Angelini – Roma: dossier aperto

 Da MF – Dow Jones:

Il portafoglio azionario della famiglia Angelini in questo momento registra una perdita potenziale superiore al 50%. La Angelini Partecipazioni Finanziarie ha in pancia quote di Unicredit, Mediobanca, Mps, Tamburi Investment Partners e Management&Capitali, un giardinetto che a bilancio e’ iscritto per un valore totale di 62,2 mln, ma che ai prezzi correnti di borsa ne vale 27,78, con una minusvalenza potenziale di oltre 34 mln, che significa il 55,34% rispetto al costo storico.

Cassano: “Lippi, non riesco a tifare per te”

 Con la schiettezza che lo contraddistingue, Antonio Cassano ammette che non riuscirà a tifare per Lippi, nel corso dei Mondiali in Sudafrica, pur precisando che sarebbe felice di vedere gli azzurri festeggiare la seconda Coppa del Mondo: “Sarei contento che l’Italia vincesse, ma non per lui – dice Cassano durante un’intervista a Sky -. Le porte sono state aperte per tutti ma non per me. Può darsi che Lippi soffra la mia personalità. Spero che con Prandelli sia diverso. Se ho le stesse opportunità degli altri in Nazionale per ma gioco con tutti”. Fantantonio non nasconde una certa “passione argentina“: “Non ho visto Italia-Paraguay, sono stato in giro fino a tarda sera… L’unica partita che ho visto per intero è stata Argentina-Nigeria, perchè c’è Messi. Se 2-3 dell’Argentina vengono da noi…“.

Alberto De Rossi: “Daniele dice sempre quello che pensa. E io sottoscrivo”

 Alberto De Rossi, intervenuto durante la trasmissione radiofonica Te la do io Tokyo, commenta la prova di Daniele nella prima uscita (con gol) ai Mondiali sudafricani:

ITALIA-PARAGUAY – “De Rossi è il giocatore più importante della Nazionale? Così mi mettete in imbarazzo. Lui ha fatto bene, ma il gruppo squadra ha fatto bene in generale, anche se contro un avversario non irresistibile. L’Italia è stata propositiva e sfortunata in occasione del gol“.
IL CARATTERE DI DANIELE – “Condivido tutto quello che dice. Gli ho trasmesso il concetto di dire sempre quello che pensa“.

L’Italia all’esordio Mondiale: da Barison a De Rossi

 Tutti i colori dell’Africa ieri sera si sono tinti d’azzurro. Dal cielo di Berlino a quello di Città del Capo la seconda Italia di Marcello Lippi ha cominciato ufficialmente il cammino iridato che terminerà (si spera) a Johannesburg l’11 luglio. De Rossi&co. hanno pareggiato per 1-1 il match inaugurale contro il Paraguay da campioni in carica, grazie alla Coppa del Mondo conquistata quattro anni fa in Germania.
Quattro sono le gare – con quella di ieri – contro una squadra sudamericana (2 vittorie, contro Cile e Ecuador e 2 pareggi ancora contro il Cile e, appunto, Paraguay): quando l’Italia ha affrontato all’esordio una formazione del Sud America non ha mai perso.
Si iniziò nel 1934: Vittorio Pozzo guidò gli azzurri nella prima storica edizione della competizione, superando gli Stati Uniti con un secco 7-1. Quattro anni più tardi fu la Norvegia a doversi arrendere agli azzurri sul risultato di 2-1 dopo i tempi supplementari (le prime due edizioni dei Campionati del Mondo, infatti, si disputarono a scontri diretti sin dal primo turno). Sia nel ’34 che nel ’38 l’Italia si innalzò nel gradino più alto del podio. La Nazionale del Bel Paese nelle ultime due edizioni ha iniziato la competizione con il piede giusto: nel 2002 nel Mondiale nippo-coreano gli azzurri di Trapattoni, opposti all’Ecuador, superarono i sudamericani per 2-0 grazie ad una doppietta di Christian Vieri.

Il popolo degli allenatori

 Dal Corriere dello Sport:

L’afoso pomeriggio non passava più. Una granita alla menta, tanto per dare tregua alla canicola, quattro calci nel rettangolo verde al­lestito al centro di quello che, solita­mente, serve da galoppatoio per il concorso ippico Piazza di Siena. Una risata, una battuta, una sbircia­tina al maxi schermo da 50 mq, giu­sto per sapere come va a finire Giappone-Camerun, l’antipasto pri­ma del piatto forte, prima dell’Italia di Lippi. E soprattutto le scommes­se senza puntare nulla, le giocate virtuali al quesito più straziante: ma stasera, poi, chi scende in campo? Con il 4-4-2, modulo che sta bene un po’ con tutto, come il nero che ‘ sfina’, o mastro Lippi sceglie­rà formule tattiche ben più elaborate?

« L’importante è vincere – arringa Marco, 22 anni -, non siamo gli stessi di quattro anni fa, ma possiamo farcela co­munque » . Popolo di allenatori gli italiani, si sa. Chi- gioca- chi, chi-gioca-come: tutto finisce con l’alzarsi della luna, perché la metamorfosi in tifo­si- mannari è un atti­mo. Titolare Pepe, pure Iaquinta: qualche sorpresa? «No, io lo sapevo – assicura Francesco, 23 anni -, Lip­pi non poteva lasciare fuori due gio­catori così» . 

