Live Trigoria, assenti Borriello e Vucinic; dedica speciale a Simplicio

Dal sito della Signora in Giallorosso:

Il terzo posto in classifica con sorpasso alla Lazio, Milan con sei punti di vantaggio e Napoli a più due dalla Roma. Epilogo temporaneo da marcia positiva, filotto di tre vittorie in sette giorni, un quarto di finale di coppa Italia alle porte contro la Juventus. Giovedi sera, all’Olimpico di Torino, mancherà Francesco Totti, giunto a scontare mezza squalifica, ma l’attacco pare essere il reparto che meno preoccupa. Menez, Vucinic, Borriello: affidarsi a chi sta mostrando di saper risolvere una partita con una giocata non pare complicato. Pausa domenicale, per i giallorossi, che sono tornati ad allenarsi stamane sul campo B di un Fulvio Bernardini baciato dal sole nonostante la temperatura ancora fredda. La prima occhiata di una Trigoria vestita di giallorosso, con tanto di tifo danese assiepato all’esterno del cancello di ingresso, porta a valutare qualche assenza attesa e qualche altra che giunge a sorpresa. Mancano Borriello, Riise, Vucinic, Castellini, Adriano e Pizarro. Facile prevedere che il cileno svolgerà differenziato, come gli capita da una settimana a questa parte, mentre è ancora presto per giustificare le assenze degli altri. Da segnalare una scritta impressa sul muro di recinzione del centro. “Simplicio pallone d’Oro“, a coronare una settimana indimenticabile per il centrocampista brasiliano che ha assaporato il gusto di segnare in un derby. Il mittente del pensiero, tal Braciola, incarna (è il caso di dirlo) l’opinione di una fetta cospicua di giallorossi che, se non di vedergli sollevare l’ambito trofeo, auspicano di percepire l’ex Palermo sempre più imprescindibile rispetto alla rosa capitolina.

La Francia s’inchina a Menez

 Dal Romanista:

La Francia si inchina a Le Roi. A Michel Platini? Macché, a Jeremy Menez. Cartolina da Roma: guardate come si gioca a pallone, venite a imparare da Oudinì. Con quel gol al Cagliari, Jeremy stavolta non ha incantato solamente i tifosi della Roma. Ma anche i suoi compatrioti. Gongolano i quotidiani transalpini. Si coccolano l’uomo che qualcuno adesso, e non a caso, paragona a Ronaldo. Sul sito di Le 10sport viene riproposto il video del gol dell’ex Fenomeno interista nella finale di Coppa Uefa contro la Lazio (p.s.: ma che goduria…). Jeremy Menez se lo ricorda bene. Aveva 11 anni e si giocava a casa sua. Al Parco dei Principi.

Ritornerà Pizarro

 Dal Romanista:

Si rivedranno stamattina alle 11 per prepare i quarti di coppa Italia contro la Juventus, in programma giovedì sera a Torino. Si sarebbero dovuti rivedere 24 ore prima, ma Claudio Ranieri ha voluto premiare i suoi ragazzi dopo il bottino pieno ottenuto in meno di una settimana. E quindi ha concesso alla squadra una domenica di riposo, utile a ricaricare le batterie in vista di altre due settimane dense di impegni. Per affrontarle la Roma avrà un’arma in più.

Mexes: il contratto è pronto

 Dal Messaggero:

La proposta della Roma è una di quelle che, lì per lì, appaiono irrinunciabili: un nuovo contratto fino al termine della carriera o giù di lì. Un rinnovo per altri quattro, anche cinque anni con la maglia giallorossa. Con stipendio annuale in linea con il valore di mercato di un giocatore in scadenza il prossimo 30 giugno. Possibile girare la testa da un’altra parte e dire di “no”? Chissà.  La trattativa per il rinnovo del contratto di Mexes è partita da parecchio tempo e la prossima settimana, prima o dopo la partita del 2 febbraio contro il Brescia, il suo procuratore Olivier Joanneaux incontrerà i dirigenti di Trigoria.

