Roma-Psg: l’arbitro Lannoy ferma i giallorossi

 Dal Romanista:

Se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione della Roma si prospetta come quella appena conclusa. Almeno dal punto di vista arbitrale. Finisce 1-1 (gol di Greco, complimenti) la gara coi padroni di casa del Psg nel torneo di Parigi, ma un ruolo fondamentale ce l’ha l’arbitro dell’incontro. Il signor Lannoy prima fa ripetere senza motivo un calcio di rigore che Francesco Totti aveva realizzato (e poi sbagliato), e poi dopo aver concesso tre minuti di recupero nel secondo tempo ne fa giocare sei perché il Psg era in attacco.

Infortunio Menez: nulla di grave

 Dal Romanista:

«Il mio obiettivo? Arrivare lontano con la Roma perché abbiamo una buona squadra». Anche nel giorno dell’emozione, quello del ritorno nella sua Parigi, Jeremy Menez pensa in giallorosso. Pensa a riprendersi quello che lo scorso anno è stato solo sfiorato. Ha voglia di fare il francesino, col rischio di strafare. O magari di farsi male. Come è successo nella partita di ieri contro il Paris Saint Germain, la seconda ed ultima del Torneo di Parigi. Si sentiva gli occhi addosso Jeremy: quelli di Ranieri, dei tifosi romanisti, di quelli francesi alla ricerca di un giocatore che possa rilanciare le ambizioni di un nazionale uscita con le ossa rotte dal mondiale sudafricano.

Ranieri: il modulo è il 4-4-2

 Dal Corriere dello Sport:

La Roma c’è. Se­condo pareggio francese che le va stretto, al termine di no­vanta minuti in cui i gialloros­si sono stati squadra, singoli, come Mexes, in crescita espo­nenziale, e quei tre là davanti che possono dare spettacolo ovunque e comunque. Il tor­neo, organizzato da dilettanti allo sbaraglio, è andato al Bordeaux, ma di questo ce ne possiamo fare una ragione. E’ stata Roma vera, stavol­ta. Pur con assenze pesanti: De Rossi, Pizarro, Juan, Adriano, Fabio Sim­plicio, Doni, Baptista, in attesa dei Burdisso brothers. Niente tridente contro i padroni di casa del Psg.

Greco: la Roma trova un rinforzo

 Dalla Gazzettta dello Sport:

Com’è sto giocatore? È Greco. Una delle battute cult del film Borotalco sembra fatta apposta per raccontare la storia di questo ragazzo che nella Roma naviga da cinque anni, ma non ha mai avuto fortuna. Lanciato da Bruno Conti nel 2004-2005, stagione dei quattro allenatori in una stagione, e poi costretto a fare il ping pong tra prestiti e ritorni a Trigoria (serie B tra Verona, Pisa e Piacenza), Greco, romano e 24 anni compiuti il 19 luglio, è ripartito in quest’estate 2010 con un piglio diverso. Nel ritiro di Riscone di Brunico, si è intravisto qualcosa di nuovo in lui. I piedi sono sempre stati di buon livello, i limiti sono sempre stati altri: fisico non da superman, una certa lentezza e, se vogliamo, anche la timidezza di chi non è mai riuscito ad aprirsi un varco.

Roma-Psg 1-1, pagelle: Mexes e Vucinic crescono, Greco è pronto

 Le pagelle dei giallorossi dopo la partita tra Roma-Psg valevole per il Torneo di Parigi.

Julio Sergio 6,5: pimpante, reattivo. Smanaccia in un paio di circostanze e crea sempre una muraglia – braccia, gambe, corpo – contro ogni avversario che cerchi di violarne la rete. Non può nulla su colpo di testa ravvicinato di Hoarau.

Rosi 6+: stavolta riesce a entrare in partita in fretta e non subisce le velleità francesi se non in sporadiche occasioni. Diligente e ligio al dovere, quando saprà osare, riuscirà a garantire un ulteriore salto di qualità alla propria prestazione.

Andreolli 6: di fianco a un Mexes che cresce gara dopo gara, riesce a limitarsi al compitino quando occorre e garantisce un apporto prezioso. In qualche circostanza lo troviamo spaesato, timido.

Mexes 6,5: se non altro, per il fatto che riconosciamo un crescendo costante al transalpino fresco di preconvocazione in Nazionale. Vuole metterci anima e corpo, va meglio che nelle amichevoli precedenti (quando di fronte aveva attaccanti assai più modesti).

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