Burdisso, Sensi e Moratti: se telefonando…

 Il Messaggero:

Rosella Sensi da un lato, Massimo Moratti dall’altro. Dopo la telefonata di convenevoli che ha preceduto la Supercoppa di sabato, nelle prossime ore (o giorni) ne seguirà un’altra tesa proprio a dare una svolta alla vicenda.

Burdisso, “no” alla Juve

 Il Corriere della Sera:

Ultima settimana di mercato, ultime possibilità di arrivare a Nicolas Burdisso. «Mi aspetto qualcosina, la società sta facendo il massimo nonostante le difficoltà economiche ormai ben note». Per dirla con Ranieri, lo sforzo per l’acquisto dell’argentino è necessario (se non indispensabile) a rinforzare la difesa della Roma.
Rosella Sensi tratterà direttamente con Moratti, eppure Branca, direttore dell’area tecnica interista, si mostra ancora scettico sul buon esito: «Non abbiamo incontri in agenda, quindi non esistono scadenze prefissate», ha dichiarato, aggiungendo che «al momento non ci sono i presupposti affinché ci sia un accordo».

La Roma che scricchiola…

 La Gazzetta dello Sport:

Nel giro dei prossimi 34 giorni, tre dei quattro migliori in campo della Roma nella sfida di Supercoppa contro l’Inter cominceranno a veleggiare più o meno abbondantemente nel trentennio. Capitan Totti festeggerà 34 primavere, Pizarro 31, Riise 30. Coincidenze? Non proprio, visto che — da Cassetti a Juan, da Taddei a Perrotta — fra i giallorossi gli attempati non sono proprio una rarità. Certo, anche la corazzata nerazzurra non è certo un’Under 21, ma un paio di differenze vanno sottolineate.

Totti: “Abbiamo giocato alla pari con l’Inter”

 Dal Corriere dello Sport:

Eppure la Roma c’è. La sconfit­ta nella sfida di Supercoppa contro l’eterna rivale Inter, ha lasciato il segno, ma non ha azzerato l’ottimismo per la prossima stagione. Almeno quello del capitano Francesco Totti. Che, tanto per non perdere l’abitudine, a San Siro ha ribadito di essere sempre in grado di fare la differenza, riscoprendosi illuminato trequartista ( e se fosse questo il suo ruolo giusto nella Roma di Ranieri?). Sul charter che a notte fonda ha riportato la squadra giallorossa a casa, il capitano si è seduto come sempre vicino a Daniele De Rossi, in faccia aveva il sorriso amaro della sconfitta, ma anche la convinzione che la sua Roma tutto è stata meno che inferiore ai nerazzurri.

Doni: “Ho voglia di restare e convincere tutti”

 Doni, portiere della Roma che sta vivendo un periodo delicato nella capitale, spiega così la sua situazione: “Ho una gran voglia di tornare a giocare, a sentirmi importante per questa squadra. Ho vissuto brutti momenti ma dopo l’infortunio al ginocchio, ormai passato, mi sento pronto per poter dare il massimo con questa maglia e con questi colori, ai quali ho dato tanto e dai quali ho ricevuto molto…”, così a romanews.eu.

La sua priorità ora, è quella di ritornare ad alti livelli: “Voglio vivere il presente anche perché il domani non dipende più da me, ma soprattutto da loro. Dipende tutto dalla Roma. Mi devono dire se vogliono che io resti o no. Ad oggi non ho sentito nessuno e non so nulla, perché nessuno mi ha ancora detto qualcosa. Io lo ribadisco: ho voglia di restare, di giocarmi al meglio le mie carte e di ritagliarmi un posto in questo club. Sto lavorando proprio per questo: per convincere tutti, Ranieri in primis, che possono ancora contare su di me”.

Il mea culpa di Ranieri

 Dal Romanista:

 Mentre si stava presentando ai microfoni della Rai, col sorriso tirato, Claudio Ranieri ha ricevuto prima l’abbraccio di Benitez, poi l’in bocca al lupo di Julio Cesar. E lui, da gentiluomo qual è, ha risposto. E il sorriso si è fatto un po’ più spontaneo. Dopo, serenamente ha spiegato: «Sono moderatamente soddisfatto, soprattutto per quanto fatto almeno fino al pareggio. Poi…».
Già, poi. Subito dopo la fine della partita, Ranieri ha usato toni pacati. Ma la sensazione è che, nello spogliatoio, si farà sentire eccome. Perché va bene perdere, ma «fare certi regali» a una squadra come l’Inter non è ammissibile.