Totti già pensa a Bologna-Roma

 Dal Romanista:

Una toccata e fuga in discoteca (il Jet Set dove già si era celebrata la vittoria del derby di campionato) ci voleva. Anche se per pochi minuti, il gol numero 250 della carriera andava festeggiato. Francesco Totti lo ha fatto sabato sera, insieme ad alcuni compagni. Un segno, non l’unico, che il momento peggiore è passato. Che la tristezza, di cui lui stesso aveva parlato nelle scorse settimane, magari non è scomparsa del tutto, ma almeno un po’ sì.

Coppa Italia, Juventus-Roma: Vucinic titolare

 Dal Corriere dello Sport:

E se la scelta dei quattro centrocampisti dietro a due attac­canti, diventasse definitiva? E’ l’in­terrogativo che ci accompagnerà da qui a giovedì sera quando la Roma si presenterà all’Olimpico di Torino per giocarsi in una partita secca la qualifi­cazione alla semifinale di coppa Italia. Oltre­tutto, con Francesco Totti squalificato e Adriano infortunato, la possibilità che pure contro i bianconeri il tecnico romanista scel­ta quello schieramento tattico, non è assolutamente da escludere. Anzi è quello da considerare in questo mo­mento favorito, se non altro perché schierare tre punte dal fischio inizia­le a Torino, per Ranieri vorrebbe di­re non avere opzioni offensive da in­serire nel corso dei novanta (o cento­venti) minuti. Senza dimenticare che tre giorni dopo la Roma dovrà gioca­re a Bologna una partita di campio­nato e, quindi, far tirare il fiato a qualcuno non sarebbe una scelta sbagliata a priori. Vucinic – Sicuro del posto, almeno per il momento, do­vrebbe essere soltanto il montenegrino, in panchina contro il Ca­gliari. Così come, pe­raltro, pure Menez.

I cambi di Ranieri

 Dal Tempo:

Cambia e vinci. Come il giocatore di poker che scarta la coppia e infila la scala. O, per avvicinarci a una palla che rotola, a un allenatore di basket che si tiene i migliori per i decisivi minuti finali. Claudio Ranieri ci ha preso gusto. Le sostituzioni, quelle che a inizio hanno gli sono costate tante critiche, adesso sono la sua specialità. È stato lui stesso a ricordarlo dopo la bella vittoria della Roma sul Cagliari. «Ho fatto uno studio e l’ho mostrato ai ragazzi: i cambi ci hanno portato tanti punti». Nove, per l’esattezza in campionato: Brighi entra e propizia un autogol con il Bologna, Vucinic rileva Totti e stende l’Inter, Perrotta fa centro con la Fiorentina, Vucinic si ripete con la doppietta al Catania, Borriello Adriano partecipano all’azione del gol nel finale di Cesena. Chi sta fuori mette il muso, ma quando Ranieri gli chiede di alzarsi riesce spesso a trasformare la rabbia in energia positiva per la Roma. È successo ancora di più in Champions: sette punti sui dieci conquistati nel girone sono frutto delle sostituzioni.

Reti Totti: la Gazzetta ne conta 249

 Da La Gazzetta dello Sport:

«Tristezza, per favore vai via…» . Più che altro, Totti le dà un calcio con tutta la forza che ha. Un rigore alla Di Bartolomei. Il dito in bocca e uno sguardo al cielo. Totti non segnava in campionato dal 13 novembre e all´Olimpico, in casa sua, non gli era ancora capitato in questo torneo. Suonava male, pareva una bestemmia. Da ieri, 195 reti in Serie A, distanza tonda (-10) dai 205 di Roberto Baggio, la sua ossessione. Con le coppe di ogni genere, sono 249 gol tutti giallorossi («Le reti più belle? Alla Lazio» ), ma qui le statistiche dissentono, per qualcuno sono già 250, e allora tanti auguri.

