
Archiviata la paura di un’operazione che lo avrebbe costretto a un lungo stop, Francesco Totti continua a seguire un allenamento differenziato al fine di guarire dai fastidi di un ginocchio che è croce – per la serie di pause cui obblica il Capitano – e delizia – che con quella gamba, il Pupone, riesce a rendere possibile anche l’impossibile.
In attesa di vederlo nuovamente prendere per mano una squadra che non può prescindere dal suo numero 10, tiene banco sulle pagine dei giornali la questione – che si sta allungando a dismisura – legata al rinnovo del contratto di Totti. Il Tempo, edizione odierna – riprende la faccenda per provare a capire i motivi di tante lungaggini.
Testuale:


“Il bilancio di questi 50 giorni è positivo”. E’ contento Claudio Ranieri. E’ felice di questo suo primo periodo romano, di come la sua Roma ha raggiunto il pareggio in terra inglese. “Stiamo lavorando bene: si vedono grinta e carattere. I ragazzi non si arrendono mai, questo è importante. Ora la Roma è capace di rimontare le gare, cosa fondamentale”. Già, la Roma non si arrende mai e questo è uno dei punti distintivi di passaggio dalla vecchia squadra alla nuova formato trasteverino: in ogni minuto può arrivare la zampata decisiva per una rete allo scadere. E’ successo così sulla sponda del Tamigi 24 ore fa, così come accadde nella prima apparizione della Roma guidata da Ranieri: a Siena una bomba di Riise allo scadere diede il successo ai giallorossi e così anche ieri quando un altro difensore – Andreolli – con una magia ammutolì il Craven Cottage.
Novanta minuti al Craven Cottage dopo la buona prova di San Siro. Per Stefano Guberti questo è uno dei migliori momenti da quando è arrivato a Roma. L’esterno ha mostrato tutta la sua soddisfazione: “Da tempo aspettavo l’occasione per mettermi in mostra. È arrivata, ma me la sono conquistata lavorando giorno per giorno sul campo. Quella di Milano è stata la gara più importante che ho disputato con la Roma. La più bella. Voto in pagella? Non me ne do mai e a volte non li leggo neanche sui giornali. Non l‘ho fatto neanche per la gara di ieri, che comunque rimane importante. Ma quella di San Siro per me, per il mio rendimento, è stata tutta un’altra cosa.