenderlo in un palmo e tutelarne l’integrità fisica. Di fronte alle proprie debolezze – Pizarro e Bitossi – somigliano tanto a quei contesti paesaggistici di periferia. Stonano con l’idea di maestosità tipica delle grandi metropoli, non rispecchiano la perfezione di chi vince e infiamma i cuori a prescindere.
AFFINITA’ SELETTIVE. Sembrano affini alla geografia
che propone i modelli dell’hinterland, figli di una provincia dove occorre sudare per emergere. Cuore Matto e Piccolo Grande Uomo messi a nudo sono personaggi speculari: onesti per necessità prima ancora che per virtù. La malattia, la gracilità. Uno tachicardiaco – col vezzo del ciclismo – e l’altro in miniatura – con la passione per il calcio. Paiono figli di una delle periferie di cui è pieno il mondo. In provincia i segreti hanno vita breve. Perché i confini si rimpiccioliscono, le distanze si assottigliano, la demografia si snellisce e – di rimando – viene sempre più facile conoscere quel che ti sta intorno. La provincia dei paesaggi a misura d’uomo e di “quel tanto che basta”, di una mutualità reciproca e dell’interscambiabilità. Conta la società, in contesti del genere, prima ancora delle caratteristiche individuali. Bitossi viene proprio da lì: Carmignano di Brenta, paesino del pratese che oggi conta meno di 20 mila anime. Pizarro è nativo di Valparaiso che – con i suoi 275 mila abitanti – tutto è meno che un paese di periferia: paga, tuttavia, lo scotto di stare nel mezzo del Cile, a sua volta imbrigliato nei confini dell’America Latina. A cui, da sempre, siamo abituati a mettere sulle spalle il mantello di un contesto arretrato, di una società ancora poco sviluppata (vi consiglio in tal proposito di leggere i libri di un profondo conoscitore dell’America del Sud, Eduardo Galeano). Da un lato il progresso altrui, dall’altro la conformazione oggettiva: accade così che Valparaiso e Carmignano diventino simili più di quanto lo siano realmente.
BITOSSI. A me, il Pek, ha sempre ricordato Franco Bitossi.
Ovvero, uno che in salita non si fermava mai e che riusciva a essere decisivo proprio quando il percorso si faceva difficile, tortuoso, impennato. Ti rimangono dentro, personaggi del genere, anche perché Cuore Matto, oltre a dover battere le proprie stesse limitazioni si trovò per beffa della sorte a fare il ciclista professionista nello stesso periodo in cui le scene della bicicletta erano dominate da Eddy Merckx. Il Cannibale. Fate un po’ voi.

Arbitri: dopo Calciopoli è rimasto solo Rosetti (ricordate Milan-Roma 2-1???)

 Da La Repubblica:

Un grande mercato. Ecco cos’era. I telefoni erano bollenti, in quegli anni di Calciopoli. Nel suo libro, “Sono morto una notte di luglio”, Paolo Bergamo, ricorda che “i numeri di telefono dei designatori erano noti alla Lega e quindi a tutti i presidenti di società che potevano chiamare in qualsiasi momento perché i regolamenti di quegli anni non lo vietavano… Le telefonate erano tante e di differente provenienza. Immancabilmente riguardavano i presunti errori o torti subiti…”. Chiaro, che telefonare non era (non è) reato. Bisogna vedere cosa si dice: se ci sono pressioni indebite, minacce, eccetera. Se si usano, e perché, schede segrete per non farsi intercettare. Quello che i pm di Napoli cercano di fare, di districarsi fra 150.000 intercettazioni note e meno note, alcune non trascritte e che, magari, sarebbero servite, eccome, alla giustizia sportiva qualche anno fa. Il 13 aprile riprende il processone a Napoli: usciranno, nel frattempo, altre intercettazioni. Gli avvocati di Moggi ci stanno lavorando, con alcuni periti. “E saranno-garantiscono-intercettazioni ancora più consistenti…”. E’ stata tirata in ballo anche l’Inter, che prima non compariva mai: anche Moratti e Facchetti parlavano con Bergamo.

Morabito: “Inter più forte, Burdisso è ingrato”

 Vincenzo Morabito, meglio noto come uno dei procuratori italiani più noti nel panorama calcistico. L’agente ha preso la parola per parlare del campionato attuale: lo ha fatto in maniera trasversale. 360 gradi per svariare dal mercato allo scudetto, passando attraverso eventuali crisi e ipotetici rafforzamenti. Ecco il pensiero di Morabito, intervenuto a tuttomercatoweb, che non manca l’occasione per tirare la frecciatina del caso a Nicolas Burdisso reo di aver mostrato ingratitudine nei confronti dell’Inter.
SCUDETTO. “
L’Inter è superiore come rosa e come struttura rispetto alla Roma e al Milan. I nerazzurri hanno però campionato e Champions League, inoltre mi sembra che vi sia una generale antipatia sfrenata nei confronti di Mourinho. Ci sono stati episodi che hanno destato stupore, l’Inter dovrà faticare perché le avversarie si impegneranno e bisognerà vedere se il campionato sarà regolare, cioé se le squadre che sono a posto con la classifica faranno il loro dovere fino alla fine “.
ROMA.Sappiamo che non ha grosse risorse da impiegare sul mercato. E’ ovvio che l’eventuale qualificazione diretta alla Champions darebbe qualche fondo in più. Negli ultimi mercati la Roma è stata alla finestra e paradossalmente il calciomercato lo ha fatto grazie all’Inter, penso a Burdisso. Lui, nello specifico, credo abbia esagerato con l’ingratitudine verso la società di Moratti“.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.