Roma-Atalanta: tifosi in 50 mila e se la Fiorentina…

 Da Il Romanista:

E’ inevitabile. Da domani saremo costretti a modificare la titolazione. Basta con Tutti allo stadio per l’Atalanta, da oggi dovremo fare una cosa tipo tutti in tribuna. Per forza. Nel tardo pomeriggio di ieri sono finiti i biglietti di Curva e Distinti Nord. Tutti i biglietti. Restano ancora migliaia di posti in Tevere e in Monte Mario. Ieri, secondo fonti interne alla società, eravamo a circa 50mila romanisti.
La sensazione è che entro domenica toccheremo la vetta, assolutamente impensabile mesi fa per un qualsiasi Roma-Atalanta, dei 60mila spettatori. Se non di più. Perché la verità è che questi sono dati assolutamente parziali. E non perché non siano corrispondenti al vero o perché ci sono ancora due giorni e mezzo a disposizione per acquistare i biglietti. Ma perché fanno i conti solo con la realtà e non con l’immaginazione. Ipotizzate che domani sera il campionato faccia il suo corso (regolare).

Roma-Atalanta: Mutti fa la conta degli assenti

 Da Il Romanista:

Problemi a non finire per mister Lino Mutti, a tre giorni dalla trasferta dell’Olimpico con la Roma. All’allenamento di ieri mattina, presso il quartier generale di Zingonia, non hanno preso parte in cinque: Garics, Talamonti e Bellini, oltre a Ceravolo e Chevanton. Nessuno di loro sarà in grado di recuperare in tempo per domenica pomeriggio. In pratica, contro gli uomini di Ranieri, l’Atalanta avrà grosse difficoltà ad assemblare un quartetto difensivo all’altezza della situazione. In particolar modo nel settore centrale. Nel corso della seduta, che ha visto in programma un test amichevole senza punteggio con una selezione del settore giovanile, il tecnico ha provato Bianco e Pellegrino in mezzo, impiegando anche Capelli nel ruolo di terzino destro e Manfredini sulla sponda mancina.

Attenti alle piccole

 Da Il Tempo:

Ranieri non dimentica. Sa bene, come tutti i romanisti, cosa significa perdere uno scudetto per colpa di una «piccola». È già successo. Troppe volte. A un romanista basta dire la parola «Lecce» e non c’è bisogno di aggiungere altro. Domenica all’Olimpico arriva l’Atalanta in versione ultima spiaggia e una lezione di storia ai giocatori può aiutare il tecnico, impegnato in queste ore a tenere alta la concentrazione del gruppo.
Un filo conduttore unisce tutti gli scudetti della Roma svaniti negli ultimi venticinque anni: una battuta d’arresto contro un avversario alla portata, sempre nel bel mezzo di una splendida rimonta. Bella e intensa come quella che la banda di Ranieri sta vivendo nel presente. Tutto è iniziato quel maledetto 20 aprile 1986, giallorossi appaiati in testa al campionato alla Juventus con 41 punti a testa dopo un recupero fenomenale, per la penultima giornata all’Olimpico si presenta un Lecce già condannato alla serie B, ultimo in classifica con soli 15 punti.

Roma-Atalanta: Totti vuole il gol

 Da La Repubblica:

Alla ricerca del gol. Sembra strano pensare che sono praticamente quattro mesi che Francesco Totti non segna. Per la precisione, dal 23 gennaio 2010, dal rigore realizzato alla Juventus a Torino. Complice un´annata che l´ha visto fermarsi per ben tre volte, il capitano ha concentrato le sue reti nella prima parte della stagione, consentendogli, nonostante i tanti guai fisici, di portarsi a 10 gol in campionato.

Roma-Atalanta: ballotaggio Mexes-Juan e Taddei-Perrotta

 Da Il Romanista:

Ranieri deve fare i conti con l’allarme Juan in vista di Roma-Atalanta. Ieri mattina, a tre giorni dalla sfida con i bergamaschi, il capitano della Seleçao è stato costretto a lavorare solo in palestra per un risentimento ai flessori di una coscia, accusato nelle battute finali della seduta di mercoledì. Il problema è di lieve entità, una semplice contrattura, ma considerata l’importanza del numero 4 e il momento delicato della stagione, a Trigoria vogliono andarci con i piedi di piombo. Oggi l’ex Leverkusen sarà sottoposto ad un controllo da parte dello staff medico, poi si deciderà se farlo rientrare subito in gruppo o attendere la rifinitura di domani.

Roma-Atalanta, Ranieri: “Niente distrazioni”

 Da Il Messaggero:

«Niente distrazioni». Il messaggio, diretto e inequivocabile, è di Claudio Ranieri, guardando in faccia i protagonisti della splendida rimonta che sta spaventando l’Inter con un vantaggio ormai minimo, solo 1 punto. Quasi un avvertimento agli interlocutori interessati prima di un weekend che può risultare decisivo nella corsa per il titolo.
Meglio cautelarsi in anticipo, conoscendo alcune sbandate giallorosse, le più recenti e quelle più dolorose del passato. Poche parole, efficaci, rivolte dal tecnico di San Saba ai giocatori della Roma prima di iniziare il lavoro. Intervento mirato: martedì non gli era piaciuto l’atteggiamento della squadra nell’allenamento di martedì.

Menez ha la fiducia di Ranieri

 Da La Gazzetta dello Sport:

L’abbiamo scampata bella. Visto il repertorio di critiche e ironie che gli sono piovute addosso nei primi venti mesi di soggiorno a Roma, se Jeremy Menez fosse stato in qualche modo parente con Nicola Sarkozy e avesse potuto beneficiare delle furie presidenziale in stile Elise, i licenziamenti dei giornalisti non farebbero più nemmeno notizia.
Ma il vento è cambiato e così il talento francese -classe 1987 proprio come Benzema, Nasri, Ben Arfa, le tre speranze del calcio transalpino- adesso ha conquistato la piazza e si trova ad essere l’asso nella manica della Roma a caccia dello Scudetto, tanto più che adesso Claudio Ranieri si è votato al tridente offensivo.

Capello: “Ranieri bravissimo, sarà lo scudetto dei rimpianti”

 Da Il Messaggero:

Partiamo della caduta delle inglesi? «No, meglio di no. Non è un argomento interessante». Svicola Fabio Capello, ct della nazionale d’Inghilterra. E’ a Londra. Non può esporsi oggi, lo farà presto. Meglio spostarci sul nostro campionato. Lo scudetto, roba per tre.
O per due, Capello?
«Tre».
Senza dubbi?
«E’ una lotta punto a punto fino alla fine. E’ il campionato dei rimpianti. L’Inter ha perso molti punti; la Roma ha il pareggio di Livorno sulle spalle; il Milan ha bruciato due set point. Per questo restano tutte e tre in corsa. Basta un piccolo passo falso e si decide tutto».
C’è una favorita?
«No. Certo, la Roma mi sembra la squadra maggiormente in salute».
Che sentimento prova in questo momento: nostalgia, invidia? Vorrebbe essere uno tra Mourinho, Ranieri o Leonardo per godersi in prima persona questo rush finale?
«Assolutamente no. Ho un mondiale a cui pensare».Si dice: l’Inter ha la fatica in più della Champions. «Lo credo bene».
Ma arrivare in fondo a una competizione così importante, non dà una maggiore spinta psicologica?
«Senza dubbio. Però ti toglie parecchio da un punto di vista nervoso, della concentrazione. Si bruciano energie.

Doni in partenza: mezza Europa cerca un portiere

 Le sue ottime prove hanno portato a blindare quello che Spalletti chiamava il miglior terzo portiere del mondo. Julio Sergio si è preso la porta della Roma e non la vuole lasciare più. Da Il Romanista:

Ne ha fatto le spese l’ex titolare, cioè Doni. Che andrà al Mondiale a fare il dodicesimo di Julio Cesar ma che ha ormai perso il posto in giallorosso. Sembra difficile che Doni, che mal sopporta questa situazione, possa rimanere un’altra stagione a Roma a fare il secondo.
Non lo vuole lui, che sta accettando questa situazione solo perché non è questo il momento di fare polemiche, e non lo vuole nemmeno la società, che ha deciso di puntare su Julio Sergio, vuole monetizzare la sua cessione e allo stesso tempo liberarsi dell’ingaggio che è tra i più pesanti della squadra. Doni guadagna circa due milioni netti, più i premi, a stagione: troppo per un dodicesimo.

Vucinic aspetta il Barcellona. Con la Roma nel cuore…

 Mirko Vucinic vede mezza Europa ai propri piedi, ma aspetta la chiamata dall’Olimpo: la cima del monte si chiama Barcellona e attualmente rappresenta l’unico “pensiero” che può distoglierlo dal progetto-Roma. In molti considerano il montenegrino il sostituto ideale di Henry e la possibilità che i blaugrana si facciano avanti è tutt’altro che remota: l’offerta potrebbe arrivare già quest’estate, o al massimo quella successiva. Mirko è innamorato della maglia giallorossa e della Capitale, ma il palcoscenico del Camp Nou lo affascina eccome. Non potrebbe essere diversamente: vale per l’attaccante di Niksic, vale per qualsiasi giocatore del mondo. Con la differenza che Vucinic non è uno qualsiasi e il sogno Barca potrebbe trasformarsi in realtà, scombussolando i piani del club di Trigoria, che almeno per un’altra stagione conta di trattenere il Genio all’ombra del Colosseo.

Calciopoli – Nuove intercettazioni, Moggi: “Moratti e Inter sono dentro fino al collo”

 L’intervista rilasciata da Luciano Moggi a laRegioneTicino:

Insomma, Moggi non molla. Anzi rilancia.
«Avete visto? Altro che cupola: allora non era soltanto Moggi che chiamava Bergamo… Ci son dentro sino al collo anche il signor Moratti e la sua Inter. Tutti sapevano e tutti… facevano. Al processo del 13 aprile ne vedremo delle belle. Le nuove intercettazioni faranno esplodere una bomba, il nostro obiettivo è quello di far luce a 360 gradi su questa vicenda. Dal 2006 ad oggi non è stato detto e scritto tutto: alcuni aspetti sono stati volutamente taciuti. Qualcuno è riuscito a farla franca».

Calciopoli – Nuove intercettazioni, Abete: “Figc non si fa tirare per la giacchetta…”

 Giancarlo Abete chiarisce la posizione della Figc in riferimento ai nuovi scenari legati alle intercettazioni emerse durante il processo per Calciopoli in corso a Napoli:

La Figc non si fa tirare per la giacchetta da nessuno. La decisione di assegnare lo scudetto all’Inter fu presa dal commissario della Federcalcio, Guido Rossi, ma a monte c’era una sentenza della giustizia sportiva che cambiò la classifica, penalizzando alcune squadre. La base di partenza per un’eventuale decisione, anche in futuro, rimane la giustizia sportiva. Certo, voglio conoscere a fondo la questione e capire i motivi della decisione di Rossi, ma non per discuterla bensì perchè è mio dovere farlo“.

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