Roma 2009/10: Pizarro, 10 e lode (nonostante il rigore di Livorno)

di Redazione Commenta


E’ stato uno degli ultimi a mollare, è stato uno di quelli che ci hanno creduto fino all’ultimo. E’ stato anche tra coloro che ha onorato la maglia giallorossa come avrebbe fatto un romano de Roma. Pur arrivando direttamente dalla sponda avversaria – l’Inter, che è, per bontà economica di Massimo Moratti, una ex squadra un po’ per tutti i calciatori di serie A – il Pek è sembrato fin da subito un figlio di Testaccio. O Trastevere. O fate un po’ voi il quartiere. E’ David Pizarro, il centrocampista cileno che in questa stagione si è travestito da elettricista per accendere e spegnere a piacimento le lampadine del gioco della Lupa. Il suo compare di reparto, Daniele De Rossi, è un cavallo di razza, di quelli a cui bisogna dare libero sfogo nella manovra e nelle ripartenze offensive. Lui, invece, preferisce fare un passo indietro (e anche più di uno) per osservarne i movimenti ed intervenire quando necessario. Il trentunenne di Valparaiso ha attraversato un’annata caratterizzata da tanta quantità nella zona nevralgica rimanendo, come detto, in cabina di comando più che in prima linea.

Alla fine i numeri parlano di trentuno presenze condite da due sole reti (di cui una su rigore contro il Cagliari, l’altra con il Livorno) ma soprattutto di una maturazione a livello tecnico e tattico di cui la truppa di Ranieri aveva fortemente bisogno. Molti lo ritengono il miglior “acquisto” della Roma 2009/2010 soprattutto perché non era facile interpretare quel ruolo in uno scacchiere fortemente votato all’attacco, sia quando si manovra centralmente che sulle ali. Pizarro ha saputo allora giostrare e smistare una quantità enorme di palloni, variando le soluzioni offensive giallorosse con un ventaglio di idee geniali. Sulla sua stagione non possono esserci nei ma, a essere pignoli, pesa oggi l’errore dal dischetto in casa di Lucarelli e soci che, a conti fatti, avrebbe potuto regalare due punti in più ai giallorossi. Ma ormai il campionato è finito e sarebbe troppo facile andare a distribuire responsabilità personali sui punti persi per strada. Resta l’ottimo rendimento di un talento troppo presto scaricato dall’Inter sull’altare di un Veron sulla via del tramonto. L’aria di Roma fa bene e questo Pizarro l’ha capito presto. Il prossimo campionato è già dietro l’angolo e lui sarà sicuramente uno dei protagonisti. Sperando solo in un finale differente.


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