Totti e le lungaggini del rinnovo contrattuale

Archiviata la paura di un’operazione che lo avrebbe costretto a un lungo stop, Francesco Totti continua a seguire un allenamento differenziato al fine di guarire dai fastidi di un ginocchio che è croce – per la serie di pause cui obblica il Capitano – e delizia – che con quella gamba, il Pupone, riesce a rendere possibile anche l’impossibile.
In attesa di vederlo nuovamente prendere per mano una squadra che non può prescindere dal suo numero 10, tiene banco sulle pagine dei giornali la questione – che si sta allungando a dismisura – legata al rinnovo del contratto di Totti. Il Tempo, edizione odierna – riprende la faccenda per provare a capire i motivi di tante lungaggini.
Testuale:

Cosmi, basta cappellino: “Roma-Livorno, firmo per il pari”

Serse Cosmi sulle pagine de Il Tempo. Concentrato e sicuro di dover dare il massimo affinchè il Livorno possa porre fine a questo periodo difficile, nel quale i risultati non sono arrivati e il gioco neppure, il neo tecnico labronico dovrà già vedersela – all’esordio – con la sua squadra del cuore: quella che, se non fosse stato per un dirigente che mise i bastoni tra le ruote, sarebbe potuto essere la squadra di Cosmi.
E’ lo stesso tecnico a raccontarlo, annunciando che con tutta probabilità smetterà per sempre l’uso del cappellino, diventato un peso per il fatto che lo si ricorda come l’allenatore col cappellino prima ancora che come un tecnico capace di fare il proprio mestiere:

Montali e Mister X: Rosella Sensi modifica l’assetto societario

Grandi manovre societarie per la Roma che, dopo la recente novità che ha interessato la panchina con l’alternanza tra Luciano Spalletti e Claudio Ranieri, sta modificando anche gli assetti dirigenziali.
Abituati a identificare la Roma con Daniele Pradè e Bruno Conti (che, stando alle notizie riportate da Il Corriere dello Sport, non sarebbe stato informato delle innovazioni), dal prossimo giovedì con tutta probablità (giorno del Consiglio di amministrazione) non sarà più così.
Rosella Sensi, infatti, pare intenzionata a puntare su Gian Paolo Montali, a cui verrà affidata una consulenza esterna quale manager di breve durata (con l’idea di prolungargli il contratto in seguito).
L’ex bianconero, che fino a qualche giorno fa era in procinto di accasarsi al Napoli di Aurelio De Laurentiis (poi è saltatop tutto per incomprensioni relative al contratto) può contare su un rapporto di reciproca stima con Ranieri.
Non è solo Montali la grande novità in casa giallorossa: stando alle indiscrezioni de Il Corriere dello Sport, infatti, per la Roma è in arrivo un altro dirigente. Nome ancora sconosciuto.
Ecco l’articolo:

La cura Ranieri funziona e Totti corre verso il recupero

 “Il bilancio di questi 50 giorni è positivo”. E’ contento Claudio Ranieri. E’ felice di questo suo primo periodo romano, di come la sua Roma ha raggiunto il pareggio in terra inglese. “Stiamo lavorando bene: si vedono grinta e carattere. I ragazzi non si arrendono mai, questo è importante. Ora la Roma è capace di rimontare le gare, cosa fondamentale”. Già, la Roma non si arrende mai e questo è uno dei punti distintivi di passaggio dalla vecchia squadra alla nuova formato trasteverino: in ogni minuto può arrivare la zampata decisiva per una rete allo scadere. E’ successo così sulla sponda del Tamigi 24 ore fa, così come accadde nella prima apparizione della Roma guidata da Ranieri: a Siena una bomba di Riise allo scadere diede il successo ai giallorossi e così anche ieri quando un altro difensore – Andreolli – con una magia ammutolì il Craven Cottage.

Guberti: “Ormai sento la fiducia di Ranieri, è come aver vinto una scommessa”

 Novanta minuti al Craven Cottage dopo la buona prova di San Siro. Per Stefano Guberti questo è uno dei migliori momenti da quando è arrivato a Roma. L’esterno ha mostrato tutta la sua soddisfazione: “Da tempo aspettavo l’occasione per mettermi in mostra. È arrivata, ma me la sono conquistata lavorando giorno per giorno sul campo. Quella di Milano è stata la gara più importante che ho disputato con la Roma. La più bella. Voto in pagella? Non me ne do mai e a volte non li leggo neanche sui giornali. Non l‘ho fatto neanche per la gara di ieri, che comunque rimane importante. Ma quella di San Siro per me, per il mio rendimento, è stata tutta un’altra cosa.

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