Totti: “Lo sfottò fa parte del derby”

Ecco il settimanale articolo di Francesco Totti sulle colonne de Il Corriere dello Sport:

Abbiamo vinto questo derby molto importante, non solo per il fascino che riveste nella nostra città, ma per gli sviluppi che potrà avere per l’epi­logo del campionato. Siamo partiti male, molto male, perché non siamo riusciti ad esprimere le nostre poten­zialità, poi nel secondo tempo la partita ha cambiato volto, abbia­mo ribaltato la situa­zione e siamo riusciti a vincere. A me è dispia­ciuto uscire, ma alla fi­ne ero felice perché la squadra e questo primo posto da difendere ven­gono prima di tutto. Il derby ha una sua storia, una sua particolarità che lo porta ad essere per forza una par­tita diversa. Nelle tradizioni, negli sfottò, nelle coreografie, nei festeg­giamenti, sia dei tifosi che dei prota­gonisti. Spesso diventano motivo di contrasto tra amici, tra familiari, tra marito e moglie, tra fratelli, ma poi tutto si ricompone e magari chi perde è soggetto a pagare una scommessa al vincitore.

Bertagnoli e Floccari: Sergio a confronto

Da Il Romanista:

È stato un giorno lungo di nuvole e sole. Come se notte e giorno si guardassero allo specchio. È iniziata con la luce è finita di notte (e forse non è ancora finita). Lo vedevi dall’inizio che non c’era un’aria normale. Vabbè c’era il derby ed è sempre diverso quel giorno, però questo Lazio-Roma era già diverso da tutti gli altri derby diversi. Lazio-Roma 1-2, 18 aprile 2010, per qualcuno è stato il derby più importante di sempre, di tutti quelli giocati, di quelli attesi o immaginati. E lo vedevi dall’aria. Le prime impressioni sono quelle che contano e quel rosso, dal calzettone al colletto, acceso, vivo, forte, a tinta unita dei giocatori nel riscaldamento spiccava in maniera diversa in tutto quel bianco slavato, candegginato, dei laziali. L’impressione immediata nel riscaldamento è che noi eravamo veramente la Roma. Il presidente (e la Sensi era a sorpresa presente), l’allenatore, il capitano e il vicecapitano.

Lazio-Roma: Rosella Sensi, dedica a papà Franco

 Da Il Corriere dello Sport:

Questa volta ha voluto es­serci, seguendo il consiglio della ma­dre Maria e dell’avvocato Antonio Conte. Rosella Sensi domenica era all’Olimpico per il derby. Al diavolo la scaramanzia, considerato che gli ultimi due in casa della Lazio la Ro­ma li aveva persi. E poi suo padre i derby se li faceva tutti. E non abban­donava mai il suo posto, fino all’ulti­mo minuto. Mentre i due presidenti laziali che si sono succeduti durante la gestione dei Sensi in caso di scon­fitta se ne vanno via prima. Quello di domenica è stato il derby vinto per Franco Sensi. Al fischio finale di Ta­gliavento, Rosella Sensi si è alzata in piedi e con il braccio rivolto verso il cielo ha urlato: «Papà» .

Derby: Totti pollice non verso la squalifica

 Da Il Corriere della Sera:

Francesco Totti non rischia una squalifica, per il pollice verso fatto verso la sua curva però con obiettivo la Lazio, ma una forte multa. Dovrebbe essere questa, oggi, la decisione del Giudice sportivo, che si occuperà anche dello sgambetto di Radu a Perrotta, voltato di spalle e a partita già finita. Il romeno rischia uno stop di tre giornate con la prova tv, ma se il giudice Tosel non dovesse trovare nel gesto caratteri di «violenza» potrebbe anche cavarsela senza danni. Di routine saranno le squalifiche di Ledesma, espulso e già diffidato (2 o 3 giornate) e di Kolarov, diffidato e ammonito (una giornata).

“Frosinone alè, Frosinone alè”

 Da La Gazzetta dello Sport:

«Frosinone alè, Frosinone alè». Sarà pure provincialismo, come volete voi. Ma chi lo vive da fuori non può capire. Perciò gli sembra tanto assurdo: festeggiare un derby come una Champions League anziché starsene buoni, zitti, sotto coperta fino al 16 maggio. Così non ci si gode la vita, però. Meglio tuffarsi nelle celebri tavolate giallorosse, dalle parti della Piramide: a La Villetta domenica c’erano mezza squadra, Totti e Ilary, Vucinic, Menez, Toni… Il capitano ha festeggiato con una tagliata, Toni con una pizza. Fuori, un centinaio di tifosi impazziti, mentre Testaccio si riempiva di colori, suoni, emozioni. E stamattina Trigoria era invasa. È il derby, bellezza E poi vinto in quel modo…

Claudio, l’imperatore del derby

 Da Il Messaggero:

Mister Derby: se lo merita Claudio Ranieri, dopo il capolavoro di domenica pomeriggio. Con la mossa più trasgressiva e al tempo stesso efficace che si ricordi. Nella storia di questa sfida infinita tra le due squadre capitoline e comunque in assoluto. C’è, nel suo intervento tra i due tempi, il film di tutta la stagione giallorossa. La rinuncia a giocatori di primo piano a vantaggio della Roma prima in classifica. Già c’erano passati proprio De Rossi e Totti prima di due giorni fa. Ma escluderli insieme, a metà partita, questo ancora nessuno lo aveva mai visto né immaginato. Con i due capitani costretti ad accettare per il bene della squadra. Il primo con più partecipazione all’Evento, l’altro un po’ rabbuiato. Entrambi, però, in panchina a dare un segnale ai compagni allo stesso allenatore.

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