
Intanto, sono sette punti in tre partite: Ranieri ha preso in mano una squadra a pezzi nell’umore e con poche motivazioni e ha saputo allontanare con tre spintoni vigorosi la zona retrocessione e l’incubo dello zero in classifica. Non è poco, e va detto apertamente.
Pensare che il pari di Palermo sia risultato poco soddisfacente, per certi versi, è un bene: significa che tanto le motivazioni quanto la fiducia in se stessi stanno tornando a farsi vive. Comunque sia, chiuso un match occorre da subito voltare pagina, recuperare le energie fisiche e nervose e (forse) iniziare a pensare a qualche altra soluzione tattica. La trasferta di Catania porta i giallorossi a pochi chilometri di distanza dal Barbera ma, imparando dagli errori in maniera costruttiva, la Roma potrebbe esprimersi con anni luce di differenza rispetto a quanto fatto contro i rosanero. Partire dal meglio: si può perchè le note positive ci sono. Eccome.


Nonostante la pioggia battente e un campo ai limiti della praticabilità. Nonostante un Palermo coriaceo e mai domo, specie se preso per mano da quel folletto magico che sa essere Fabrizio Miccoli. La Roma ha giocato da Roma. Qualche distrazione in difesa, è vero, ma pure la convinzione che su un terreno simile a correre maggiori rischi sono sempre più i difensori.
Palermo-Roma è finita con le maglie sporche di fango e con un 3-3 bagnato dalle emozioni e dalla pioggia. Forse Ranieri non avrebbe firmato per il pareggio. Soprattutto dopo aver visto i suoi uomini portarsi in vantaggio per due volte. Al triplice fischio di Rocchi, però, il tecnico di Testaccio ha avuto di che rallegrarsi: i suoi uomini non hanno perso la testa. Hanno lottato e sofferto, hanno subito e ribaltato l’azione. Nel maremoto di Palermo, Totti ha tenuto a galla la Roma: l’ha illusa prima, l’ha salvata poi. Con lui il giovane Okaka, che a pochi minuti dal termine si è conquistato il calcio di rigore del pari. La Roma nelle corde ha ancora un pizzico di pazzia. E’ vero. Ma sotto il diluvio, il carattere ha fatto da salvagente.
“Il campo ha giocato un ruolo fondamentale. Siamo più tecnici del Palermo e questa situazione ci ha penalizzato tatticamente”. Claudio Ranieri, nel dopo gara di Palermo-Roma, spiega il motivo del mezzo passo falso dei suoi uomini rispetto a domenica scorsa: “Dovevamo essere più cinici nel primo tempo. Una volta passati in vantaggio avremmo dovuto mantenere il risultato. Invece ci siamo fatti raggiungere. Il secondo tempo è stato da pallanuoto. Comunque abbiamo lottato fino in fondo e abbiamo ripreso il risultato. Sono contento di quello che i ragazzi mi stanno dando. Mi è piaciuto molto l’atteggiamento di quelli che sono entrati, in particolare Faty e Okaka, che si è subito dato da fare e ha rimediato il giallo per eccessiva generosità. Questo è lo spirito giusto che voglio io”.
Julio Sergio – 6: Il campo non lo aiuta, sul gol di Miccoli poteva chiudere meglio. Per il resto risulta concentrato.
La Roma anti Palermo sarà la stessa che ha battuto la Fiorentina domenica sera. O almeno dovrebbe esserlo. Ranieri infatti ha ancora qualche dubbio di formazione: in difesa ballottaggio tra Juan e Mexes, con il brasiliano in netto vantaggio, mentre in attacco Vucinic e Okaka si giocheranno la maglia da titolare. Il montenegrino dovrebbe partire nell’undici inizale con Okaka pronto a sostituirlo nell’arco dell’incontro. Tornano tra i convocati Doni e Brighi, ancora out Baptista, Cicinho, Artur e Tonetto.