Roma, Sensi: “Ranieri, scelte insindacabili; Totti? Francesco è Francesco”

 Da Il Romanista:

«Sono stati tre punti fondamentali. Complimenti al Cagliari, perché nel secondo tempo mi ha messo in agitazione». Non si può dimenticare però il derby di pochi giorni fa: «Mi ha fatto piacere vincerlo, come tutti i derby e come tutti i romanisti. Noi ci teniamo molto alla coppa e siamo ben felici di averlo vinto». Col Cagliari era campionato: «L´importante è vincere e fare il nostro dovere, andiamo avanti perchè sappiamo farlo». Ranieri ha detto che l´Inter è la squadra da battere, la Sensi non è d´accordo: «No, ma non per dissentire con lui. Temo più il Milan, ora l´Inter sta giocando bene ma quest´anno non è l´Inter dell´anno scorso. Poi c´è anche la Roma e noi non pensiamo di essere da meno». Il presidente, comunque, non mette bocca sulle scelte del tecnico: «Io sono d´accordo col turnover, ho sentito dire spesso che non avevamo una rosa ampia… poi il giudizio del mister non si discute. E sono contenta che vogliano giocare tutti significa che ci vogliono essere. Sarebbe peggio se fossero felici di non giocare. Totti?

Standing ovation per Francesco Totti

 Da Il Romanista:

Bene così. Seconda vittoria consecutiva in campionato, terza in meno di una settimana considerando anche il derby: la Roma liquida 3-0 il Cagliari all´Olimpico, grazie ai gol di Totti, Perrotta e Menez. E continua, senza freni, la sua rincorsa. E´ il Capitano il grande protagonista della fredda notte romanista: un gol (e sono 250 con la maglia della Roma), lanci di prima, colpi di tacco, rincorse agli avversari anche ben oltre il 90´ e la sensazione che, adesso che è tornato anche a segnare, la Roma possa davvero tornare a sognare. E a far sognare. Ranieri in avvio sorprende tutti, lasciando in panchina sia Vucinic sia Menez e rinforzando il centrocampo, con Taddei e il rientrante Perrotta a dar man forte a De Rossi e Simplicio. Il primo tiro in porta al 4´ porta la firma di Totti, che dal limite dell´area riceve da Borriello e tira di destro, ma Agazzi blocca con facilità. Al 6´ gli applausi dell´Olimpico sono per Julio Sergio, bravo a respingere in angolo un gran tiro di Cossu. Al 16´ è anco a il Cagliari a farsi avanti, con una punizione battuta improvvisamente e Acquafresca che, in posizione defilata, prova a sorprendere Julio Sergio.

Roma, Menez: “Ho zittito gli amici”

 Da Il Romanista:

Non è stato un doppio passo. Non è stato nemmeno calcio. È stato di più: arte, poesia, un canto armonico, un lampo di genio. Che hanno fatto più di noi?, si domandava uno sconsolato Donadoni a Sky. Se parti dalla fine, dal minuto numero due di recupero della ripresa, ecco, hanno fatto anche questo. Anzi, ha fatto. Lui l´ha fatto: monsiuer Menez. Vucinic gli ha servito una palla nel tunnel. E Jeremy nel tunnel non ci si è perso. Ha acceso la lampadina, ha messo il turbo, si è bevuto (perdonate: ha saltato) un difensore, finta, controfinta, doppio passo, Agazzi per terra e pallone in rete sotto gli occhi di Le Roi Platini. Mon Dieu, che gol! Messo a sedere il portiere del Cagliari, Menez ha scagliato il pallone in porta a velocità supersonica. Quasi stizzito. Strano? C´è una spiegazione. Menez è un artista. Lui, col gol, quasi non ci si sporca. Normalmente, si dribbla mezza difesa e serve qualcun altro. Jeremy è la mente, gli altri sono il braccio. Da lassù non l´hanno mica programmato per questo.

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