Smentite, imbarazzi, strane coincidenze, possibili conflitti d’interesse, le solite pressioni politiche. E il faro della Consob, pure questo un classico. Ecco, si ha la sgradevole sensazione di assistere a un film già visto, tanto che ormai i colpi di scena si possono prevedere. L’ultimo ieri mattina, il comunicato – sollecitato dalla Consob – con cui Aabar si è chiamato fuori dalla partita. «Mai presentata un’offerta di acquisto per la Roma né intendiamo farlo in futuro».
Alemanno: “Gli americani? Non mi risulta siano scappati”
«Tenderei ad escludere questo rischio, da quello che la banca mi ha detto, la procedura era questa e quindi non ci sono modalità che possano spaventare tizio o caio, al punto da abbandonare il tutto. Gli americani non mi risulta siano scappati, se poi lo faranno magari sarà per motivi diversi da questo». Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rispondendo ad una precisa domanda in proposito («sembrerebbe che gli esponenti del fondo Usa, dopo la questione delle smentita del fondo Aabar, vorrebbero rinunciare: che ne pensa?»), in un intervento a TeleRadioStereo. Al sindaco è stato poi chiesto se davvero sembri esserci poca trasparenza dietro al processo di vendita.
De Rossi: “Roma-Brescia? Non dovevamo sbagliare”
Era il Brescia, sembrava il Livorno. Perché il rischio che la squadra appena riaffidata a Iachini, si trasformi a fine stagione in quel Livorno con cui, lo scorso anno, la Roma fece un punto su sei con tutte le conseguenze del caso, è forte e chiaro. E’ stato questo il concetto sul quale ieri sera un De Rossi con la faccia dei giorni peggiori ha provato a commentare la delusione bresciana: «Prima di qualsiasi altra considerazione, io credo che il nostro problema è che ogni stagione noi partiamo con dieci partite di svantaggio. E’ capitato nel passato, è successo pure in questa stagione. Questa è una realtà che ci costringe sempre a provare rimonte ai limiti del possibile. E purtroppo si sa che quasi mai si materializzano grandi recuperi.
Roma-Brescia: non basta Borriello
Ci sarà stato un pietoso blackout? C’è da sperare che le comunicazioni tv oltreoceano siano state disturbate, perché se la cordata Usa di mister Di Benedetto ha visto la scombiccherata Roma di giornata pareggiare goffamente 1-1 contro il Brescia e, alla luce dei risultati, veder sfumare così un potenziale secondo posto in classifica, chissà che non facciano marameo e tornino a interessarsi al più redditizio baseball. Non solo, dopo la gaffe Aabar, la presenza in tribuna dei maggiorenti di UniCredit (Fiorentino) e Rothschild (Daffina), non ha portato neppure fortuna, perché la frittata serale è stato gustata in salsa amara, alla luce delle traverse di Totti e Vucinic, a cui ha fatto seguito quella ospite di Lanzafame.
Roma-Brescia: passo falso decisivo?
Claudio Ranieri ha ripetuto più volte che la sua Roma non ha perduto lo scudetto, nel campionato scorso, per la sconfitta contro la Sampdoria ma per aver fatto soltanto un punto contro il Livorno, tra andata e ritorno. L’allenatore giallorosso, e con lui tutti i tifosi, sperano che il Brescia non si trasformi nel Livorno 2011. Sconfitta all’andata anche e soprattutto per le malefatte dell’arbitro Russo, ieri la Roma non è andata oltre il pareggio casalingo contro i lombardi, sprecando un’occasione più unica che rara visto il pareggio casalingo del Milan e la sconfitta del Napoli.
Cessione Roma, gli arabi non sono Aabar. Rothschild, Unicredit, Roma 2000: comincia il vaglio delle offerte
L’ARABO NON C’E’ PIU? Tutti a immaginare un futuro arabo graffiato su milionate di dollari made in Aabar, mentre questi – notizia freschissima – più che all’investimento per diventare proprietari unici della Roma pensano alla Formula 1: Mercedes acquisirà il totale controllo della scuderia di Ross Brawn rilevandone, con il partner arabo Aabar, il restante 24,9 per cento (già in loro possesso la quota eccedente pari al 75,1%). L’operazione dovrebbe essere chiusa entro il 13 marzo, giorno del primo Gp del 2011 in programma in Bahrain. Il popolo sognava, e stava cominciando a farlo col turbante sul cuscino. Poi, la sveglia ha sentenziato da sè: appunto, sognava. Ha sviato il legame esistente tra Unicredit (che è al contempo proprietaria della Roma) e il fondo di Abu Dhabi, il quale detiene quasi il 5% del capitale dell’istituto di credito congiuntamente all’altro dato, secondo cui la società Claraz SA, con sede a Lussemburgo, avvalendosi dell’assistenza dello studio legale Dla Piper, avesse fatto da intermediario con la banca nella formulazione di una offerta vincolante per l’acquisto della Roma.