Burdisso arriverà la prossima settimana

 Il Romanista:

Nessun incontro. Ieri il direttore sportivo giallorosso Daniele Pradè e il responsabile del mercato interista Marco Branca non si sono incontrati per parlare del futuro di Nicolas Burdisso. Che quindi dovrà attendere ancora per conoscere il suo futuro. Quanto? Con la Supercoppa ormai alle spalle, non troppo. Il “dispetto” interista alla società giallorossa di prolungare il più a lungo una trattativa che poteva essere semplicissima, è andato a segno e ieri Nicolas non è sceso in campo con la maglia della Roma. In realtà non è sceso in campo nemmeno con quella dell’Inter, visto che si trovava nella sua casa a Roma con la famiglia. Ci rimarrà anche oggi, l’argentino, con la speranza di non doverci tornare più a Milano. Nico non sta vivendo con serenità il protrarsi della trattativa. La sua speranza era quella di tornare dalle vacanze post-mondiale con una situazione già delineata.

Montali: “Stanchi di veder vincere l’Inter”

 Dal Tempo:

Quando c’è qualche «titulo» in ballo tra Roma e Inter finisce sempre così. Il pensiero di Gian Paolo Montali rappresenta al meglio la sindrome da frustrazione da eterni secondi: «Siamo stanchi di vedere vincere l’Inter, ma noi non abbiamo nulla da rimproverarci». Qualcosina, però, da rimproverarsi la Roma ce l’ha. David Pizarro, ad esempio, indica quel maledetto gol preso nel finale del primo tempo che ha riscritto il copione della Supercoppa: «Se non avessimo commesso quell’errore, sicuramente non sarebbe finita così. Fino al pareggio di Pandev, c’è stata in campo solo la Roma. I nostri tifosi devono stare tranquilli, perché comunque abbiamo fatto la nostra prestazione».

La Roma onora l’impegno

  Dal Tempo:

Fa la sua figura per un’ora buona una bella Roma, trame pulite e occasioni anche limpide, prima di arrendersi alla condizione imperfetta di qualche protagonista, come Pizarro e De Rossi. Una volta sotto, Ranieri gioca perfino la carta Adriano, a destra per sottrarlo a Maicon, comparsata patetica. L’immagine peggiore è quella dei teppisti travestiti da tifosi, fumogeni e sospensioni del gioco, una vergogna che non conosce fine, la migliore una squadra che può uscire a testa alta dal confronto con i campioni di tutto. Per essere un primo approccio stagionale, difficile attendersi qualcosa di meglio, e più spettacolare, di un primo tempo ricco di spunti, di occasioni, di colpi spesso geniali, quelli che hanno in repertorio Totti, Sneijder, ma anche Eto’o, Maicon, a sprazzi Menez.

La Roma è salita a San Siro a giocarsela da protagonista, questa Supercoppa, fa ridere qualche commento televisivo, come quello di Beppe Dossena che sottolineava le difficoltà dell’Inter contro le squadre molto chiuse, definizione discutibile per chi si presenta in campo con Totti, Vucinic e Menez, per non parlare delle incursioni di Cassetti e Riise.

Adriano: “Farò meglio in futuro”

 Dal Corriere dello Sport:

 Il coordinatore dell’area tecnica Giampaolo Montali ha commentato così la prova della Roma qui a San Siro: «In questa occasione abbiamo visto che siamo un gruppo solido su cui puntare e che quest’anno ci darà delle grosse soddisfazioni. Rispetto all’Inter, però, ci manca ancora qualcosa. La mentalità vincente ce l’hanno loro e non è una cosa che si compra. Ci vuole tempo per ottenerla. Occorre cominciare a vincere qualcosa, così da arrivare alle giuste condizioni. Siamo stanchi, però, di fare i complimenti all’Inter».

La Roma regala il titolo all’Inter

 Il Romanista:

Si ricomincia nello stesso modo in cui era terminata la passata stagione. Con l’Inter a festeggiare e la Roma a rammaricarsi per le occasioni perse. Perché anche ieri sera la formazione giallorossa ha da recriminare per una partita che nel primo tempo stava conducendo con merito e che ha riaperto da sola, con una sciocchezza madornale di Mirko Vucinic che ha rimesso in area un pallone che se ne stava buono buono sulla bandierina del calcio d’angolo. Nel calcio non esiste la controprova, ma difficilmente senza quel gol la formazione giallorossa avrebbe subito quel tracollo che ha avuto nel secondo tempo.

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