Pradè: “Ranieri? La sua Nazionale è la Roma, Totti ha accelerato troppo”

 Daniele Pradè è intervenuto questa mattina a “Radio Anch’io lo Sport” su Radio Rai esprimendo la propria opinione sulla partita di ieri contro il Napoli, in cui la Roma non è riuscita a difendere due gol di vantaggio: In campo c’è anche l’avversario, forte ed in salute con grandi stimoli. Abbiamo fatto una buona gara, siamo stati puniti al 90’ da un penalty ma il cammino continua e siamo convinti di avere una grande squadra. C’è rammarico ma ricordiamoci che a Napoli non vince nessuno“.

Vucinic ha fatto molto bene, si è preso delle responsabilità… “Vucinic è un campione, determina le partite da solo. Ha trovato quello che gli mancava, la continuità. Vucinic deve trovare la cattiveria, in quel momento sarà tra i primi 5 al mondo”.
Ranieri ha del merito, anche su Baptista.
“Per Baptista siamo contenti perché abbiamo sempre detto che è un professionista. Ranieri è stata la nostra svolta ha capito quali erano i problemi. La squadra aveva perso autostima, lui ha coinvolto tutti e 22 i giocatori ed è stato fortemente voluto dalla presidenza”.

Napoli-Roma, Vucinic: “Uno dei gol più belli, ma meglio la vittoria”

 Da Il Corriere dello Sport:

Un gol come il suo avreb­be meritato un altro finale, al di là di qualsiasi considerazione sulla dire­zione arbitrale. Taddei fa uno di quei lanci che uno in tribuna po­trebbe pure essere autorizzato a mandarlo da qualche parte non pro­prio piacevole; lui, l’uomo del Mon­tenegro, lo trasforma in un gioiello, stop di petto, un’occhiata rapida al portiere avversario mentre il pallo­ne scende, poi di controbalzo rapi­dissimo un interno destro basso che bisognava alzarsi in piedi ad ap­plaudire mentre il pallone finisce in rete. L’undicesimo gol stagionale di Mirko Vucinic, sesto in campiona­to, festeggiato dal giocatore come, a quel punto, il gol che decideva gio­co, partita e incontro.

Le Pagelle di Napoli-Roma: Juan è il leader, Vucinic un genio, ma il cambio di Ranieri è fatale

Doni: Dopo la prova dell’Olimpico contro il Panathinaikos, entra in campo con personalità. Attento e concentrato per tutti e novanta i minuti per poco non neutralizza il rigore del pareggio partenepeo.
Burdisso: Riesce a rendere semplici anche gli interventi più pericolosi. Grande scelta di tempo sugli anticipi, l’unica pecca è la fase di disimpegno del pallone.
Juan: Cambiano gli addendi ma il risultato non cambia. Con la difesa a 4 o insieme ad altri 2 compagni di reparto per lui non cambia nulla. E’ il leader, il padrone della difesa. Gestisce la gara con una naturalezza ed una semplicità da paragonarlo a Pluto Aldair.
Mexes: Tenace e voglioso su tutti i palloni non concede centimetri agli avversari. L’inizio è un po’ incerto e traballante, ma con il passare dei minuti immagazzina il nuovo modulo e garantisce solidità difensiva. Incolpevole sul rigore concordato da Rizzoli per un suo fallo di mano.
Motta: Spostato da Ranieri in posizione più avanzata deve sostenere le azioni giallorosse in fase avanzata ed arginare gli attacchi partenopei. Svolge il compito senza particolari affanni, limita le discese di Aroinica  e si propone in sostegno di Vucinic e Taddei quando ne ha la possibilità.
De Rossi: Non è il suo momento. Tocca tanti palloni ma ne sbaglia parecchi. Splendido in appoggio alla difesa, quando si spinge in avanti prova a scambiare con i compagni, ma la sua forma fisica è da rivedere.
Taddei: Appare quasi sempre fuori posizione. Soffre la spinta degli azzurri sulle fasce. Corre, come sempre, ma non basta.
Perrotta:  Si vede poco. Non lotta come al solito e non aiuta la manovra giallorossa con le sue solite incursioni. Quasi spaesato in questa nuova posizione.
Riise: Si vede poco in fase propositiva, Ranieri gli chiede di non alzare troppo la linea e concentrare i suoi sforzi per contenere le discese di Maggio.
Baptista: Preferito a Menez (colpa un attacco febbrile del francese) deve dare un po’ di sostanza e di peso all’attacco. Missione fallita, almeno nella prima frazione di gioco. Nella ripresa si trasforma, si guadagna e trasforma il rigore del vantaggio giallorosso. Corre, copre, lotta e segna. Uno dei migliori in campo, almeno fino al 30’ s.t. quando Ranieri lo sostituisce con Faty: S.V.
Vucinic:  Prestazione maiuscola del montenegrino che si carica da solo tutto il peso dell’attacco giallorosso. Al 15’ del primo tempo cerca la giocata solitaria per sbloccare il risultato ma il suo destro si ferma tra le braccia di De Sanctis. Quando ha la possibilità cerca lo scambio con il compagno, ma, troppo spesso, è isolato attorno a maglie azzurre. Poi, la magia. Al 20’ della ripresa trova la perla che vale il 2-0. Un genio.
Ranieri: Propone la difesa a tre stupendo tutti. Dopo i primi minuti di assestamento la sua squadra recepisce la nuova disposizione in campo e trova sempre più solidità. L’inizio di ripresa è da applausi, ma poi l’ennesimo black out concede al Napoli di recuperare il doppio svantaggio. Il cambio Baptista/Faty concede alla Roma dieci minuti di terrore, quelli fatali.

 Doni 6: Dopo la prova dell’Olimpico contro il Panathinaikos entra in campo con personalità. Attento e concentrato per tutti e novanta i minuti per poco non neutralizza il rigore del pareggio partenopeo.
Burdisso 6: Riesce a rendere semplici anche gli interventi più pericolosi. Grande scelta di tempo sugli anticipi, l’unica pecca è la fase di disimpegno del pallone.
Juan 7: Cambiano gli addendi ma il risultato non cambia. Con la difesa a 4, o insieme ad altri 2 compagni di reparto, per lui non cambia nulla. E’ il leader, il padrone della difesa. Gestisce la gara con una naturalezza ed una semplicità da paragonarlo a Pluto Aldair.
Mexes 6: Tenace e voglioso su tutti i palloni non concede centimetri agli avversari. L’inizio è un po’ incerto e traballante, ma con il passare dei minuti immagazzina il nuovo modulo e garantisce solidità difensiva. Incolpevole sul rigore concordato da Rizzoli per un suo fallo di mano.

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