Se Delneri va alla Juventus, Taddei potrebbe seguirlo

 Dal Romanista

«Di mercato parleremo alla fine del campionato, ora conta solo la corsa scudetto». Era questo il ritornello che ci siamo sentiti ripetere negli ultimi tempi da Trigoria. Ora che il campionato è finito, purtroppo non come speravamo tutti, si dovrà per forza cominciare a parlare di rinnovi, riscatti, acquisti e cessioni. Scontato il rinnovo di Julio Sergio, per il quale manca solo l’annuncio del prolungamento per i prossimi quattro anni, restano due le questioni più spinose: il riscatto di Nicolas Burdisso, che ha detto chiaro e tondo che vuole rimanere giallorosso, e il prolungamento di Rodrigo Taddei. Per l’argentino la società giallorossa dovrà incontrare il prima possibile l’Inter mentre gli incontri con l’agente del brasiliano vanno avanti già da un po’ ma non si è ancora arrivati ad un accordo.

Mercato Roma: Adriano, un nome che torna d’attualità

 Dalla Gazzetta dello Sport:

Conquistati i cuori, accarezzato lo scudetto, asciugati i lucciconi, mostrato il sorriso gentile di chi sa perdere con dignità, «senza nessun rimpianto», non fa che ripetere Claudio Ranieri. Il giorno dopo, a freddo, è intatta la speranza di riprovarci e, la prossima volta, di riuscirci anche. Non si bene quando né come, ma capiterà. «Se continueremo a lavorare così – dice Daniele De Rossi -, prima o poi uno scudetto lo vinceremo». Stessa strada Senza montarsi la testa, senza sperare che d’improvviso i soldi comincino a crescere dagli alberi di Trigoria, insommasenza trascurare i bilanci. La strada è sempre quella, a meno di epiloghi drammatici della querelle Italpetroli-UniCredit (arbitrato in arrivo) o di golpe societari. «Un programma difficile, ma molto interessante – garantisce Ranieri -. Loro spenderanno e spanderanno ancora, non avranno problemi.

Insulti a Totti: la Roma si fa sentire

 Dalla Gazzetta dello Sport:

Nella giornata del dolore per l’ennesimo agguato ai soldati italiani in Afghanistan, i politici non rinunciano a giocare la loro piccola partita calcistica. Mentre a Velletri (Roma) e Bitetto (Bari) si piangono altri due giovani caduti, i parlamentari si occupano di Siena-Inter e dello striscione interista contro Totti. Comincia il ministro della Difesa Ignazio La Russa, fede nerazzurra, che trova il tempo per completare il senso delle sue dichiarazioni di domenica sera («Il Siena si vergogni, ha giocato per la Roma»). «Volevo dire solo che i toscani sono stati troppo catenacciari».

Roma: Nicolas e Guillermo Burdisso sono pronti

 Dal Romanista:

«Voglio restare alla Roma, e magari giocare insieme a mio fratello». Nicolas Burdisso non è uno che le cose le manda a dire, mai. Il Bandito giallorosso è uno di quelli che ci mette la faccia. Sempre. Domenica pomeriggio al fischio finale contro il Chievo è stato uno dei primi, insieme a Pizarro, ad andare sotto la curva romanista. Per prendersi i meritati applausi di una stagione, ma anche per rendere omaggio a un pubblico meraviglioso. «Sono stati fantastici».  Sull’aereo del ritorno ha parlato poco, ha preferito rimanere in silenzio per elaborare il “lutto” di uno scudetto sfumato al fotofinish, ma appena arrivato a Fiumicino ha ritrovato la parola. E, come al solito, non ha detto cose banali. Vicino a lui il papà, che gli somiglia tantissimo, e che ascoltava in silenzio le parole del figlio. Il prossimo anno Burdisso senior potrebbe coronare il sogno di ogni genitore che ha i figli calciatori, e cioè quello di vederli giocare entrambi nella stessa squadra: la Roma.

Rinnovo, Taddei: “Vorrei restare, ma senza accordo…”

 Rodrigo Taddei a margine dell’amichevole organizzata allo Stadio Flaminio dal Comitato Aurora per la lotta alle malattie genetiche:

RINNOVO“Sto aspettando con ansia anche perché è un anno che parlano il mio procuratore e la società. Non è facile giocare senza contratto, però io mi trovo bene qua sono stato accolto bene da società e tifosi. Roma è la mia seconda casa, la mia compagna è romana. Voglio rinnovare e rimanere qui altri 4-5 anni. Questo è il mio obiettivo; non ho mai nascosto la mia volontà di terminare a Roma la mia carriera. Se non sarà possibile, cercherò il mio spazio altrove, anche se a malincuore”.