TASSELLI. E’ bastato affidarsi alla certezza che Claraz SA abbia in corso affari nel contesto arabo e l’altrettanto evidenza – scusate se è poco – che uno dei soci della Lomeny Strategies SA (divenuta Claraz SA nel settembre 2010) fosse parte dell’organico della Banque Privèe Edmond de Rothschild Europa per chiudere con linearità il teorema. Perchè Rothschild è l’advisor indivisuato da Unicredit per trattare la cessione del club. Andando a spulciare negli archivi alla voce “Rothschild” si scopre che i tentacoli economici del gruppo sono sempiterni e ovunque. Per citare qualche legame tricolore: Tiscali, Seat Pagine Gialle, Eni, Rai, Banca di Roma, Banco di Napoli, BNL Banca Nazionale del Lavoro, Banca Intesa, Bipop-Carire, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca 1473, Finmeccanica. Rothschild, Arabia, Aabar: coincidenze che portano dritte lì. Aabar ha presentato un’offerta per acquisire la Roma, s’è detto: è corsa a due, col povero yankee DiBenedetto destinato in apparenza – ogni secondo di più – a fare la fine che fece, nel 2008, George Soros (con il socio di avventura, Joseph Tacopina). Accadde allora che il magnate di origine ungherese si avvicinò al club giallorosso: la Inner Circle Sports, merchant bank Usa specializzata, e la famiglia Sensi, attraverso il suo rappresentante legale Gianroberto De Giovanni, intavolarono una trattativa condotta dagli americani attraverso l’ausilio di Banca Rothschild e degli studi legali Tonucci e Cleary Gottlieb. Ogni conciliabolo si arenò a sorpresa il 18 aprile di quell’anno, quando agli emissari americani, pronti a firmare l’impegno vincolante all’acquisto, venne presentata l’offerta alternativa di una non meglio identificata cordata araba. Il club, stando alla valutazione dell’entourage di Soros, valeva allora tra i 270 e i 283 milioni di euro. Non se ne fece nulla. Sparì Soros e sparirono – in realtà non comparvero mai – anche gli arabi.
Conferenza stampa di Ranieri: “Peccato per l’occasione sprecata. La questione societaria? Siamo impermeabili”
Ecco le parole di Ranieri in conferenza stampa: “Peccato per questo risultato perchè dopo il nostro gol è stato il momento più bello della Roma ma poi Riise ha valutato male quel cambio di campo di 35 metri. E’ stato sorpreso, e non ha neanche saltato. Queste poi sono partite che puoi anche perdere, meno male che Julio Sergio l’ha mandata sulla traversa. Un primo tempo insufficiente? La spiegazione è che per la prima volta abbiamo giocato con le tre punte lì davanti. Non era facile trovare i tre perchè il Brescia chiudeva bene gli spazi.
Roma-Brescia: tutte le dichiarazioni dei protagonisti. Borriello: “Occasione persa”. De Rossi: “Due punti persi”. Ranieri: “Peccato, ora guardiamo avanti, il bicchiere è mezzo pieno”. Julio Sergio: “Dobbiamo sbagliare di meno”
Roma-Brescia: tutte le interviste dei protagonisti
Ranieri a Sky Sport, Mediaset Premium e Roma Channel:
“Volevamo vincere. Vincendo avremmo fatto un bel passo. Non dobbiamo rassegnarci ne essere soddisfatti. Nel calcio queste cose capitano. Taddei? Stavamo dominando, niente faceva presagire il gol del Brescia, sapevamo che sarebbero stati spigolosi. Iachini lo conosco bene riesce a caricare le sue squadre. Peccato ma non ci arrendiamo. Il tridente? Vanno molto supportati. Con Menez siamo riusciti ad aprirli meglio. Sono soddisfatto di questo modo di stare in campo. Pizarro? (ridendo) E’ rientrato. Spero che dalla prossima settimana si possa allenare col gruppo. La polemica con Pradè? Non c’è stata polemica, non sono solo d’accordo col suo punto di vista. La rosa? Stiamo facendo autofinanziamento, la classifica parla per noi.”
L’Olimpico dice la sua: “Angelucci non lo vogliamo”
«Angelucci non lo vogliamo». Questo il contenuto di uno striscione
Roma-Brescia, le pagelle: a Ranieri non bastano Juan e Menez
Roma-Brescia: le pagelle. Da LaSignoraInGiallorosso:
Julio Sergio: 6 – Attento e concentrato per tutti i 90 minuti. Incolpevole sul gol incassato, neutralizza i tiri del Brescia con buoni interventi.
Cassetti: 6,5 – Troppo contratto nella prima frazione di gioco. Tiene comunque la posizione e non sbaglia un colpo. Con il passare dei minuti è sempre presente, sia in fase difensiva sia in quella offensiva con cross e tiri dalla distanza.
Mexes: 6,5 – Protagonista del reparto difensivo insieme a Juan. Blocca con maestria ogni iniziativa biancoblu.
Juan: 7 – Lucido e concreto. Come il miglior Juan. Il disastro di Genova sembra ormai passato e il brasiliano comanda la difesa senza sbagliare un intervento. Domina sulle palle inattive in entrambe le aree di rigore.
Riise: 5 – Spinge molto sulla fascia sinistra, guadagnando diverse rimesse in zona offensiva e calci d’angolo. Sempre presente in fase difensiva ha sul groppone il pareggio del Brescia.
Roma-Brescia, le probabili formazioni. Ranieri pensa al tridente Totti, Borriello e Vucinic
Roma-Brescia: le probabili formazioni. Buone notizie per Claudio Ranieri in
Cessione Roma: domani prima verifica delle offerte. Giallo su Claraz Sa
Tra misteri, smentite, offerte vere e presunte. Tra ricordi del passato e speranze per il futuro, domani con la prima analisi delle offerte vincolanti ricevute dall’advisor Rothschild per la As Roma, il quadro potrebbe essere leggermente più chiaro. A Villa Pacelli si metteranno attorno ad un tavolo e in collegamento via conference call, Piergiorgio Peluso di Unicredit, Alessandro Daffina di Rothschild e i tre componenti del Cda di Roma2000, Attilio Zimatore, Rosella Sensi e Antonio Muto.









