Roma: il fututo è questione di giorni

 Dal Tempo:

Prendere o lasciare. Prendere la proposta di UniCredit, affidare alla banca il mandato a vendere gli asset del gruppo, Roma compresa, e chiudere la faccenda una volta per tutte o lasciare e andare incontro al lodo arbitrale. Rosella Sensi e Italpetroli sono davanti a un bivio: accettaree scrivere la parola fine oppure far saltare il banco e rimandare il tutto all’arbitrato Oggi è il giorno dell’«o la va o la spacca».

Baptista fra Tottenham, Liverpool e City

 Il Romanista fotogra così la situazione legata a Julio Baptista:

A Port Elizabeth, infatti, alle 16 il Brasile scenderà in campo contro l’Olanda nei quarti di finale del Mondiale e Julio ci sarà: ha recuperato dal problema al ginocchio che gli ha impedito di scendere in campo contro il Cile negli ottavi e oggi sarà a disposizione di Dunga. Più o meno contemporaneamente, a qualche migliaio di chilometri di distanza i suoi agenti Alessandro Lucci e Juan Figer giocheranno un’altra partita che potrà essere decisiva per il suo futuro.

Sensi-Unicredit: ultima puntata?

 Da Leggo:

Senza via di scampo. Rosella Sensi stavolta è davvero con le spalle al muro. Il presidente giallorosso ha poco più di 48 ore per decidere il futuro di Italpetroli e di conseguenza della Roma. Davanti ha due strade ugualmente dolorose da percorrere: 1) cedere la Roma ad Unicredit e perdere così l’asset più amato; 2) impugnare la sentenza di Ruperto e intraprendere una dura battaglia legale. Una strada lunga (6 o 7 anni) che potrebbe però portare al burrone del fallimento. La scelta va fatta in queste ore febbrili. Oggi infatti i legali di Unicredit e Italpetroli si incontreranno nuovamente. Per l’ultima volta prima dell’arbitrato di lunedì prossimo. Proprio da questo incontro si saprà se l’accordo fra le due parti verrà firmato (con conseguente cessione della Roma) o se si andrà allo scontro.

Nagatomo-Hasebe: Roma, pensieri con gli occhi a mandorla

 Dal Romanista:

E se nove anni dopo Hide Nakata la Roma tornasse a parlare giapponese? Tra i tanti nomi che nelle ultime ore sono stati accostati alla società giallorossa, ci sono anche quelli di Yuto Nagatomo e Makoto Hasebe. Esterno sinistro, difensore del FC Tokyo classe ’86 il primo, centrocampista del Wolfsburg classe ’84 il secondo: hanno partecipato con la nazionale giapponese al mondiale sudafricano. L’agente italiano di entrambi i calciatori, Simone Canovi, ha parlato ieri a romanews.eu, lasciando intendere che forse il nome buono per i colori giallorossi può essere quello di Nagatomo mentre Hasebe dopo il rinnovo del contratto col Wolsburg avrebbe un costo troppo alto per le attuali casse giallorosse.

Adriano: “Roma? Sono pronto”

 Dal Romanista:

«Sono un uomo felice, sono pronto a cominciare la mia nuova avventura in Italia». Ci siamo, Adriano Leite Ribeiro scalda i motori. Ha fretta di abbracciare la Roma. Dal Brasile, l’Imperatore lancia un messaggio ai tifosi giallorossi: stoper venire, sto per guidare il vostro attacco. Il messaggio sadi sfida soprattutto per l’Inter. Perché per un’altra volta ancoraci ha soffiato lo scudetto all’ultimo secondo? Bè, sì. Ma non solo. Perché i nerazzurri saranno il primo avversario dell’era imperiale.

Roma-Adriano: il ritorno dell’Imperatore

 Dalla Gazzetta dello Sport:

Sembrerebbe un paradosso, che tra tanti dubbi e preoccupazioni l’unica certezza, l’unica cosa chiara, solare che in queste ore illumina la Roma sia l’arrivo di Adriano. Dovrebbe sbarcare a Fiumicino domenica pomeriggio e allenarsi a Trigoria da lunedì mattina. Sparito Ammesso che arrivi, certo. Sempre che abbia finito il trasloco, che abbia fatto in tempo a salutare parenti, amici, amiche soprattutto. Che abbia completato un ultimo giro di spiagge, bar, discoteche, chioschi. Non è cattiveria, sono i precedenti che invitano a trattare l’argomento con lo stesso atteggiamento di San Tommaso. E del resto lo stesso Adriano negli ultimi giorni trascorsi a Rio de Janeiro non ha più dato notizie di sé.

Behrami: Roma, idea prestito

 Dal Romanista:

Prestito con diritto di riscatto per la Roma. È questa la strada da percorrere – l’unica possibile, pare – per Valon Behrami. Lo dicono in Inghilterra fonti vicinissime al West Ham, la società chepossiede il cartellino del giocatore e che non haintenzione di fare carte false per trattenerlo. Gli inglesi, infatti, avrebbero acconsentito alla richiesta della Roma di un prestito, e non più auna cessione a titolo definitivo.

Ettore Viola: “Mio padre non ha mai voluto cedere la Roma. Neanche al miglior offerente…”

 Dal sito della Signora in Giallorosso (www.lasignoraingiallorosso.it):

Dino Viola è morto senza venir meno alla sua volontà: non cedere mai la Roma. Neanche al miglior offerente”. Orgoglio di un figlio, Ettore Viola, di fronte ai frammenti di ricordo della presidenza del papà. Le immagini e i cimeli allestiti nella galleria espositiva Ex Roma Caput Mundi, per la mostra “Dino Viola, il presidente dell’orgoglio giallorosso”, accompagnano e addolciscono il racconto di Ettore.
Lo sguardo sospeso, talvolta abbandonato. Resta lì, calamita ogni particolare, per poi restituircelo così: “Guarda quella foto, io e papà, uno accanto all’altro, entrambi con la sigaretta in bocca. Vedi come tenevo pronto il posacenere? Lo sento ancora addosso, quel desidero di essere sempre a disposizione per ogni sua evenienza”. Ancora ricordi. Il più tenero: “Papà consigliere, io piccolino: di nascosto origliai un summit di mercato con Oronzo Pugliese che chiedeva Pelè, ed Evangelisti e mio padre che cercavano di mediare…”.
Delle foto con Falcao, Liedholm, Conti e l’Olimpico tricolore, fa tutto un fascio: “Quella di mio padre è una storia di grandi successi e altrettante battaglie. In quegli undici anni hanno trovato posto anche momenti difficili, come il caso dell’arbitro Vautrot, o lo scandalo Lipopil. Le sconfitte fanno parte della vita. La più amara? Quella legata al progetto per lo stadio di proprietà alla Magliana: se fosse andato in porto, oggi la Roma vivrebbe una situazione diversa”.

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