Tutta la Roma di Burdisso Jr

 I primi giorni di Guillermo Burdisso nella Capitale. Da Il Romanista:

È un ragazzo semplicissimo, ha un viso da bambino e un corpo da uomo. Parla già qualche parola di italiano, capisce tutto, e chiede informazioni sul traffico”. Chi ha avuto modo di conoscere Guillermo Burdisso in questi primi giorni romani descrive così il fratello di Nicolas, arrivato a Roma mercoledì mattina all’alba e che da oggi, salvo sorprese, dovrebbe essere ufficialmente un giocatore giallorosso. Sbarcato a Fiumicino in compagnia del padre Enio, è andato in un lussuoso hotel vicino villa Borghese di cui ha utilizzato, dopo qualche ora di riposo per riprendersi dal fuso orario, la palestra. Poco movimento per lui, giusto un po’ di corsa e qualche attrezzo per presentarsi in forma alle fisiche visite mediche prima e a Trigoria poi.

Totti – Del Piero: quando un 10 è per sempre

 Se sei un numero 10, lo sei per sempre. Idem per le Bandiere. Due aspetti che accomunano le esperienze di Francesco Totti e Alessandro Del Piero sono proprio quelli appena enunciati. In attesa di conoscere il prossimo futuro (magari da dirigenti di Roma e Juventus). Da Il Messaggero:

Chissà se, visto il presente, in futuro faranno gli attori o resteranno ancora nel mondo del calcio. Francesco Totti e Alex Del Piero, numeri 10 al cento per cento, rappresentano (e alla grande) l’ieri, oggi e domani di una dimensione (calcistica) quasi in via di estinzione, se un portiere come Lupatelli decide di farsi cucire quel numero magico sulla maglia. Chissà se Francesco e Alessandro tra qualche anno saranno dietro a una scrivania a fare i dirigenti:

Roma, pranzi e cene per fare gruppo

 Da Il Romanista:

La simpatica spedizione della Roma a Ostia ha riaperto un dibattito vecchio come il calcio: “Passare tempo assieme permette di fare gruppo e rafforza la capacità di vincere di una squadra?“. Mi perdoneranno i lettori del Romanista se scelgo di illustrare la questione partendo da un aneddoto scherzoso, a mio avviso irresistibile, che riguarda nientemeno che Attilio Ferraris IV. Al ritorno da una vittoriosa trasferta della Nazionale il capitano venne trascinato ad un banchetto offerto dai suoi tifosi del rione Borgo. Al termine della cena un improvvisato oratore prese la parola e disse: «Attilio sei grande, Attilio sei immenso, ma dimostrati anche generoso. Paga tu il conto». «L’anima de li mortacci vostra» ribatté Ferraris, che poi, prontamente, mise mano al portafoglio.

Roma, i Giovanissimi Nazionali di Montella per stupire di nuovo

 Vincenzo Montella riparte con i Giovanissimi Nazionali della Roma: undici volti nuovi per stupire ancora. Da Il Corriere dello Sport:

La nuova sfida di Vincenzo Montella ricomincia dai ragazzi classe ’96. Per i Giovanissimi Nazionali, infatti, la nuova stagione prende il via questa mattina con il raduno previsto alle 8.30 a Trigoria. Dopo la finale scudetto conquistata lo scorso anno e persa contro il Milan al primo anno della sua nuova carriera di allenatore, l’Aeroplanino cercherà di fare il bis, magari con un finale meno amaro, con un gruppo di altissimo livello.

De Rossi sarà il capitano della Nazionale

 Dal Romanista:

L’ufficialità dell’investitura è arrivata ieri: a guidare la nuova Italia di Prandelli che domani a Londra affronta in amichevole la Costa d’Avorio sarà Daniele De Rossi. È stato lo stesso commissario tecnico ad annunciarlo nella sua prima conferenza stampa nell’aula magna di Coverciano.

Falcao: “Totti-Adriano grande coppia”

 Dalla Gazzetta dello Sport:

«L’Inter è una macchina da vittorie, ma c’é una coppia di fuoriclasse che può togliere lo scudetto alla squadra di Benitez. I nomi? Ronaldinho e Pato». Paulo Roberto Falcao affida una «Mission Impossible» a due campioni che conosce da quando erano poco più che ragazzini. «Li ho visti crescere a Porto Alegre. Anche un cieco si sarebbe accorto del loro talento». L’ex re di Roma li ha scoperti ma ora fatica a riconoscerli. «I due attaccanti del Milan devono cambiare marcia. E subito».
Nella sua Roma è arrivato Adriano. «Una scommessa che mi piace. Adriano ha lasciato qualcosa di incompiuto in Italia. Se n’è andato quasi di nascosto. L’Imperatore poteva restare in Brasile carico di soldi e di gloria. Se ha scelto la Roma è perché vuole dimostrare al calcio italiano chi è il vero Adriano».

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