De Rossi: “Capello mi ha reso il giocatore che sono”

 Dal Romanista:

L’Italia, naturalmente. E poi il Brasile, la Spagna e altre ancora. Sono sette le squadre che secondo Daniele De Rossi si giocheranno la conquista del Mondiale che sta per cominciare. Tra queste entra a pieno diritto l’Inghilterra. Il motivo? «Fabio Capello». Danielino è sbarcato con i suoi compagni sul suolo africano alle 9 di ieri mattina dopo il volo notturno partito dal Malpensa. Poi subito il trasferimento da Johannesburg verso Pretoria dove, nel pomeriggio, si è svolto il primo allenamento. Probabile che, nei prossimi giorni, De Rossi torni a parlare dal ritiro di Centurion, ma intanto le sue parole sono arrivate attraverso un’intervista rilasciata a fourfourtwo, che ha raccolto anche i pareri sulla rassegna iridata di altri campionissimi come Villa, Gerrard e Messi. E così, nel giorno in cui, con la presentazione di Adriano, è partita la Roma del futuro, Danielino è tornato su quella del passato. Un salto indietro di sette, otto anni.

I tifosi della Roma già amano Adriano

 Dalla Gazzetta dello Sport:

I caroselli a suon di clacson lungo Viale Tiziano confondono un gruppo di turisti di ritorno da un giro in centro. Dai finestrini spuntano sciarpe e bandiere; le bancarelle fuori dallo Stadio Flaminio hanno già fatto i primi affari: le maglie con le scritte «Ave Adriano» e «Ave Imperatore, Roma ti saluta», sono andate a ruba. Cento persone corrono verso il cancello del parcheggio: sta uscendo Adriano, dopo aver vissuto un pomeriggio diverso, forse l’inizio di una nuova vita. Grande attesa I cinquemila del Flaminio lo hanno aspettato per più di un’ora, sotto un sole che picchiava come mai successo quest’anno: la curva Sud piena a tal punto da costringere gli addetti alla sicurezza ad aprire anche parte di quella che all’Olimpico sarebbe la Tribuna Tevere.

“Totti, dai pollici al cuore”: il nuovo libro sul Capitano

 Dal Romanista:

Chi tifa Roma non perde mai. Chi lo fa come Francesco Totti, vince sempre. Come sia possibile, lo racconta Tonino Cagnucci nel libro Francesco (Totti, dai pollici al cuore), edizioni Limina, da oggi in tutte le librerie. Non è una biografia, non è il racconto della carriera del Capitano, è molto di più. E’ un viaggio alla scoperta della vera forza di Francesco, quella dell’uomo che sta dietro al campione, del bambino che s’è fatto uomo e campione. Un viaggio che ha la partenza e il suo punto di approdo in Curva Sud, dove Totti è andato finché ha potuto e dovunque si sia trovato quello che non è un luogo fisico ma, come scrive l’autore, «un luogo dell’anima». Anche in un settore del Flaminio, con altri 1999 romanisti, rotolandosi di sotto per il gol di Voeller al derby.

Rosi: Roma e Siena pensano al rinnovo della comproprietà, ma con una differenza

 Dal Corriere dello Sport:

Aspettando il cash, Rosi e Okaka. Almeno sono queste le intenzioni a Trigoria per i ruoli, rispettivamente, di esterno destro basso e quinto attaccante nella rosa che la società vuole mettere a disposizione di Claudio Ranieri. Da queste parti, si conoscono benissimo, sia l’uno che l’altro, cresciuti nel settore giovanile romanista, nell’ultima stagione hanno disputato un ottimo campionato, il primo a Siena, il secondo (da febbraio) una buona metà con la ma glia del Fulham. La Roma vuole ri­portarli a casa. In questo senso negli ultimi giorni è stato fatto un passo importante per la ri soluzione della vi cenda Rosi, attual mente in comproprietà tra Roma e Siena, comproprietà libera che, in mancanza di accordo, si risolverebbe alle buste il prossimo venticinque giugno.

D’Onofrio: “Deferimento Inter-Genoa? Rischiano penalizzazioni e contratti annullati”

 Dal Romanista:

Mentre Moratti fa sapere che l’Inter «si difenderà come al solito e che attende di leggere le carte», c’è chi spiega, con dovizia di particolari, come mai il presidente nerazzurro, e il collega Preziosi, non possono dormire sonni tranquili. È il professor Paco D’Onofrio, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico ed esperto di Diritto Sportivo all’Università di Bologna intervenuto ai microfoni di “Te La Do Io Tokyo“, su Centro Suono sport. «Il codice parla chiaro e come sanzione prevede l’inefficacia dei contratti. E per le società che impiegassero quei giocatori ci sarebbe una penalizzazione». D’Onofrio spiega nei dettagli com’è la legge e cosa potrebbe succedere se venissero provate le irregolarità di Preziosi e Moratti: «Il presidente nel Genoa nelle sue dichiarazioni ha evidenziato il suo apporto determinante, cioè l’esistenza di un accordo tra lui e Moratti. Quindi, non solo è coinvolto ma ha un ruolo del tutto fondamentale nella vicenda. Milito, inoltre, non potrebbe giocare con l’Inter se il campionato cominciasse domani, perché il contratto sarebbe nullo».

Roma – Adriano al Flaminio: conferenza stampa integrale

Ecco la conferenza stampa di Adriano, nuovo attaccante della Roma che indosserà la maglia numero 8. Il Flaminio è stato al contempo cornice per la presentazione ai giornalisti e per la presentazione ai tifosi (accorsi in numerosi, l’Intera curva sud dell’impianto era esaurita). Testuale:

FELICITA‘ – “Sono feliscissimo di essere tornato in Italia e ringrazio Rosella, Daniele e Gilmar Rinaldi. Sono felice di avere questa maglia, una maglia che ha responsabilità. Sono felice di essere qui a Roma. Cambiato tante cose, sono andato in Brasile e ho conquistato la mia felicità che avevo perso. Oggi sono molto più maturo e sono tornato in Italia per dimostrarlo. Io sono qui ancora, i miei problemi li ho risolti io e oggi sono qui. Lo so che sarà una cosa difficile per me all’inizio e avrò difficoltà all’inizio ma sono tornato in Italia per dimostrare il mio valore. Oggi sono qua, non sono un bugiardo e dico sempre la verità: ho sbagliato ma oggi sono molto più maturo. Cifre sul peso? Chi va in vacanza e sta fermo, io sono fermo da un mese, prende kili in più. Importa che ho un progetto e farò allenamenti prima di vedere la squadra. Sono tranquillo perchè c’è tempo per perdere i kili in più. Sono un pò sovrappeso, se dico 80 è uguale”.
NON SOLO ROMA – “Altre squadre mi hanno cercato. Tante squadre, non solo italiane. Io ho scelto la Roma perchè mi identifico con la città che è simile a Rio. Molto calda e me lo hanno dimostrato da come mi hanno accolto al mio arrivo. Il pubblico è esigente e sarò carico di responsabilità. Se esci da un paese come ho fatto io e poi torni hai delle responabilità. Io lo so, ma sono tranquillo e felice di tornate in Italia e a Roma. Non mi va di fare promesse ma sono felice e tranquillo”.

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