La Roma comincia a programmare il futuro. Per quanto riguarda il reparto avanzato, la società giallorossa dovrà decidere se acquisire Toni dal Bayern Monaco in modo definitivo o puntare su un altro elemento. Come l’ex interista Adriano, per esempio, che potrebbe trasferirsi nella capitale in prestito gratuito. Secondo quanto scrive il Corriere dello Sport-Stadio, la Roma avrebbe in pugno il brasiliano, avendo raggiunto un’intesa con il suo procuratore Gilmar Rinaldi.
Arbitraggio Damato, i romanisti si mobilitano: pronta una manifestazione di protesta a via Allegri
I tifosi della Roma si mobilitano. L’arbitraggio di Damato durante
Trigoria, la Roma torna ad allenarsi: Ranieri a colloquio con la squadra
La Roma è tornata a allenarsi a Trigoria dopo la
Toni: “Io e Totti? Possiamo giocare insieme”
Da La Gazzetta dello Sport: Brutto risveglio per Luca Toni
Roma-Sampdoria, Riise: “Colpa mia, noi non molliamo”
Da Il Romanista:
«Sappiamo quello che ci aspetta. Adesso vediamo quello che farà l’Inter». Deluso, ferito, ma non rassegnato, John Arne Riise non ha alcuna intenzione di gettare la spugna. Non è nel suo carattere arrendersi. Non lo ha mai fatto nella sua carriera e neppure nelle 34 partite giocate in campionato in questa stagione. Lotterà fino alla fine perché adesso la cosa peggiore, qualora i nerazzurri dovessero perdere qualche punto per strada, sarebbe non farsi trovare pronti all’appuntamento. E l’unico modo per non avere rimpianti è quello di dare sempre il massimo. John lo ha fatto anche domenica sera, anche se ha sulla coscienza almeno uno dei due gol di Pazzini.
Lazio-Inter, tifosi biancocelesti: “Perdete questa partita”
Da Il Romanista: I tifosi della squadra che dista 31
Barcellona-Inter, Moratti: “Blaugrana fanno pressioni sull’arbitro”
Da Il Romanista: Dare il 100% contro il Barcellona tanto,
Parma-Roma: serve la vittoria, poi si vedrà
Da Il Messaggero:
Roma, su con il morale. Non siamo al ”grazie lo stesso” o alla restaurazione: ricchi al potere, poveri a casa, sempre che l’abbiano. Ci sarà tempo, semmai. La Roma deve avere un’altra idea in testa: vincere a Parma. Il Parma avrà la leggerezza di chi é in pace con la propria coscienza e la Roma il cuore pesante di chi teme di aver deturpato la Gioconda. Ha cinque giorni di tempo, la squadra di Ranieri, per ritrovare la voglia di giocare e convincersi di aver fatto sino in fondo il proprio dovere, che è ciò che si chiede a chi fa sport. Solo dopo aver vinto a Parma, potrà seguire con attenzione ciò che domenica sera succederà all’Olimpico, dove una Lazio quasi salva ospiterà un’Inter quasi scudettata.
Parma-Roma: Ranieri dovrà lavorare sulla testa dei giocatori
Dopo la bruciante sconfitta di domenica contro la Sampdoria, Claudio Ranieri dovrà lavorare più sulla testa che sulle gambe dei giocatori in vista della trasferta di Parma. Da Il Corriere dello Sport:
Il tecnico dovrà svolgere un grande lavoro psicologico in questi giorni perchè per i giocatori è stata una brutta botta. Ranieri da questo punto di vista è molto abile. Lo ha dimostrato anche arrivando a Roma. Ha saputo dare nuove motivazioni a un gruppo che era smarrito. Il tecnico per la partita contro il Parma rivedrà qualcosa nella formazione. In difesa sono stati commessi alcuni errori evitabili. Riise avrebbe bisogno di un turno di riposo, ma Tonetto non gioca una partita intera da quasi un anno.
Da Herrera a Cuper: le speranze della Roma
Da Il Romanista:
A furia di ripetere “non succede, ma se succede…”, eccoci qua, col risultato – almeno per il momento – che probabilmente non succede per davvero. O magari, invece sì. «L’esperienza – sosteneva Ranieri in sala stampa – mi insegna che nel calcio nulla è impossibile». La storia è lì a testimoniarlo. Era la stagione ‘66/67, quando l’Inter di Helenio Herrera e dell’allora presidente Angelo Moratti perse, in meno di due settimane (dal 25 maggio al 6 giugno), Coppa dei Campioni, Campionato e Coppa Italia.
Lazio-Inter, tifosi Roma: “Non vogliamo nessun regalo”
Da Il Corriere della Sera:
Scioccata dall’uno-due di Pazzini, la gente giallorossa prova faticosamente a voltar pagina. Il k.o. subito con la Sampdoria ha lasciato solchi profondi di delusione e amarezza, aspettando un finale che per tanti appare già segnato. La Roma è alle prese con l’elaborazione del suo lutto sportivo, anche se, per lo scudetto, resta una flebile speranza. Luca Toni, ad esempio, pensa alla prossima giornata ma non s’illude: «È stato un brutto risveglio. Ora siamo costretti a rincorrere, l’Inter ha un calendario più facile. Spero che la Lazio giochi al massimo e non posso pensare che esista una combine. Vorrebbe dire che il calcio è finito».
Scudetto Roma: serve un miracolo
Da Il Tempo: Ci vorrebbe un miracolo. Un altro. Come
Damato tifoso dell’Inter: le polemiche non si placano
Da Il Corriere dello Sport:
La figura di Antonio Damato certifica un’alleanza insospettabile tra tifosi: romanisti e juventini sono dalla stessa parte, uniti nell’indignazione. Sotto accusa la performance di Roma-Sampdoria, che ha fatto infuriare Rosella Sensi, ma soprattutto la bandiera dell’arbitro. Che secondo un articolo del gennaio 2002, pubblicato sull’edizione pugliese di Repubblica e ripescato ieri dal sito del giornale, sarebbe un tifoso dell’Inter. Una specie di scoop postdatato o un dettaglio insignificante? LA VICENDA – Nel pezzo, firmato da Giuliano Foschini, non c’è una vera e propria intervista. Succede sempre così quando un giornalista parla ad un arbitro: zero parole virgolettate o quasi, è proibito esprimere un’opinione con un discorso diretto. E Damato all’epoca già faceva l’arbitro.
Quando Ago disse: “Esistono i tifosi di calcio e poi esistono i tifosi della Roma”
Da La Gazzetta dello Sport:
Se il cuore di Dio è giallorosso – è la conclusione cui arrivò Toninho Cerezo guardando la Sud e cogliendo la portata religiosa del romanismo -, non c’è ragione di tanto accanimento. Perché soffrire così? Quali altre colpe dovranno espiare i romanisti prima di vivere in pace? Quanti altri attimi sfuggiranno? Forse il peccato originale da scontare, probabilmente per l’eternità, è il fatto stesso di aver scelto la Roma e di essersene innamorati. Il romanista lo sa e ne fa motivo d’orgoglio, un aspetto della propria «diversità».
Lo disse anche Ago. «Esistono i tifosi di calcio e poi esistono i tifosi della Roma». Lo dicevano in tanti, domenica, uscendo dallo stadio, come se non si fossero aspettati altro.