Negli acquisti dell’ultima ora più recenti la Roma figuranti e protagonisti. Cominciamo dal norvegese Carew, arrivato dal Valencia il 30 agosto del 2003 in prestito con diritto di riscatto. Dato che fu preso dopo la presentazione ufficiale della squadra all’Olimpico fece il suo esordio direttamente nella seconda partita di campionato contro il Brescia, al quale segnò su rigore uno dei gol che firmarono il 5-0 della Roma. Per compagni e tifosi divenne un beniamino e chiuse il campionato con 20 partite e 6 gol, più una rete in Coppa UEFA ed una in Coppa Italia contro il Milan a San Siro nonostante il colpo di frusta rimediato in un incidente d’auto sulla Via di Trigoria che lo tenne lontano dai campi nel finale di stagione. Complice una richiesta troppo elevata del Valencia non venne riscattato dai giallorossi e per molti fu un errore, anche perché aveva sicuramente ben figurato.
Calciomercato
Mercato: Pradè tenta il miracolo
Dal Corriere della Sera: Ultimo giorno di mercato, che per
Ranieri aspetta il vero Vucinic
L’eleganza del diesel. Mirko Vucinic è fatto così: false partenze, motore che fatica a carburare, sgassate improvvise, cilindri che sembrano incepparsi. Poi, quando la macchina pare destinata a fermarsi, entra il turbo: Mirko si risveglia e comincia la nuova stagione. Ecco allora l’altro Vucinic: quello che gioca con il frac, che segna gol a vagoni, che ti fa vincere i derby e che finisce nel mirino dei club europei. Arriva l’estate ed è un peccato: la macchina è lanciata, fermarla è un delitto. Passano le vacanze, si torna in campo e la storia ricomincia. Il vizietto È un remake, il Vucinic viso pallido di questi tempi. Come ai tempi di Lecce, in cui le vacanze duravano fino ad ottobre. Come nel 2006, quando sbarcò a Roma con un ginocchio che non stava bene. Come nel 2008, quando si svegliò all’improvviso a Bordeaux, nel giorno del suo compleanno, 1 ottobre. Come nell’autunno 2009, quando i tifosi lo fischiavano e Ranieri lo difendeva.
Roma: Doni congela Marchetti e Rubinho, ultimo assalto a Behrami
Ieri la Roma ha incassato una serie di no, che rendono complicato il completamento della campagna acquisti. Oggi è l’ultimo giorno di mercato e solo un colpo a sorpresa potrebbe consegnare a Ranieri un nuovo rinforzo. Il primo no è arrivato da Lisbona. Rui Costa ha dovuto rinunciare a Doni, dopo aver tentato invano di cedere Roberto. Così per tutta la giornata di ieri il valzer di portieri ha preso un’altra direzione. Roberto Mancini ha fatto sapere attraverso un suo emissario di essere disponibile a uno scambio tra Doni e Given. Ma il portiere irlandese vuole garanzie su un impiego da titolare e fa fatica a lasciare l’Inghilterra per la scuola dei figli. Discorso complicato, quindi. Per Doni resta in piedi un’ultima possibilità, un altro club inglese. Oggi se ne saprà di più. Con Marchetti e Rubinho che restano congelati. Per l’azzurro la Roma spera ancora di poter fare un prestito oneroso, spostando i soldi di una cessione «last minute».
Julio Baptista: ora diventa un caso
Quello di Julio Baptista rischia di diventare un vero e proprio caso e la Roma vuol portarlo davanti alla Fifa. Due anni fa per convincerlo a lasciare il Real Madrid la società giallorossa fece ponti d’oro, un contratto faraonico e telefonate per fargli dire sì da parte dei giocatori, Totti in testa. Al primo anno in giallorosso la “Bestia” conquistò tutti. Un gol nel derby che permise di conquistare una vittoria scacciacrisi, undici reti tra campionato e Champions League gli valsero la promozione, nonostante un grossolano errore contro l’Arsenal, che costò l’eliminazione.
Cicinho: spuntano Real Sociedad ed Hercules
C’è pure Cicinho. Forse qualcuno se lo era dimenticato, ma l’esterno basso (senza ironia) brasiliano è tuttora a Trigoria, esiliato nel gruppo degli indesiderati, in attesa di trovare una squadra che possa consentirgli di tornare a sentirsi un giocatore. E se fosse proprio lui, l’ingaggio pesante che, se traslocasse, consentirebbe in extremis una nuova operazione in entrata? Alla luce di tutto quello che è accaduto negli ultimi due mesi, sembra francamente impossibile. Anche se ieri, il suo procuratore, Ricardo Sarti, ha aperto la porta e la speranza a una cessione. Sarti, sorprendendo un po’ tutti, crediamo la stessa Roma, nella mattinata di ieri ha fatto sapere che potrebbero esserci un paio di club spagnoli interessati a prendere Cicinho che, dopo il prestito al San Paolo nella seconda parte della passata stagione, è rientrato a Trigoria senza riuscire a convincere Claudio Ranieri a dargli una nuova opportunità. Pare, a dar retta a Sarti, che ci sarebbero due club spagnoli pronti a prendere in prestito l’esterno brasiliano.
Behrami, Cassano, Marchetti, Bergessio: ultimo treno per la Roma. Il Milan rifiuta Baptista
Il calciomercato sta per serrare l’uscio: ancora poche ore prima dell’arrivederci a gennaio. La Roma, dopo i rinforzi di Adriano, Aleandro Rosi, Fabio Simplicio, Paolo Castellini e Nicolas Burdisso, pare avere l’opportunità di completare la rosa con qualche innesto dell’ultimo momento. Sempre legatissimi alle cessioni (o mancate tali) di Julio Baptista e Alexander Doni, i vertici dirigenziali del club giallorosso girano con taccuino alla mano. I nomi caldi – Daniele Pradè ci sta provando fino alla fine – si sono ridotti a quattro. Due portieri – Mario Cassano del Piacenza e Federico Marchetti del Cagliari -, un centrocampista – Valon Behrami – e un attaccante – Gonzalo Bergessio. Tra tutti, il volto nuovo è proprio quello della punta argentina in quota al Saint-Etienne, che ha cominciato a prendere quota soprattutto quando il destino di Marco Borriello si è tinto di bianconero (l’ufficializzazione del passaggio alla Juventus è questione di ore): a nulla è valso il tentativo di Pradè di proporre a Galliani lo scambio della sua punta con Baptista. Il Milan ha rifiutato senza esitazione. Ultimare l’elenco a disposizione di Claudio Ranieri tentando di portare a Roma almeno uno dei quattro. Viste le piacevoli sorprese che lo scorcio di calciomercato ha regalato a più di una tifoseria (Ibrahimovic al Milan, Santa Cruz alla Lazio e appunto Borriello a disposizione di Delneri), non pare irreale ipotizzare il botto dei capitolini.
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Roma: manca un centravanti
Lo 0 a 0 con il Cesena ripropone vecchi temi e alimenta nuove preoccupazioni. La Roma resta a digiuno e di conseguenza non vince, nemmeno giocando in casa contro una matricola, due anni fa in C1 e da 19 senza serie A. Il problema giallorosso non è vago, ma ben individuabile. E’ tutto dentro l’area di rigore, ovviamente avversaria. Manca il centravanti. Perché Totti, calciatore universale e a 34 anni ancora il migliore del gruppo, fa i gol senza però avere le caratteristiche dello sfondatore, del terminale avanzato. Ranieri, anche venerdì in pubblico, conferma di aver chiesto solo un uomo: Nicolas Burdisso, difensore centrale che sabato tra l’altro era in tribuna.
Doni al Benfica spinge Rubinho alla Roma
Protagonisti: Given, Schwarzer, Doni, (forse) Marchetti e Rubinho. Dunque, nel bel mezzo di questo balletto, c’è anche la Roma. Doni, infatti, sarebbe la scelta definitiva del Benfica per ovviare ai disastri combinati da Roberto, pagato due mesi fa 8,5 milioni. Dopo un sondaggio per Dida e un tentativo per Marchetti, a Lisbona hanno optato per l’attuale terzo portiere giallorosso. L’alternativa City, nonostante l’assenso di Mancini, si è complicata: il passaggio di Given al Fulham potrebbe portare Schwarzer a Manchester.
Behrami se parte Baptista
Da Leggo: Sarà Baptista a decidere il mercato della Roma.






