C.d.A. A.S. Roma, le reazioni degli azionisti

di Redazione Commenta


 Dopo le parole di Rosella Sensi nel corso dell’odierno C.d.A. della A.S. Roma, non si sono fatte attendere le dichiarazioni degli altri azionisti, i quali hanno sostenuto posizioni poco affini alla linea portata avanti dal Presidente. Non sono frasi di circostanza nè note liete. Colpiscono, tra tutte, le parole di Quinzi, che ha in serbo un ringraziamento particolare:
Sono solo un macellaio ma vedendo la gara di ieri ho appuntato quattro righe. Vorrei ringraziare pubblicamente Luciano Spalletti, un vero professionista e un vero signore che non è salito sul carro dei vincitori. Nonostante i miei preferiti fossero Liedholm, Bianchi e, per il suo spirito, Mazzone. Vorrei sapere chi sono quegli scienziati che hanno acquistato Artur, Pit, Loria e Julio Sergio, cedendo tanti altri giovani che hanno fatto fortuna altrove“.
Ancora più condite le frasi dell’avvocato Pizzicaria, che arriva a rivolgersi direttamente alla Sensi:


Le mie critiche non riguardano le persone ma gradirei un presidente uomo. Io sarò romanista quando la società sarà ceduta, per me la Roma è finita con Franco Sensi. Perché la presidentessa non segue la Roma in trasferta? I cori di cinquantamila persone che urlano vattene Rosella avranno un motivo? Spalletti è stato bravissimo e ha fatto miracoli. Pradè non mi saluta più perché gli ho detto che non sapeva se il pallone fosse tondo o quadrato. Stiamo giocando con gli scarti degli altri e anche Francesco Totti ha la sua età, 5 anni a 10 milioni sono 50 milioni. Ma anche per Conti e Pradè il discorso è simile: perché 5 anni di rinnovo. La Mazzoleni risponda: i 22 milioni di Aquilaini che fine hanno fatto? Da quando c’è Rosella Sensi la Roma si discute e non si ama“.
Fino alle dimissioni di Rosella Sensi, chieste da Rossi Massimi:
Oggi ufficialemente chiedo alla dottoressa Sensi le sue dimissioni dalla carica di amministratore delegato e la nomina di uno specialista del settore di affermata credibilità. Vorrei che l’attuale proprietario ricordasse che non si producono merendine ma passione. Privare della passione è un peccato che non prevede assoluzione“.


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