Addio Bearzot: con quella pipa fumavi saggezza…

 Da LaSignoraInGiallorosso.it:

Da un poderetto al podio più alto di un Mondiale servito a fare gli italiani ancor più di quanto siano stati capaci politica e tivvù. Emblema di un’esistenza vissuta in costante crescendo, la carta di identità: nascere ad Aiello del Friuli, spegnersi a Milano. Enzo Bearzot lo hanno raccontato, lo raccontano e lo racconteranno ancora pozzi di conoscenze specifiche che hanno avuto piacere e fortuna di condividere, col grande vecio, se non aneddoti e circostanze, quantomeno contesto e generazione. Passato a miglior vita da poche ore, per Bearzot si sono già spesi migliaia di grazie. Prima di notte saranno milioni. Per i modi, per la classe, per lo stile e l’eleganza di chi non ha mai sbagliato tempistiche e modalità. Fugge via la vita di chi ha potuto vivere a lungo e con pienezza: si è spento alla dignitosa età di 83 primavere accumulate. Ferro e temperanza, si dice del Friuli: sta per concretezza, sta per pragmatismo. Terra di confine in cui si impara a crescere con ordine e rispetto: quello di un’umanità con caratteri distinti ma pure – aiuta, aiuta – quella di una delimitazione geografica che suggerisce di assimilare il messaggio. Stare al proprio posto, un piede a oriente sta la Slovenia, un piede più in alto e finisci in Austria. Dall’alto a destra, poi, guardi di sotto: visuale di tutto privilegio per decidere in fretta. Restare, partire. Temprati e fieri, per molti restare è un dovere. Qualcuno, in verità, partì. Ma partì col Friuli nell’epidermide.

Totti: “Campionato livellato verso il basso. Pronti per il Catania”

 Ecco l’articolo di Francesco Totti sulle colonne del Corriere dello Sport:

Auguro a tutti i tifosi giallorossi un sereno Natale e soprattutto rivolgo loro l’augurio di una con­clusione felice di un anno durante il quale la Roma ha regalato tante soddisfazioni al proprio pubblico. La scorsa stagione sportiva è stata all’insegna di una grandissima ca­valcata che ci ha portato a sfiorare lo scudetto. In questa stagione sia­mo tornati in Champions, abbiamo superato il turno battendo in casa la squadra vice campione d’Europa, ci siamo rinforzati con una grande rosa e in un campionato che dal punto di vista tecnico risulta mode­rato come quello attuale si può cen­trare l’obiettivo di competere fino all’ultimo per la prima posizione.

La seconda vita di Brighi

 Dal Romanista:

Alla fine gli Stati Uniti sono diventati Stoccolma. Voleva andare lontano, Matteo Brighi, ma poi ha preferito non lasciare l’Europa. Natale con i tuoi, si dice. E così sarà: il centrocampista giallorosso trascorrerà le feste nella sua casa di Rimini con i genitori e i fratelli, mentre in questi giorni si sta rilassando con gli amici nel freddo della capitale svedese. Non è la prima volta che il centrocampista giallorosso preferisce le città ai luoghi esotici di vacanza: un paio d’anni fa andò a Berlino e ne fu conquistato. Adesso è a Stoccolma che, dicono, gli piaccia moltissimo. L’umore con cui Matteo si è imbarcato per il Nord Europa è buono, anzi ottimo. Perché Brighi, a inizio stagione, si sentiva un po’ accantonato. Con l’arrivo di Simplicio, e la permanenza – scontata – di De Rossi e Pizarro, pensava che il suo ruolo venisse ridimensionato.

De Rossi: quasi Luci a San Siro

 Dal Romanista:

Se Abbiati non ci fosse arrivato, se quella palla avesse varcato il confine tra immaginazione e realtà, se da lassù qualcuno lo avesse amato un po’ di più, laggiù si sarebbero dovuti arrendere. Tutti. Addetti ai lavori, tifosi del Milan, tifosi della Roma. Pure la palla. Altro che da cineteca, sarebbe stato un gol modello Totti a Genova. Avete presente? Cassetti pennella per il sinistro del Capitano e Marassi ches’alza per una standing ovation di rara bellezza. De Rossi c’è andato vicino. Molto vicino. Luci a San Siro? Sì, sulla Roma. E su Daniele. Dicevano che era fuori forma, dicevano che aveva bisogno di fermarsi. Una litania. Un disco rotto. Una cretinata. Anzi, più di una. Perché Roma è fatta così.

Riise: “Milan-Roma? Vinto da grande squadra. Tornerò come prima”

 Dal Romanista:

Lui le chiama vacanze «con le mie ragazze, mia moglie e le due figlie». Poi però si porta dietro anche il preparatore e sceglie un albergo sì a 5 stelle, ma attrezzato di palestre e vari campi «per ritornare presto in forma». Non conosce il concetto di riposo, John Arne Riise, partito per Dubai insieme alla famiglia. È lui stesso, come di consueto sul suo blog, a spiegare come trascorrerà questa settimana: «Ho perso 7-8 settimane a causa dell’ infortunio nella prima metà della stagione, così porterò con me il mio fisioterapista personale a Dubai. Non si tratterà di una vera vacanza, perché dovrò impegnarmi per tornare al meglio. Quando si rientra da un infortunio si perdono la forma e l’agonismo. Quindi il mio obiettivo è quello di tornare con forza e dare il meglio nel 2011».

Adriano-Roma: il ritorno dell’Imperatore

 Dal Corriere dello Sport:

Così Adriano ha riconquistato la Roma. Dalle valigie pronte alle pro­messe d’amore, passando dalla partita da titolare contro il Milan. L’Imperatore è partito domenica mattina per il Brasile, ma ha già un biglietto di ritorno per il 29. Sono stati giorni importanti, difficili, di deci sioni da prendere in fretta. La decisione di tornare in Brasile l’aveva presa. Il 10 dicembre, due giorni dopo la partita di Cluj, Adriano l’aveva comunicata a Ranieri e ai compagni. «Mi dispiace, non sono felice, torno in Brasile».

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