Luca Toni e la Roma. Lo scudetto. Il futuro – Capitale o Bayern Monaco? – e i Mondiali 2010 in SudAfrica. Pensi all’attaccante e ti viene da collegarlo, specialmente adesso, a una marea di argomenti tutti attuali. Il derby vinto contrro la Lazio, il primo della sua carriera; la voglia di vederlo tornare a segnare; il feeling con Farncesco Totti, tanto evidente fuori dal campo quanto ancora acerbo sul terreno di gioco; le freschissime dichiarazioni di Karl Heinze Rummenigge che ha aperto uno spiraglio all’ipotesi che i bavaresi possano lasciare libero l’ariete di accasarsi dove gli pare. A Luciano Moggi no, perchè – a memoria – con l’ex dirigente bianconero radiato dal mondo del calcio, lui non c’ha avuto nulla a che fare. Parleresti di un sacco di cose, se ce l’avessi davanti. Ma non ce l’hai: allora non resta che fargli visita, in maniera continuativa, sulle pagine del sito uficiale dove, in modo frequente, i pensieri di Luca Toni vengono fuori da soli. Nessuno che gli fa domande, lì, ma solo il reale fluisso della mente di Toni. Oggi, il Campione del Mondo in carica ha evitato di toccare ciascuno degli argomenti appena enunciati, mostrando di avere un solo chiodo fisso. Il Parma. Quasi a dimostrazione del fatto che la determinazione che si respira nello spogliatoio capitolino è la stessa che porta i giallorossi a continuare come sempre. Un passo alla volta. Nessuna sovrapposizione inutile, nessuna fuga in avanti. Il resto, semmai, verrà da solo.
Le finali di Coppa Italia della Roma. Il 2008. Corsi e ricorsi storici: quando i giallorossi e l’Inter si affrontano, specie in questi ultimi anni, vuol dire che in palio c’è quantomeno la Coppa Italia, se non qualcosa in più. In vista dell’ennesima finale, che si giocherà all’Olimpico il prossimo mercoledì 5 maggio, proviamo a rivivere le emozioni della partita che assegnò la Coppa nel 2008, la nona per i giallorossi (record della Juventus eguagliato), con l’augurio che possa essere di buon auspicio. Decisive, in quell’occasione, furono soprattutto le motivazioni: Inter appagata da uno Scudetto appena vinto, Roma delusa da una rincorsa senza esito e certamente più affamata rispetto ai nerazzurri. Eppure, dopo 20’ di sostanziale equilibrio, fu il brasiliano dell’Inter (oggi al Barcellona) Maxwell a costringere il connazionale Doni a un intervento decisivo. Scossa dal pericolo corso, la Roma riuscì a rialzare il proprio baricentro affacciandosi in ben due occasioni nell’area nerazzurra, ma senza creare grandi grattacapi. Al terzo assalto, però, un corner calciato come sempre magistralmente dal sensibile piede del regista cileno Pizarro fu girato spelndidamente a rete, imparabile, da Philippe Mexes, allora certo più decisivo di quanto non sia oggi.
Simone Sini, difensore centrale della Primavera della Roma, è un talento in erba nato il 9 aprile del 1992. Non nuovo a dare man forte, soprattutto nel corso degli allenamenti di Trigoria, alla prima squadra, scalpita e non vede l’ora di esordire nel massimo campionato. L’occasione dell’uomo di retroguardia, che è punto fermo della formazione di Alberto De Rossi, potrebbe anche arrivare in questo scampolo di campionato. Dipende da una serie di variabili, non ultima la capacità della rosa di Claudio Ranieri di giocarsi lo scudetto fino alla fine. Stessa carriera di gente come Francesco Totti e Daniele De Rossi, se non altro nell’incarnare anch’egli, la più classica delle romanità. Nasce nella Capitale e comincia a tirare i primi calci nel settore giovanile del Tor di Quinto. La Roma lo nota immediatamente: sicurezza, classe, eleganza e concretezza. Tutti i requisiti ideali per farne un centrale dal futuro glorioso: la società capitolina ne preleva il cartellino nel 2006, Sini è alle dipendenze di Andrea Stramaccioni e, assieme ai compagni, vince il campionato di categoria Giovanissimi Nazionali dopo aver battuto (suo il penalty del pareggio nel corso dei minuti regolamentari) la Sampdoria ai calci di rigore.
Trasferta libera, a Parma i tifosi della Roma ci possono andare. Non solo: talmente grande l’entusiasmo che, dopo l’esaurimento dei primi 3000 tagliandi in un giorno solo, al pubblico giallorosso sono stati messi a disposizione altri 2500. Un Tardini preso d’assalto dai sostenitori capitolini che, nella circostanza, rischiano di sfiorare le 5500 unità. Eppure, non a tutti è andata giù la scelta del Casms, di dare via libera al tifo lupacchiotto. Mentre l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha deciso di non considerare i gravi avvenimenti accaduti nel dopo gara di Lazio-Roma, con incidenti ripetuti sia all’interno che all’esterno dell’Olimpico, e dare una ulteriore prova d’appello ai supporters giallorossi, più di uno ha arricciato il naso e dichiarato di non condividere la decisone. Dalla sezione parmigiana dell’associazione “Noi consumatori” a Francesco Guidolin nel caso si verificassero incidenti durante Parma-Roma.
La Germania scavalca l’Italia, abbiamo detto. Ma cos’è il Ranking Uefa? Non tutti sanno che il parametro utilizzato per stabilire quante società calcistiche di una nazione possano partecipare alle competizioni europee. I campionati internazionali cui poter partecipare sono la Champions League – la vecchia Coppa dei Campioni – e l’Europa League – una volta, Coppa Uefa. Non esiste più la Coppa delle Coppe, la cui ultima manifestazione si è svolta nel 1998/99. Il ranking Uefa, un parametro fisso e incontrovertibile, consente di stabilire il numero di posti da riservare a ciascuno Stato e di determinare il punteggio di ciascun club, al fine di individuare le teste di serie (le formazioni con più punti all’attivo) in occasione della stesura dei calendari (attraverso sorteggio).
Lo annuncia il sito ufficiale della A.S Roma: altri 2462 posti per i sostenitori giallorossi che volessero seguire la squadra a Parma. Ecco il comunicato: