Okaka, il ragazzino che viene prima di Julio Baptista

Gloria anche per un ragazzini nato a Castiglion del Lago il 9 agosto del 1989. Quell’appena ventenne che è Stefano Okaka Chuka, destinato a farsi le ossa su qualche campetto di serie B e finito per restare alla Roma nel corso di un mercato, quello estivo, che non aveva garantito a Luciano Spalletti alternative concrete agli attaccanti a disposizione. Forte delle sue 51 presenze accumulate in B e dei 9 gol messi a segno (2007/08 a Modena, 2008/09 a Brescia), Okaka ha accettato la sfida con il massimo dell’entusiasmo e ha provato fin da subito a garantire il proprio contributo.
La tarfila è quella di chi ha cominciato con la gavetta trovando ogni modo (le marcature,m soprattutto) per mettersi in mostra: giovanili in giallorosso, nella Roma fu schierato nella squadra Allievi ma, dopo 11 gol in altrettanti incontri di campionato, il tecnico Alberto De Rossi lo inserì nella squadra Primavera, nella quale realizzò altri 20 gol e con la quale vinse meritatamente il campionato di categoria 2004-2005. Per Okaka la stagione 2009710 è cominciata in salita: consapevolezza di essere l’ultima scelta dell’attacco giallorosso, il giovane umbro non s’è dato per vinto e ha saputo mettere in difficoltà Claudio Ranieri a tal punto da scavalcare, nelle preferenze del tecnico testaccino, Julio Baptista. Fino ad ora, 6 presenze per Okaka con 96 minuti in campo, sei sostituzioni fatte e 1 avuta.

Vucinic, 3 reti alla 17esima: se segna, va in gol anche Perrotta

I numeri di Mirko Vucinic alla 17esima di serie A sono quelli di un calciatore che pare aver smarrito il fiuto del gol: tre sole reti messe a segno a fronte delle 16 gare disputate. Tutto insufficiente, tuttavia, solo in apparenza perchè lo score personale del montenegrino classe 1983 non tiene conto di quanta poesia vi sia stata, finora, nelle prestazioni di Mirko, costretto a giocare in condizioni precarie per l’evidente assenza di un sostituto d’attacco capace di non far rimpiangere nè lui nè il Capitano, vittima di uno stop obbligato che ha costretto Vucinic agli straordinari.
Per l’ex salentino, 1206 minuti in campo sul totale dei 1530 utili, due sostituzioni fatte e sei avute, due cartellini gialli. Tre reti tutte su azione e in circostanze nelle quali Vucinic era sceso in campo da titolare, due delle quali infilate con colpo di testa e la capacità di trovare due calci di rigore. Per i giornali, Vucinic ha meritato nel complesso una media di 6.03 in pagella che sono la somma di prestazioni giudicate altamente negative (un quattro deprimente nella nona di serie A contro il Livorno, Roma sconfitta in casa dalla formazione di Serse Cosmi) e di prove pienamente convincenti (impeccabile nella quarta di campionato contro la Fiorentina, nell’undicesima di A contro il Bologna, nella tredicesima contro il Bari all’Olimpico e nella quattordicesima contro l’Atalanta a Bergamo).

Roma, quarto attacco della serie A con 27 reti

Il 2009 della Roma si è concluso nel migliore dei modi: il successo sul Parma è valso l’aggancio a quel quarto posto che soltanto due mesi fa sembrava una chimera. Invece grazie al grande lavoro compiuto da Claudio Ranieri e, soprattutto, sfruttando la nota positiva del rientro in ottima forma dei Big come Simone Perrotta, Mirko Vucinic e soprattutto Francesco Totti, la squadra ha ripreso a correre.
Il capitano guida l’attacco con 9 reti in campionato anche se la sua presenza non è sempre stata una garanzia (il solito ginocchio malconcio e la classica sequenza do falli sistematici da parte degli avversari). Discorso differente per Mirko Vucinic che, dopo l’infortunio al ginocchio, ha faticato a riprendersi ma, come ha sempre precisato Claudio Ranieri, il montenegrino  aveva bisogno di tempo per tornare quello che gli ha permesso di diventare un idolo dei tifosi giallorossi (tempo che non sempre il tecnico testaccino ha potuto garantirgli, mandandolo in campo anche acciaccato).

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