Roma: torna Rosi, si cerca un vice-Riise e un esterno di centrocampo

 Dal Corriere dello Sport:

Un vice Riise e, se sarà possi­bile, un esterno alto. Tutto qui, dicono a Trigoria, a proposito del mercato in en­trata che la Roma deve ancora compie­re. Aggiungendo pure che mancano due mesi e mezzo alla fine del mercato e che c’è tutto il tempo del mondo per consentire quell’attesa che, spesso, nelle trattative vuole dire anche risparmiare. In­tanto, è stato già deciso, rientrerà alla base Ale­andro Rosi, esterno de­stro, ventitrè anni, ultima stagione da protagonista con il Siena, una scelta per il presente e il futuro. Il giocatore è attualmente in comproprietà tra le due società. E si sta parlando, già da un po’, nel senso che si è un pezzo avanti, sul rinnovo della com­proprietà con la differenza, questa volta, che il giocatore rimarrà a Roma. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro tra il ds Daniele Pradè e il procuratore di Ro­si, Davide Lippi. Probabilmente sarà ne­cessario un piccolo ritocco al contratto che già lo lega alla Roma sino al giugno 2014.

Brasile-Corea del Nord: stasera debutta Juan

 Dal Romanista:

Lo pensano anche i brasiliani che il modo di dire “la miglior difesa è l’attacco” non è più valido. Per lo meno non per la Seleçao di Carlos Dunga, che questa sera alle 20.30 esordisce nel Mondiale affrontando al Corea del Nord. No, per i verdeoro del 2010 il miglior attacco è la difesa. Quella comandata dal romanista Juan e da Lucio. Una coppia che l’Inter vorrebbe riproporre anche in nerazzurro, magari come frutto della trattativa Burdisso. Ma non se ne parla neppure, Juan non si muoverà dalla Roma per nessuna ragione al mondo. L’unico modo per vederli insieme sarà al Mondiale. I quotidiani brasiliani celebrano i due giocatori e li definiscono come il vero punto di forza della loro nazionale. Globoesporte riporta alcuni dei loro numeri: Nelle 49 partite giocate insieme la Seleçao ha incassato appena 28 gol, alla media di 0,57 a match. Lo score parla di 34 vittorie, 10 pareggi e 5 sconfitte.

Sculli: “Roma? Fa piacere l’interesse, ma resto al Genoa”

 Dal Secolo XIX

Qualche tentazione può starci ma nessun tradimento. La storia d’amore tra Beppe Sculli e  il Grifone va avanti, più forte di prima. Anzi, si fa più concreta la possibilità che l’attaccante calabrese, arrivato in rossoblu nell’estate 2006, concluda la sua carriera a Genova. Una prospettiva molto gradita a Sculli, che in Liguria si è trovato benissimo ed è legato ai tifosi e società da grande affetto.  Discorsi che, però, appartengono al futuro. Il presente, invece, è rappresentato dai 29 anni di Sculley, reduce da 3 stagioni ad alto livello in serie A, che gli ha attirato l’interesse di un grande club come la Roma. Una corte serrata, che ha indubbiamente fatto piacere al giocatore, fermo però nella decisione di non lasciare il Grifone. Naturalmente c’è stato un confronto con il presidente Preziosi per adeguare l’ingaggio e durata del contratto, attualmente in scadenza tra tre anni. Tutto risolto con un piccolo sacrificio da parte del presidente. Anche se la Roma non molla la presa: proprio ieri il direttore sportivo giallorosso Pradè ha incontrato Alessandro Moggi, agente dell’attaccante.

Burdisso e il suo procuratori sono sicuri: “C’è solo la Roma”

 Dal Messaggero:

Tre giorni fa ha debuttato ai Mondiali, disputando qualche minuto nella gara vittoriosa dell’Argentina contro la Nigeria. Il futuro di Burdisso, però, si gioca a oltre ottomila chilometri di distanza dal Sudafrica, precisamente a Milano. Da un lato l’Inter, società che ne detiene il cartellino, dall’altro il suo agente, Hidalgo. A sentire il difensore argentino nei giorni scorsi – «La mia scelta l’ho fatta e sono stato chiaro in più di un’occasione: voglio rimanere a Roma, con l’Inter ho chiuso» – non ci sarebbero dubbi: ha deciso di rimanere nella capitale. Se poi si sommano queste parole a quelle del suo procuratore – «Resta sicuramente, al 100%, potete fidarvi» – l’affaire sembra già archiviato.

Mexes: c’è anche l’Arsenal

 Dal Romanista:

Non solo il City, Philippe Mexes piace molto al calcio inglese. Dopo l’interesse dei “Citizens” ovvero l’altro Manchester, quello di Roberto Mancini, arrivano voci secondo le quali anche Arsene Wenger avrebbe messo gli occhi sul francese più romano che ci sia. Per il momento sono solo indiscrezioni dei giornali britannici, perché alla Roma non è ancora arrivata nessuna offerta ufficiale. In ogni caso quello dei gunners sarebbe un interesse non del tutto nuovo. Perché già qualche tempo fa quelli dell’Arsenal avevano preso in considerazione l’ipotesi di portare Philippe all’Emirates Stadium. Non si andò oltre l’ipotesi perché Phil e la Roma erano in corsa per lo scudetto e perché la dirigenza dei gunners non aveva a disposizione una cifra adeguata a proporre il trasferimento.

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