Lazio-Inter, Pradè: “Esibizione in mondo visione”. Roba da scapoli-ammogliati…

 Daniele Pradè è ricorso all’espressione più significativa: un’amichevole? Macchè, Lazio-Inter è stata un’esibizione in mondo visione. Sono le parole con cui il dirigente romanista prova a stendere un velo pietoso su quanto accaduto all’Olimpico nel corso della 36/a giornata di serie A. Pradè ha parlato ai microfono di Roma Channel e, anche se le parole usate sono differenti, è evidente il richiamo a quelle sfide di diletto che non servono a nulla. Come tra scapoli e ammogliati.

ROMA-SAMPDORIA. “Ha rappresentato una battuta d’arresto: il primo tempo è stato fantastico, avremmo potuto segnare 3 gol, poi la sfortuna e gli episodi contrari hanno determinato una sconfitta dolorosa. Che ci ha portato a lavorare sull’aspetto psicologico: a Parma abbiamo affrontato la partita con lo spirito vincente. Il Parma si è rivelato un avversario determinato, ma a me piace sottolineare la nostra prova di forza e di squadra: una squadra tosta e determinata, sostenuta dai suoi tifosi”.

Mezzaroma: “Siena, fatti trovare alla fermata, non al bar”

 Massimo Mezzaroma in un comunicato ufficiale alla vigilia delle gare Fiorentina-Siena e Siena-Inter. Obiettivo, dare il massimo. Avete presente la Lazio? Ecco, l’esatto contrario:

“Ho parlato con i ragazzi: da loro, come contro il Palermo ieri, esigo massimo impegno sia a Firenze, dove dobbiamo vendicare l’1-5 dell’andata, sia con l’Inter. Il nostro obiettivo rimane arrivare terzultimi, perchè nella vita bisogna sempre farsi trovare pronti. Se dovesse capitare l’opportunità di salvarci pur arrivando terzultimi, con un ripescaggio, noi dobbiamo sfruttarla. Non sarebbe la prima o l’ultima volta che accade una cosa del genere.

Mondiali 2010 – GRUPPO A: il Sud Africa. Storia triste, nera come l’apartheid

 Terzo Mondiale come squadra, il primo da Paese ospitante. Sud Africa, ovvero Nazione ospitante della diciannovesima edizione dei campionati Mondiali di calcio. Il 2010 è data storica perchè per la prima volta dal lontano esordio – 1930, Uruguay – la manifestazione voluta dall’allora presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni Calcistiche Jules Rimet, sbarca nel continente africano. Dopo l’esordio in Asia – nel 2002 l’evento congiunto di Giappone e Corea del Sud – arriva lo svezzamento del continente Nero. Un’apertura inevitabile verso un calcio e un Paese che sta tentando – a piccoli passi – di avvicinare i livelli sociali ed economici del mondo occidentale. Dopo Barack Obama – vien da dire – altra mano tesa (significativa) verso l’Africa.
BAFANA BAFANA. Momento topico per la storia sportiva di una Nazionale – quella sudafricana – che vive proprio in questi mesi il momento d’apice dell’esperienza calcistica. I Bafana Bafana (in zulu, i nostri ragazzi) indossano l’uniforme gialloverde che richiama i colori propri del Sud Africa anche se – con la caduta dell’apartheid – primi anni del Novanta – lo Stato ha assunto la denominazione informale di Rainbow Nation. Il Paese arcobaleno, quello in cui abitano uomini e donne dal differente colore della pelle.
 Una commistione di razze e di nazionalità figlia di secoli di colonizzazione (inglese soprattutto). E’ la casa di Pieter Willem Botha, che all’apartheid ha garantito un sostegno strenuo, e di Nelson Mandela, uno dei principali oppositiori e perseguitati uomini politici che ha ricevuto indietro – dalla Storia – un risarcimento (seppur parziale) per la segregazione e i ventisette anni di carcere imposti dai governi sudafricani pro-apartheid prima degli anni novanta con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace del 1993 e l’elezione a Presidente (1994) nel corso delle prime elezioni democratiche svolte in Sud Africa.
NAZIONALE DI CALCIO. In un corso storico lungo uno studio decennale – tanto servirebbe a masticare, almeno un po’, le tradizioni sudafricane, si infila la storia calcistica di una Nazione che, anche nello sport, ha subito l’andamento storico e politico di avvenimenti che hanno segnato il Paese in ogni senso. La selezione calcistica nazionale del Sudafrica è posta sotto la protezione della South African Football Association ma non ha potuto competere e sfidare le Nazioni avversarie per volontà della Fifa. I Mondiali di calcio, per il Sud Africa, sono cominciati nel tardo 1994.

Lazio, Lotito: “Non chiediamo scusa, aspettiamo di riceverle”

 In serata, il comunicato ufficiale di Claudio Lotito che ha voluto affrontare, una volta per tutte, le polemiche che si sono trascinate dopo Lazio-Inter:
IMPEGNO. La polemica che è seguita all’incontro di calcio Lazio-Inter costituisce occasione per riprendere alcuni temi sui quali la Lazio, ed il suo Presidente, si sono costantemente impegnati in questi anni. Abbiamo più volte ribadito la necessità che l’antagonismo sportivo rimanesse nei confini della dialettica civile, senza mai debordare in violenza verbale o fisica e senza offendere la dignità dell’avversario: invece abbiamo assistito a manifestazioni, specie in occasione dell’ultimo derby, che hanno profondamente ferito la tifoseria laziale e che hanno generato un clima di istigazione alla violenza che si è protratto per tutta la settimana“.
MINACCE.A tali manifestazioni si è accompagnata la cassa di risonanza della stampa e delle radio locali; ci si è poi lasciati andare a vere e proprie minacce fisiche sia ai calciatori che al Presidente ed ai dirigenti della Lazio, creando un clima di tensione che ha profondamente danneggiato l’immagine dello sport nella capitale e nel paese. La Lazio ed il suo Presidente ne sono stati vittime destinate: si è arrivati alla minaccia di morte (se non battete l’Inter siete finiti) inviata per posta, accompagnata da proiettile di grosso calibro, ma non per questo la battaglia contro un tal modo di intendere l’antagonismo sportivo è stata abbandonata“.

Lazio, prime dichiarazioni ufficiali. De Martino: “Non accettiamo lezioni”

 Post Lazio-Inter. Prime dichiarazioni ufficiali riconducibili alla società biancoceleste. Le frasi sono di Stefano De Martino, intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo. Il responsabile della comunicazione laziale ha replicato alla marea di accuse piovute addosso al club in seguito alla gara contro i nerazzurri.
Stiamo raccogliendo il materiale e le dichiarazioni, la Lazio non ha intenzione di rimanere a guardare di fronte a certe accuse pesanti e disdicevoli. Tutto quello che sta avvenendo adesso ci sarà qualcuno che lo pagherà dopo, chi fa certe dichiarazioni deve prendersi la responsabilità di quello che dice di fronte alle sedi opportune.

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