Perrotta: “Ora la squadra è più compatta ed i risultati si vedono. Possiamo ambire a traguardi importanti”

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Simone Perrotta ha commentato il momento positivo che sta vivendo lui e la sua Roma, al canale tematico della società giallorossa Roma Channel:

Oggi non ti sei allenato. Tutto bene?
“Niente niente, stanchezza generale. Piccolo pit stop che ogni tanto fa bene. Giocare fa sempre piacere, sempre partite belle e importanti. Se giochi è segno che il mister ti tiene in considerazione”.
Bel momento per la Roma. Lo avresti dopo la sconfitta con la Juve all’andata?
“Era un momento momenti difficili. Per tutto l’ambiente. A Trigoria si viveva il passaggio da Spalletti a Ranieri con grande tristezza. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un’altra persona per bene, romana e romanista. All’inizio per il campo ci sono state difficoltà per metodi completamente diversi. Ha avuto la bravura di non forzarci subito imponendo il suo credo. Ci ha lasciato giocare come sapevamo per poi aggiungere il suo credo. Ora i risultati si vedono. La squadra è più compatta del passato. Difficilmente riescono a farci gol e con gli attaccanti che abbiamo un gol lo facciamo sempre”.
Ranieri è stato chirurgico…
“Avevamo bisogno di un allenatore che ci desse mentalità diversa, più di equilibrio, di essere uniti tra i reparti, di giocare meno velocemente ma in modo più redditivo. Lui è molto bravo a preparare le partite”.
Tu sei un ragazzo semplice, ti vediamo spesso fermarti con i tifosi.
“A me fa piacere che arrivino questi elogi, più dei complimenti per una partita. Dipende dai valori che ti ha inculcato la tua famiglia. Io ho una famiglia eccezionale. Non ho mai visto i miei litigare, con i miei fratelli ho un ottimo rapporto. È fondamentale per ciò che diventerai da grande. Io sono molto legato alla mia terra, ai miei amici d’infanzia. Mia moglie è dello stesso paese. Lì torno a essere il ragazzo cresciuto con loro. C’è stato solo un momento diverso, dopo la finale di Berlino. Mi chiedevano un autografo, una foto anche lì”.
Il mondiale è la cosa più grande che possa capitare a un calciatore?
“Lì per lì quasi non te ne rendi conto, non capisci l’euforia in Italia. Lo abbiamo capito tornando a Roma. Devo essere sincero, in tanti volevano andare a casa, né andare al Quirinale né a fare la sfilata. Invece meno male che l’abbiamo fatta, è stato sensazionale. Una sensazione indescrivibile a parole”.
Che rapporto hai con i tuoi figli?
“Con il più grande gioco spesso, il più piccolo, appena nato, sta di più con la mamma. Il grande è innamorato di calcio, vuole capire, mi dice spesso se sbaglio un gol: ‘devi tirare così’…”.
Il record è di otto gol in A. Ce la fai a superarlo?
“Ci spero, anche se sono altri che devono fare gol. I tagli sul primo palo? Purtroppo li conoscono anche gli altri ormai”.
Come è cambiato il tuo ruolo dai tempi del Chievo?
“Corini organizzava il gioco. Delneri mi dava la possibilità di spingermi in avanti. Lui restava basso e faceva girare la squadra, io ero preposto a inserirmi. Corradi mi lasciava gli spazi giusti. Con Spalletti un po’ frutto del caso mi inventò questo ruolo perché eravamo in emergenza. La prima vola a Tromosoe. Poi a Genova dopo due mesi con Francesco davanti. Io mi trovo bene, mi diverto. Come diceva Tommasi, sono un trequartista di interdizione”.
Un gol che ti è rimasto impresso?
“Quello di Milano, per la prima Coppa Italia. Era un momento delicato, ci stavano rimontando. Un gol importante. Poi quelli nel derby, che danno emozioni diverse”.
Il gol lo cerchi sempre o per te non è una priorità?
“Fa piacere farli, è normale, ma non è un’ossessione. Mi piace essere produttivo per la squadra, ma se non viene non te ne fai una malattia come per un attaccante”
Il gruppo della nazionale com’è? Speri ancora di rientrarci?
“Somiglia al nostro, c’è allegria, voglia di vincere, non ci sono prime donne, chi resta fuori non fa casino. Per me sarebbe una ciliegina sulla torta. Sono fuori dal febbraio scorso, sarebbe la testimonianza di aver fatto bene con la Roma. Poi difendere quello che abbiamo conquistato farebbe piacere”.
Quali sono gli obiettivi della Roma?
“Ho letto che qualcuno ha detto che dobbiamo vincere le due coppe e arrivare secondi…forse è troppo! Ma adesso la classifica è soddisfacente. Siamo a due punti dal Milan. Ma dobbiamo fare le cose per gradi. Tre mesi fa per qualcuno eravamo alla frutta. Abbiamo dimostrato di essere un gruppo di qualità e di tenere a far bene. Possiamo ambire a cose importanti. Siamo in semifinale di Coppa Italia, siamo terzi in campionato e c’è l’Europa League. Non dobbiamo creare false aspettative, abbiamo sempre detto di voler arrivare fra le prime quattro. Vediamo”
Anche la società ha passato momenti difficili insieme a voi…
“Per tutti, abbiamo condiviso le amarezze insieme. Dopo Udine ci buttavano le bombe carta. Capivamo l’amarezza della città, le aspettative sono tante, ma nello spogliatoio sapevamo di poterne uscire. Dovevamo dimostrare di avere dei valori, ora tutti ci riconoscono di non aver mollato. Meritiamo di stare lassù”.
La gente qui cambia opinione in fretta
“Sì, cambia opinione e te lo dice anche. Mi dicono: ‘prima ti criticavo, ma mi sbagliavo’. Altrove non avviene”.
Contro il Siena che partita sarà?
“Col Siena una prova di maturità, li abbiamo visti poche settimane fa fare tre gol all’Inter a San Siro. Se siamo squadra vera dobbiamo vincere, abbiamo le qualità per superare il Siena”
Hai rinnovato per un altro anno. Cosa vedi nel tuo futuro? Cosa farai dopo?
“Ancora non so cosa farò. Mi piacerebbe chiudere la carriera qui a Roma. Per la vita invece devo decidere anche con i figli e la famiglia”.

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