Ranieri: “E’ un passo indietro rispetto a Palermo”

 La Roma di Catania ha raggiunto un pareggio prezioso nel finale, ma ha fatto un grande passo indietro nel gioco di squadra. Claudio Ranieri, intervistato da Sky Sport, ha dichiarato: ” Sapevamo come ci avrebbe affrontato il Catania, con grande ritmo, agonismo non facendoci mai ragionare. Tutto quello che avevamo detto ieri ed oggi si è avverato e noi non eravamo in partita. Non abbiamo giocato bene. C’è stato solo questa grande voglia di non lasciare punti e ci siamo riusciti solo sul finale”. La Roma però ha subito l’ennesimo gol: “I ragazzi mi hanno detto che molte volte gli attaccanti del Catania erano in fuorigioco e non veniva segnalato – continua Ranieri – Se così fosse allora qualche miglioramento c’è stato.

De Rossi: “Un pareggio prezioso, siamo tutti felici”

 Daniele De Rossi, intervistato da Sky Sport nel dopo gara di Catania-Roma, è tornato a parlare sul nervosismo delle due squadre: “Sì, c’era nervosismo anche nel secondo tempo. Sono partite importanti per noi e soprattutto per loro che si devono salvare. Da fastidio pareggiare al novantesimo, cosa che è successa anche con la Lazio dove meritavano di più”. Il centrocampista ha pareggiato la gara allo scadere: ” Un gol pesantissimo. All’ultimo ci buttiamo tutti in avanti e proviamo a pareggiare, per questo siamo tutti felici. E’ un pareggio prezioso, ma abbiamo fatto un grande passo indietro, soprattutto nel primo tempo.

Totti: “A Catania voglio festeggiare”

 «A Catania vorrei festeggiare per poi farlo la sera a casa con moglie e figli”. Sono le parole di Francesco Totti, riportate da Il Messaggero, Il Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. “Ranieri vuole un regalo? Speriamo di farglielo, ma non è facile – continua il capitano giallorosso –  Questo è un campo che ha sempre nascosto molte insidie. Per fortuna la salute mi assiste. Sto bene, ho recuperato dalle fatiche di mercoledì sera. Con quel terreno era davvero impoissibile giocare. E nel secondo tempo ancora di più, avevo due avversari alle costole, Migliaccio era venuto a fare il terzino».

Francesco Totti, 33 anni: auguri, Capitano

 Verrebbe da riprendere una delle ultime scene di un film che ha fatto la storia del cinema, L’attimo fuggente. Perchè quella fotografia finale, ovvero gli studenti in piedi sui banchi a ringraziare nel migliore dei modi il professor Keating con la struggente

Capitano, mio capitano

declamata con il trasporto di chi sa di avre appena vissuto una delle esperienze più significative di una vita intera, è un nodo alla gola ogni volta che ci si ferma a guardarla.

Il paragone calza a pennello, ne siamo convinti: Francesco Totti spegne oggi le trentatrè candeline nella consapevolezza di aver speso buona parte della vita sposando senza se e senza ma la causa giallorossa.

Occhio Roma, Sampdoria e Fiorentina vanno a mille!

I due anticipi della sesta giornata sono scivolati non senza sorprese. La Sampdoria, che a Marassi ha inaugurato la giornata calcistica in corso, è riuscita nell’intento che sembrava precluso a molte delle squadre della massima serie: quello, cioè, di affondare la corazzata nerazzurra.

L’Inter di Josè Mourinho, infatti, è caduta per la prima volta in questa stagione, proprio per mano dei blucerchiati, capaci di riscattare nel migliore dei modi il k.o. di Firenze (gol di Jovetic e Gilardino, Cassano e compagni inconsistenti). Dopo una prima frazione di gioco equilibrata e tattica, nella quale ci si è divertiti ben poco per la scarsa mole di occasioni da gol costruite, è la ripresa a regalare gli spunti migliori del match.

Atzori scuote gli etnei: “Contro la Roma voglio la vittoria”

Lo spauracchio Catania, per la Roma. O lo spauracchio Roma, per il Catania. Difficile capire da quale punto di vista leggere l’incontro tra due squadre che passano un momento di forma differente e a cui la gara in procinto di essere determina più di una preoccupazione.

Il Catania ha bisogno di fare punti, la Roma può riagganciare la parte alta della classifica approfittando, tra le altre cose, dello svarione interista di ieri a Genova. Ancora: gli etnei paiono rinvigoriti dopo il punto in trasferta contro l’Atalanta: nella circostanza, tra le altre cose, lamentano un gol annullato per decisione dubbia.

A stimolare oltremodo i biancazzurri ci pensa il tecnico Gianluca Atzori, il quale lancia un segnale preciso: gli etnei vogliono vincere e lo fa nel corso della conferenza stampa che precede l’incontro.

Catania, lo stadio Massimino (altrimenti detto Cibali)

Roma in trasferta a Catania, con il cruccio più grande legato al fatto che il tifo giallorosso sia stato impossibilitato di seguire la squadra per il divieto alla presenza imposto dalle Istutuzioni del calcio. Si gioca in uno stadio – il Massimino, così chiamato dal 2002 – che porta il nome dello storico presidente rossoazzurro, Angelo Massimino.

Vulcanico e caparbio, passionale e fedele a Catania e alla sua gente, Massimino è stato la più alta carica societaria dal 1969 al 1996. Come non ricordarlo nelle sue espressioni più riuscite:

“C’è chi può e chi non può, io può”

I lavori di costruzione dello stadio di Catania, altrimenti detto Cibali per il nome del quartiere nel quale è collocato,  vennero avviati nel 1935 mentre l’inaugurazione avvenne due anni dopo, in occasione del match tra il Catania e il Foggia. Nel tempo, è stato uno dei riferimenti imprescindibili del calcio italiano in concomitanza con gli ottimi risultati del club etneo.

Pietro Mezzaroma ad Asromalive.com: “La Roma? Con lo stadio un pensiero lo farei”. La proposta del figlio: “Un pool di imprenditori per salvare la società”

 Un pensiero. Un pensiero, sì, lo farei“. Il pensiero si chiama A.S. ROMA e nella mente di Pietro Mezzaroma si sta riaffacciando, insieme al progetto per il nuovo stadio. Lo affida ad Asromalive.com, mentre il figlio Massimo, presidente della Roma Volley, nonché tifoso doc, frena lo slancio del padre: “Se mi regalasse la Roma lo farei internare!“. Ma allo stesso tempo lancia un appello: “Se ci fosse un progetto che coinvolgesse un pool di imprenditori e se questo progetto, oltre a salvare la società, fosse utile a svegliare dal sonno questa città, allora sì, mi attiverei domani mattina“. Nello studio del commendator Mezzaroma volano gli aeroplanini del nipotino, due anni, stesso nome del nonno: “Può fare un’intervista a tre generazioni“, ci dice l’ex socio di Franco Sensi. La libreria è invasa da pupazzi di Walt Disney. Hanno tutto l’aspetto dei sogni. Quelli da bambino e quelli “da grande“. Forse in mezzo c’è anche la società di Trigoria. “I pupazzi li ho messi insieme nel tempo, per regalarli un giorno a mio nipote. Ora sto facendo fare una bacheca per il piccolo Pietro. In quella bacheca c’è il lato bambino del nonno. Non ho avuto un’infanzia normale. Ho iniziato a lavorare a nove anni. Quando vennero gli americani a Roma, smisi di andare a scuola e andai a lavorare in uno stabilimento di falegnameria. Prendevo cinque lire a settimana. Le portavo a casa perchè servivano ai miei genitori“.

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