Mondiali 2010 – GRUPPO A: il Messico, “giganti” – tipo Pek – pronti a stupire ancora

 La Nazionale di calcio del Messico, importante e affascinante paese nord-americano, è posta sotto l’egida della Federación Mexicana de Fútbol Asociación. Nella sua storia ha vinto per ben cinque volte la CONCACAF Gold Cup (1993, 1996, 1998, 2003 e 2009) ed anche una FIFA Confederations Cup (1999).
Pre-convocati Mondiali 2010
– I convocati del ct Javier Aguirre in vista dei Mondiali 2010. Il Messico è inserito nel GRUPPO A con Francia, Sudafrica e Uruguay. Il tecnico, che aveva inizialmente chiamato 26 giocatori, ha tagliato due elementi: tornano a casa Adrian Aldrete (Morelia) e Juan Carlos Valenzuela (America). Il 1° giugno si passerà ai 23 definitivi per il Sudafrica.
PORTIERI
: Oscar Perez (Chiapas), Guillermo Ochoa (America), Luis Ernesto Michel (Guadalajara);
DIFENSORI
: Rafael Marquez (Barcellona), Ricardo Osorio (Stoccarda), Francisco Rodriguez (Psv Eindhoven), Carlos Salcido (Psv Eindhoven), Hector Moreno (Az Alkmaar), Paul Aguilar (Pachuca), Efrain Juarez (Unam Pumas), Jonny Magallon (Guadalajara), Jorge Torres Nilo (Atlas);
CENTROCAMPISTI
: Andres Guardado (Deportivo La Coruna), Jonathan Dos Santos (Barcellona), Gerardo Torrado (Cruz Azul), Israel Castro (Unam Pumas), Giovani Dos Santos (Tottenham);
ATTACCANTI
: Pablo Barrera (Unam Pumas), Adolfo Bautista (Guadalajara), Alberto Medina (Guadalajara), Cuauhtemoc Blanco (Veracruz), Carlos Vela (Arsenal), Javier Hernandez (Manchester United), Guillermo Franco (West Ham).
Storia – Per la gran parte del secolo scorsa, ma soprattutto negli anni novanta, la nazionale messicana ha primeggiato sulle altre squadre della zona CONCACAF, e grazie ai successi ottenuti, i suoi giocatori si sono guadagnati l’epiteto di “Giganti della CONCACAF”. A partire dal 2000, il destino calcistico della nazionale messicana, si è più volte incontrato con quello della Nazionale statunitense: le due squadre sono diventate così acerrime nemiche sul campo, dimostrandosi una rivale molto competitiva per il Messico, mettendo a serio rischio il dominio messicano sulla scena continentale, vincendo la Gold Cup nel 2002, ma soprattutto eliminando il Messico dal secondo turno del Mondiale 2002.

Roma 2009/10: Pizarro, 10 e lode (nonostante il rigore di Livorno)

 E’ stato uno degli ultimi a mollare, è stato uno di quelli che ci hanno creduto fino all’ultimo. E’ stato anche tra coloro che ha onorato la maglia giallorossa come avrebbe fatto un romano de Roma. Pur arrivando direttamente dalla sponda avversaria – l’Inter, che è, per bontà economica di Massimo Moratti, una ex squadra un po’ per tutti i calciatori di serie A – il Pek è sembrato fin da subito un figlio di Testaccio. O Trastevere. O fate un po’ voi il quartiere. E’ David Pizarro, il centrocampista cileno che in questa stagione si è travestito da elettricista per accendere e spegnere a piacimento le lampadine del gioco della Lupa. Il suo compare di reparto, Daniele De Rossi, è un cavallo di razza, di quelli a cui bisogna dare libero sfogo nella manovra e nelle ripartenze offensive. Lui, invece, preferisce fare un passo indietro (e anche più di uno) per osservarne i movimenti ed intervenire quando necessario. Il trentunenne di Valparaiso ha attraversato un’annata caratterizzata da tanta quantità nella zona nevralgica rimanendo, come detto, in cabina di comando più che in prima linea.

De Rossi: “Roma da Champions? La mentalità non è ancora quella dell’Inter”

 Daniele De Rossi parla che è un piacere. Lo scudetto, ilcampionato, gli striscioni anti-Roma e anti-Totti esposti dagli interisti in piazza Duomo, un certo modo di fare festa che il romano prorpio non capisce, il futuro, Claudio Ranieri, la mentalità vincente. A margine di un evento organizzato dall’Adidas a Milano e al quale erano presenti anche diversi interisti (Esteban Cambiasso e Diego Milito tra gli altri), Capitan Futuro si è fermato a parlare ai giornalisti e rispondere alle domande del caso.
FESTA CON STRISCIONI ANTI-ROMA.Non le capisco queste cose, è tanto bello festeggiare con la propria gente. La maggior parte dei giocatori ha fatto così. Chi lo ha esposto non si è smentito da quello che ha fatto recentemente. Lo avrà fatto per compiacere i propri tifosi o qualcun altro. Le scuse? No, non è mica morto nessuno, però non lo capisco“.
SFOTTO’. Vivo in una città dove lo sfottò è normale. Meno male che sto a Milano, altrimenti stamattina sarei stato pieno di laziali sotto casa. Però quello non lo capisco. Anche Materazzi ha messo una maglia, e nessuno l’aveva mai chiamato in causa. Nessuno deve però scusarsi, mi ripeto, non è morto nessuno“.
TOTTI AL CAPOLINEA.Provo a non pensare che possa essere l’ultima occasione di vincere per il Capitano, provo a pensare a ciò che possiamo fare per arrivare due punti davanti e non dietro. Francesco è avvantaggiato perché uno l’ha già vinto, io invece sto ancora al palo. Ma se continuiamo a lavorare così prima o poi uno scudetto lo vinceremo“.
RIMPIANTI.In un campionato di trentotto partite non ce n’è una, forse la Samp, perché è l’unica delle ultime dieci o undici che non abbiamo vinto. Siamo stati un pizzico sfortunati, ma in un campionato capita a tutti“.

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