Da Il Corriere dello Sport:
La figura di Antonio Damato certifica un’alleanza insospettabile tra tifosi: romanisti e juventini sono dalla stessa parte, uniti nell’indignazione. Sotto accusa la performance di Roma-Sampdoria, che ha fatto infuriare Rosella Sensi, ma soprattutto la bandiera dell’arbitro. Che secondo un articolo del gennaio 2002, pubblicato sull’edizione pugliese di Repubblica e ripescato ieri dal sito del giornale, sarebbe un tifoso dell’Inter. Una specie di scoop postdatato o un dettaglio insignificante? LA VICENDA – Nel pezzo, firmato da Giuliano Foschini, non c’è una vera e propria intervista. Succede sempre così quando un giornalista parla ad un arbitro: zero parole virgolettate o quasi, è proibito esprimere un’opinione con un discorso diretto. E Damato all’epoca già faceva l’arbitro.
Da La Gazzetta dello Sport:
Da La Gazzetta dello Sport:
Da Il Messaggero:
ROMA-SAMPDORIA. I festeggiamenti in casa blucerchiata si sono sovrapposti all’applauso dell’Olimpico nei confronti della Roma: mentre Francesco Totti e compagni si lasciavano stringere nell’abbraccio ideale della curva Sud, i doriani sono corsi sotto lo spicchio di Nord nel quale erano assiepate le poche centinaia di ultras della Sampdoria. Un atto dovuto, anche in virtù della conservazione del quarto posto, che lascia coltivare pensieri d’Europa che conta (la piazza a ridosso delle prime tre dà di diritto l’opportunità di partecipare ai preliminari di Champions League) e di un’impresa mica da ridere, considerato il fatto che i capitolini venivano da una striscia utile in campionato di 25 gare. In concomitanza alla gioia blucerchiata, tuttavia, si stava consumando l’attimo di grande amarezza in casa romanista: l’Inter lontana due punti, una sconfitta forse decisiva per frantumare il sogno dello scudetto coltivato (almeno) fino alla quartultima e il dispiacere di aver perduto una partita che i capitolini – lo si dice sempre in questi casi – non perderebbero mai più. Se solo si potesse rigiocare. L’Olimpico è stato in quegli istanti un ossimoro:
Roma-Sampdoria, minuto 40. La gara dell’Olimpico è da ricordarsi non solo per la sconfitta dei gialorossi ma anche per un episodio spiacevole che ha interessato, nel corso del primo tempo, Mirko Vucinic e Simone Perotta. Era il 40′ e Mirko Vucinic, dopo aver raccolto palla sulla tre quarti, si appresta a un tiro frenetico che si spegne a lato. Perrotta si stava accentrando per raccogliere il passaggio. Mai arrivato. Da qui, il diverbio in campo: l’italiano rimprovera il montenegrino. Come tutta risposta, una replica pepata. Ne scaturisce un litigio a distanza ravvicinata che Francesco Totti cerca di sedare immediatamente: lo si è visto in tempo reale, il Capitano, mentre riprendeva il comportamento di Vucinic. La Roma era in vantaggio, l’1-0 è il risultato parziale con cui si è chiusa la prima frazione. Tuttavia, ancor prima della ripresa, sono gli spogliatoi a richiamare l’attenzione. Quel che sull’erba era solo cominciato – una lite, per quanto visibilissima, come ce ne sono tante nel corso di una partita di siffatta importanza – prosegue infatti nel chiuso dello stanzino.
Roma-Sampdoria, Marco Storari migliore in campo. Tra gli artefici della vittoria blucerchiata nella Capitale, come non citare l’estremo difensore doriano, autentico protagonista e autore di una prestazione da mettere in cornice. Il pisano classe 1977 sta mostrando sottto la Lanterna che la rinuncia frettolosa del Milan – titolare del cartellino del toscano fino al gennaio 2010 – nella sessione di mercato invernale. Alla Samp serviva un sostituto all’altezza dell’infortunato Luca Castellazzi, i rossoneri erano nella necessità di sfoltire una rosa ricca di numeri uno (un ripensamento?). Marco Storari ha sfornato, dallo scorso 15 gennaio (data di esordio con i blucerchiati) partite esaltanti concluse con l’apoteosi dell’Olimpico. Un uomo solo a frapporsi tra la Roma e il gol. Soltanto Totti, dopo 14′, è riuscito a fargli male. Dal minuto successivo, il doriano ha parato il possibile e l’impossibile.
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Vincere. Non per forza. Il botta e risposta di Claudio Lotito e Cristian Ledesma arriva a poche ore di distanza. A parlare per primo della prossima gara è il centrocampista biancoceleste che – forse ancora negli occhi il capovolgimento repentino dell’ulimo derby, i pollici versi di Totti, lo scherzo del tifo giallorosso che ha tempestato Formello di immagini raffiguranti il gesto del Capitano – s’è affidato alle pagine del proprio sito. Lazio-Inter? Per vincere. Ma anche no, dice Ledesma, pungolato da un tifoso che gli scrive per chiedere la sconfitta della squadra per “salvare” una stagione. La replica dell’argentino è ambigua: “Oggi è un grande lunedì” dice a mo’ di saluto, prima di fiondarsi nel giudizio sulla sfida contro i nerazzurri. “Sicuramente sarà una bella partita, noi dobbiamo pensare solo a noi stessi, poi come sempre si può vincere o meno“.
Jeremy Menez e Luca Toni sono i primi a prendere la parola dopo la sconfitta interna della Roma per mano dela Sampdoria. I due punti che separano in classifica i capitolini dall’Inter – con tre giornate alla fine del campionato – sono uno svantaggio evidente ma la convinzione in casa giallorossa è quella di provarci fino alla fine. Perchè la storia recente (il 5 maggio 2002 costò agli interisti, proprio contro la Lazio, un tricolore) insegna che vale la pena lottare finchè la matematica non condanna. Sia il francese che l’italiano hanno evidenziato il rammarico mostrando, al contempo, la volontà di non dare nulla per perduto.